È ora di fermare il vento giustizialista (Giuliano Ferrara)

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Il giudice Esposito è diventato una delle bandiere esposte al vento giustizialista dei giornali manettari e dei loro profeti, che lo vedono al centro di una congiura della destra politica e dei difensori del pregiudicato Berlusconi. Chissà che avranno ora da dire delle chiacchiere telefoniche private, così sapide e intriganti per contenuto e per interlocutori, del loro recente eroe. Forse si appelleranno, anche giustamente sotto il profilo del metodo, alla scandalosa divulgazione «mascariante» delle conversazioni intercettate o sottolineeranno che non c'è traccia in sé di reato, e che si tratta di indagati, non di condannati. Giusto. Ma non nella loro bocca sempre sparlante, quando si tratti del nemico, non nel loro orecchio origliatore, sempre attento ai nastri comunque divulgati che incastrano chi prende milioni di voti sgraditi alla sinistra e ai forcaioli.

Siamo un Paese inguaribilmente fazioso, e per quanto il loro esordio sia così così, specie quello televisivo delle ragazze della segreteria Renzi, bisogna solo auspicare che un rinnovamento anche anagrafico, a sinistra come a destra, mandi in pensione definitivamente, e senza liquidazione, lo spirito diffamatorio che ha impregnato di sé gli ultimi vent'anni almeno della nostra vita pubblica, se non di più. A meno che.

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