Arte e Architettura

Le zone vincolate e il sì in 45 giorni. Il pasticcio del limite impossibile (Gian Antonio Stella)

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Certo, la storia dei permessi edilizi nei luoghi soggetti a qualche forma di tutela paesaggistica, monumentale o archeologica era regolata fino a ieri da due leggi che finivano per andare in conflitto. Una diceva che il silenzio delle sovrintendenze equivaleva al rifiuto, un'altra che equivaleva al consenso. E sul tema da anni si erano aperte infinite baruffe politiche e giudiziarie. È lì che interviene il disegno di legge: «La nuova disciplina del permesso di costruire, oltre a garantire tempi certi per la conclusione dei procedimenti, elimina il silenzio rifiuto previsto per il rilascio del permesso medesimo nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali». D'ora in avanti le novità «consentono una maggiore certezza del rispetto dei termini e una riduzione dei tempi di conclusione del procedimento, in virtù dell'obbligo dell'amministrazione competente, di emanare il provvedimento, una volta decorso il termine per l'espressione del parere da parte del soprintendente, che viene ridotto a 45 giorni».

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