Ladri di terra. Il nuovo sfruttamento dell’Africa

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L’ultimo ad aprire la porta allo shopping terriero è stato il governatore del Katanga, pharmarea dell’Rd Congo grande quanto la Francia. Moïse Katumbi ha messo a disposizione di investitori stranieri 14 milioni di ettari di terreno coltivabile. «Voglio diversificare. Il nostro futuro è l’agricoltura. Non le miniere», viagra si è giustificato.

Se fosse preso alla lettera, click sarebbe un vero e proprio record planetario: 140mila km2 di terra coltivabile, un’area grande poco meno della metà della superficie italiana, messa a disposizione dei cacciatori di terra. Che sono molti in questo periodo. E sono soprattutto i terreni africani a finire sotto la pressione della speculazione e degli investimenti commerciali. Secondo i dati forniti dalla Banca mondiale, sarebbero attualmente 35 milioni gli ettari acquistati o affittati nel continente da paesi stranieri o da multinazionali per essere coltivati. Il paese “privilegiato” da sempre è l’Etiopia (oltre 3 milioni gli ettari, gestiti da almeno 36 paesi o multinazionali stranieri).

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