Referendum: tre motivi per votare “No” di Mario Mauro

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Il prossimo 4 dicembre gli italiani andranno a votare al referendum per respingere o approvare la riforma costituzionale perché il testo di legge è stato approvato a maggioranza ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera. Meglio votare “No” sostanzialmente per tre motivi.

Il primo motivo è che si tratta di una riforma confusa che trasforma la Costituzione in un pasticcio. Non rende più snello l’iter normativo, come la propaganda del “Sì” cerca di propinare agli italiani, ma lo complica con un bicameralismo imperfetto in cui le competenze del Senato non sono chiare. I costituzionalisti hanno contato più di dieci modalità diverse con cui si produrranno norme sulla varie materie, con un ruolo del Senato ambiguo e fonte inesauribile di contenzioso presso la Corte costituzionale. Oggi con il bicameralismo perfetto l’iter di approvazione di una legge di iniziativa governativa (la quasi totalità delle leggi, ormai) non supera i sei mesi, inoltre l’istituto del disegno di legge ad approvazione “a data certa” con ogni probabilità si trasformerà in un boomerang di termini oltrepassati e quindi lavoro inutile.

Il secondo motivo è che si tratta di una riforma centralista. 

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