Donne (Stefania D.)

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...che bella fotografia!!! adoro le fotografie in bianco e nero degli anni 50/60; bella immagine della donna orgogliosa di essere "donna" che si dirige verso quegli uomini che la ammirano nelle forme e nelle movenze ma immagino anche i loro pensieri.... "Bella donna, ma dovrebbe stare davanti al focolare a fare la calzetta e allattare i figli ed aspettare il marito".... poi nel 65 vi fu la chiave di svolta il caso FRANCA VIOLA (forse pochi o nessuno ricorda il caso). La ragazza fu violentata e quindi segregata per otto giorni in un casolare al di fuori del paese; fu liberata con un blitz dei carabinieri il 2 gennaio 1966.Secondo la morale del tempo, una ragazza uscita da una simile vicenda, ossia non più vergine, avrebbe dovuto necessariamente sposare il suo rapitore, salvando l'onore suo e quello familiare. In caso contrario sarebbe rimasta zitella, additata come "donna svergognata". 

Ma, contrariamente alle consuetudini del tempo, Franca Viola non accettò il matrimonio riparatore. Suo padre, contattato da emissari durante il rapimento, finse di acconsentire alle nozze, mentre con i carabinieri di Alcamo preparavano una trappola: infatti, quando rapitore e complici rientrarono in paese con la ragazza furono arrestati.

Subito dopo il fatto, la famiglia Viola, che aveva contravvenuto alle regole di vita locale, fu soggetta a intimidazioni: il padre Bernardo venne minacciato di morte, la vigna fu rasa al suolo e il casolare annesso bruciato.

Il caso sollevò in Italia forti polemiche divenendo oggetto di numerose interpellanze parlamentari. Durante il processo che seguì, la difesa tentò invano di screditare la ragazza, sostenendo che fosse consenziente alla fuga d'amore, la cosiddetta "fuitina", un gesto che avrebbe avuto lo scopo di ottenere il consenso al matrimonio, mettere la propria famiglia di fronte al fatto compiuto e che il successivo rifiuto di Franca di sposare il rapitore sarebbe stato frutto del disaccordo della famiglia per la scelta del marito.

Per fortuna le cose sono un po' cambiate da quel tempo, ma nonostante siano passati quasi 50 anni, nonostante l'emancipazione, nonostante le donne in carriera, le donne pilota di aerei, le donne scienziate, le donne magistrato, poliziotte e carabiniere ... noi donne siamo ancora considerate l'anello debole della società, vessate da mariti violenti, uccise e straziate da mariti e fidanzati gelosi o traditori.

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