Partecipazione Politica e Fiscale

In difesa delle preferenze (Livio Chersi)

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Negli organi d’informazione ritorna in modo ricorrente l’argomento delle possibili modifiche della legge elettorale per l’elezione del Parlamento. E’ difficile comprendere quali orientamenti stiano realmente prevalendo. Si riscontrano molto nervosismo, esasperato tatticismo, i soliti “partiti presi” pro o contro il sistema maggioritario, pro o contro il sistema proporzionale.

La discussione è opaca. Considerato il livello degli attuali decisori politici, è opportuno non lasciarsi invischiare nelle loro beghe. La riforma elettorale, tuttavia, è questione troppo importante per ignorarla. Se ne può parlare in teoria, tanto per confutare qualche luogo comune utilizzato dai decisori politici.

Rientra nella logica democratica che gli elettori possano scegliere liberamente i propri rappresentanti in parlamento. E’ invece sicuramente antidemocratico che le segreterie nazionali dei partiti predetermino i futuri eletti, perché i seggi spettanti, in base ai risultati delle elezioni, vengono attribuiti ai candidati secondo l’ordine in cui questi sono stati inseriti nelle liste circoscrizionali.

Il classico modo di scegliere è quello di esprimere preferenze. E’ falso che queste inquinino la vita politica, alimentando il bisogno di denaro per far fronte alle spese elettorali. 

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Il "Tiranno d'Italia", archetipo del potere autoritario (Domenico Condito)

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Il “Tiranno d'Italia” è divorato da un appetito di potenza senza limiti. La sua ascesi è stata inarrestabile. L’uso spregiudicato del potere ha garantito a sé e alla sua delinquente brigata ogni maggior comodità e sicurezza e impunità. Non sopportando nessuno accanto o sopra di sé, ha preferito i servi voraci e adulatori agli amici, in realtà possibili rivali e concorrenti. Conoscitori, quest’ultimi, dei limiti e difetti che lo inchiodano alla sua dimensione reale, avrebbero sgonfiato il mito che voleva costruire sul proprio conto, pronti a soppiantarlo dopo aver percorso al suo fianco la stessa strada. Ha intimidito, minacciato, corrotto, barato, mentito, tradito. Ha dominato col far tremare gli altri, ma ora che arretra il suo consenso nel paese il “Tiranno” vive nella paura, e semina vento, tempesta, distruzione.

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Tanto semplice che non si farà (Giovanni Sartori)

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La vicenda dei nostri sistemi elettorali spiega, o comunque concorre a spiegare, il fallimentare andazzo della politica italiana. Nel mio ultimo pezzo ( Il Porcellum e i Porcellini di domenica scorsa) concludevo dicendo che un modo non corruttibile di consentire all'elettore di esprimere le sue preferenze sui candidati esiste. Ma non lo indicavo. È che il mio spazio era finito, e anche che volevo mettere assieme e ricordare quante leggi elettorali sbagliate, e quindi dannose, abbiamo accumulato negli ultimi decenni. Ricordare gli sbagli serve ad evitarli? In Italia no. Non mi illudo, ma provo lo stesso.

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Un referendum, due tesi errate (Angelo Panebianco)

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Domani la Corte costituzionale comincerà a discutere (la sentenza è attesa in settimana) sull’ammissibilità del referendum elettorale. È un referendum che ha lo scopo di abrogare l’attuale legge e di ripristinare quella precedentemente in vigore, vale a dire il sistema maggioritario, con collegi uninominali, corretto da una quota proporzionale, con cui abbiamo votato in tre elezioni generali: 1994, 1996, 2001.

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Ricatto (Carlo Galli)

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Un potere opaco e sotto schiaffo indebolisce la democrazia

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Merito e selezione per salvarci tutti (Giovanni Sartori)

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Da parecchi anni, oramai, insisto sulla distinzione tra democrazia protettiva o difensiva, che protegge la libertà dei cittadini e che è irrinunciabile, e democrazia distributiva, che dovrebbe distribuire ai cittadini i benefici della democrazia, e che invece funziona sempre meno e sempre peggio. Non mi è ancora capitato di sentirmi citare oppure contestare da qualcuno su questa distinzione. Eppure senza la democrazia protettiva noi ridiventiamo sudditi, non più cittadini. Il cittadino è quasi sparito dopo la fine del mondo greco-romano, salvo qualche eccezione.

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Conservatori e immobilisti (Ernesto Galli Della Loggia)

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Il problema vero, profondo, strutturale dell'Italia sta altrove. Sta nell'esistenza di un immane blocco sociale conservatore il cui obiettivo è la sopravvivenza e l'immobilità. Nulla deve cambiare. È questo il macigno che ci schiaccia e oscura il nostro futuro. Il blocco conservatore-immobilista italiano è un aggregato variegatissimo.

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