Diritti e Libertà

Amnesty International Italia e Antigone: inaccettabile la definizione di tortura in discussione al Senato

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Amnesty International Italia e Antigone hanno espresso disappunto per la definizione di tortura contenuta nel testo in discussione alla Commissione Giustizia del Senato, in quanto difforme dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. "Se questa definizione fosse introdotta nella legislazione penale, un singolo atto di tortura non sarebbe sufficiente a punire i torturatori" - hanno dichiarato le due associazioni. Secondo l'ultimo testo unificato del disegno di legge sull'introduzione del delitto di tortura nel codice penale, presentato il 17 settembre dal relatore Nico D'Ascola (Pdl), per esservi tortura vi sarebbe infatti bisogno che vengano commessi "più atti di violenza o di minaccia". Un solo atto del genere potrebbe dunque consentire di evitare una condanna. Si tratta di una definizione che ricorda tristemente una formulazione proposta nel 2004 dalla parlamentare della Lega Nord Carolina Lussana. 

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Cassazione: licenziamento, illegittimo il controllo occulto della prestazione lavorativa

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La Corte di Cassazione con sentenza n. 1423 del 1 febbraio 2012 ha statuito che "il controllo occulto da parte di investigatori privati del datore di lavoro è legittimo solo ed in quanto sia finalizzato all'accertamento di illeciti a carico del patrimonio aziendale e non di meri inadempimenti contrattuali". Nel caso di specie la Corte di Appello, riformando la sentenza di primo grado, accoglieva la domanda di un lavoratore proposta nei confronti della società datrice di lavoro, di cui era stato dipendente con la qualifica d'informatore scientifico, avente ad oggetto l'impugnativa di alcune sanzioni disciplinari e del licenziamento intimatogli.

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I gay sposati all estero hanno diritto ad una vita familiare

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Il matrimonio gay in Italia non è valido. Ma il giudice civile Emilia Domenica Sabrina Tanasi ha accolto il ricorso presentato al Tribunale di Reggio da un ragazzo uruguayano, sposato con un italiano, a cui la Questura aveva negato il permesso di soggiorno. 

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Come cambierà l'articolo 18

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Il dettaglio della proposta avanzata dalla Cisl spiegata sulle pagine del suo quotidiano, Conquiste del Lavoro. Una mediazione che ieri, sulle pagine dell'Unità, è stata avallata anche dal responsabile Lavoro del Pd, Stefano Fassina.

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Articolo 18: non è affare per giovani e donne

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Quasi 7 milioni i protetti, circa 6 milioni e 400 mila gli esclusi. È questa la stima di Datagiovani del numero di lavoratori del settore privato a cui può essere applicato o meno l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che prevede il reintegro del lavoratore in caso di licenziamento senza giusta causa nelle imprese con più di 15 dipendenti. Sono infatti 6 milioni e 962 mila i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato occupati in aziende con più di 15 dipendenti; tra gli esclusi si contano invece 4 milioni e 640 mila dipendenti in aziende con meno di 15 dipendenti, 825 mila dipendenti a termine delle aziende medio-grandi e poco più di 900 mila collaboratori e partite Iva con un unico committente. Il risultato è che il 52% dei lavoratori può essere definito protetto.

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