Partecipazione Politica e Fiscale

Simulazioni senza senso (Angelo Panebianco)

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Dopo che, con suo comodo, pare fra una settimana, la Corte costituzionale ci concederà di conoscere le motivazioni della sentenza con cui ha liquidato il sistema elettorale precedente, si entrerà nel vivo delle trattative per la riforma del sistema di voto. Matteo Renzi ha già presentato, come base di confronto, tre differenti proposte. È possibile che altre proposte ancora vengano messe sul tavolo. Su di esse si getteranno fra poco gli specialisti in «simulazioni di voto»: alla luce dei risultati delle ultime consultazioni politiche verranno ipotizzati i differenti esiti delle prossime elezioni a seconda che si adotti l’uno o l’altro sistema elettorale. Tali simulazioni, che accompagnano sempre questo tipo di trattative, sono insensate. Se fossero anche innocue non ci sarebbe bisogno di occuparsene. Sono invece dannose, inquinanti. 

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Una trappola che seduce (Angelo Panebianco)

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Perché è un dramma la reintroduzione della proporzionale? Perché essa può funzionare bene - persino, talvolta, senza soglie di sbarramento - solo in un caso: se esistono grandi partiti radicatissimi nella società e fortemente legittimati. Ma i nostri partiti, dopo i massacri seguiti alla caduta del muro di Berlino, dopo la «strage di San Valentino» connessa alle inchieste dette di Mani pulite di venti anni fa, sono per lo più ectoplasmi, entità semi-gassose che suscitano (guardate i sondaggi) fastidio nei cittadini meglio disposti, e disgusto negli altri. Altro che radicamento e legittimità. In queste condizioni, è facile scommettere che la proporzionale (compreso l’eventuale pseudo-tedesco) ci consegnerà all’ingovernabilità. Basterà un’occhiata ai risultati delle elezioni e i mercati sapranno tutto ciò che c’è da sapere. In Europa poi, dove già oggi non si fidano di noi, gli impegni assunti dai sempre traballanti governicchi che si succederanno non potranno mai essere presi sul serio.

I miracoli a volte avvengono ma ci puoi credere solo a miracolo avvenuto.

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La Consulta : Quesiti «inammissibili»Napolitano: «Ora tocca al Parlamento»

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LA DECISIONE - Il primo quesito chiedeva l'abrogazione totale del 'Porcellum' mentre il secondo interveniva puntualmente per chiedere l'abrogazione delle novità introdotte da questa legge alla legge elettorale precedente, il 'Mattarellum'. L'orientamento della Consulta era già noto alla vigilia. Erano infatti circolate indiscrezioni a proposito dei dubbi dei costituzionalisti sull'inapplicabilità dello strumento referendario alle questioni elettorali. Il primo quesito veniva giudicato non praticabile perché lascerebbe formalmente sprovvisto l'ordinamento di una legge elettorale. Il secondo, che interveniva non sull'impianto complessivo del «Porcellum», ma su alcune sue singole norme, veniva giudicato di difficile ammissibilità soprattutto per quanto concerne il nodo del premio di maggioranza.

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