Perché rifiutare l'aborto fa rinascere il buon senso

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La pillola che obbliga la donna incinta a fare da sé, magari con il pretesto di evitare lungaggini o l'obiezione di coscienza intoccabile, reintroduce infatti l'aborto clandestino, che fu la bandiera della campagna abortista degli anni Settanta (una legge permissiva ci libererà dalle mammane). Ora il cerchio si chiude e ciascuna è indotta a essere mammana in causa propria. Il cerchio della menzogna si è infine chiuso. Chiamatela salute riproduttiva o tutela sociale della maternità, e quest'ultimo titolo si è risolto - nonostante le buone intenzioni - in una sconvolgente prova di ipocrisia dell'Italia cattolica e miscredente, la legge abortista autorizza il castigo, del bambino non nato e della donna incinta, cancellando il delitto sociale di cui il concepito e la donna che lo porta sono innocenti, trasferendo quell'innocenza sulla società maschia, potente, dello scarto e del consumo, che si tappa le orecchie e si chiude gli occhi, non vuole sentire né vedere lo sconcio in atto perché è radicalmente colpevole.

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