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LEGGE 29 febbraio 2012 , n. 17

Ratifica ed esecuzione del Trattato  tra  il  Regno  del  Belgio,  la
Repubblica di Bulgaria, la Repubblica ceca, il Regno di Danimarca, la
Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l'Irlanda,
 
la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la  Repubblica  francese,
la Repubblica italiana, la Repubblica  di  Cipro,  la  Repubblica  di
Lettonia, la Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo, la
Repubblica di Ungheria, la Repubblica di Malta, il  Regno  dei  Paesi
Bassi,  la  Repubblica  d'Austria,  la  Repubblica  di  Polonia,   la
Repubblica portoghese, la Romania,  la  Repubblica  di  Slovenia,  la
Repubblica slovacca, la Repubblica di Finlandia, il Regno di  Svezia,
il Regno unito di Gran Bretagna e  Irlanda  del  nord  (Stati  membri
dell'Unione  europea)  e   la   Repubblica   di   Croazia,   relativo
all'adesione  della  Repubblica  di  Croazia  all'Unione  europea,  e
dell'Atto  relativo  alle  condizioni  di  adesione,  con   allegati,
protocollo, Atto finale, dichiarazioni e scambio di lettere, fatto  a
Bruxelles il 9 dicembre 2011. (12G0037) 
 
  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
                              promulga 
 
la seguente legge: 
                               Art. 1 
 
                    Autorizzazione alla ratifica 
 
  1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato  a  ratificare  il
Trattato tra il Regno del  Belgio,  la  Repubblica  di  Bulgaria,  la
Repubblica ceca, il Regno di Danimarca,  la  Repubblica  federale  di
Germania,  la  Repubblica  di  Estonia,  l'Irlanda,   la   Repubblica
ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese,  la  Repubblica
italiana, la Repubblica di  Cipro,  la  Repubblica  di  Lettonia,  la
Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo,  la  Repubblica
di Ungheria, la Repubblica di Malta, il Regno  dei  Paesi  Bassi,  la
Repubblica  d'Austria,  la  Repubblica  di  Polonia,  la   Repubblica
portoghese, la Romania, la  Repubblica  di  Slovenia,  la  Repubblica
slovacca, la Repubblica di Finlandia, il Regno di  Svezia,  il  Regno
unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord (Stati  membri  dell'Unione
europea) e la Repubblica  di  Croazia,  relativo  all'adesione  della
Repubblica di Croazia all'Unione  europea,  e  l'Atto  relativo  alle
condizioni  di  adesione,  con  allegati,  protocollo,  Atto  finale,
dichiarazioni e scambio di lettere, fatto a Bruxelles il  9  dicembre
2011. 

        
      
                               Art. 2 
 
                        Ordine di esecuzione 
 
  1.  Piena  ed  intera  esecuzione  e'  data  al  Trattato  di   cui
all'articolo 1, a decorrere dalla data della sua entrata  in  vigore,
in conformita' a quanto disposto dall'articolo 3 del Trattato stesso. 

        
      
                               Art. 3 
 
                          Entrata in vigore 
 
  1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
Italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
 
    Data a Roma, addi' 29 febbraio 2012. 
 
                             NAPOLITANO 
 
                         Monti: Presidente del Consiglio dei Ministri 
 
Visto, il Guardasigilli: Severino 

 
                         LAVORI PREPARATORI 
 
Camera dei deputati (atto n. 4935): 
    Presentato dal Ministro degli affari esteri (Giuliomaria Terzi di
Sant'Agata) il 7 febbraio 2012. 
    Assegnato alla III Commissione (affari esteri e  comunitari),  in
sede referente, l'8 febbraio 2012 con pareri delle Commissioni I, IV,
V, VI, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV e Questioni regionali. 
    Esaminato dalla III Commissione (affari esteri e comunitari),  in
sede referente, 1'8 e il 9 febbraio 2012. 
    Esaminato in Aula ed approvato il 15 febbraio 2012. 
Senato della Repubblica (atto n. 3155): 
    Assegnato alla 3ª Commissione (affari  esteri,  emigrazione),  in
sede referente, il 16 febbraio 2012 con pareri delle Commissioni  1ª,
4ª, 5ª, 6ª, 8ª, 9ª, 11ª, 14ª e questioni regionali. 
    Esaminato dalla 3ª Commissione (affari esteri,  emigrazione),  in
sede referente, il 21 e 28 febbraio 2012. 
    Esaminato in Aula ed approvato il 28 febbraio 2012. 

        
      
                                                             Allegato 
 
 
A. Trattato tra il Regno del Belgio, la Repubblica  di  Bulgaria,  la
Repubblica ceca, il Regno di Danimarca,  la  Repubblica  federale  di
Germania,  la  Repubblica  di  Estonia,  l'Irlanda,   la   Repubblica
ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese,  la  Repubblica
italiana, la Repubblica di  Cipro,  la  Repubblica  di  Lettonia,  la
Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo,  la  Repubblica
di Ungheria, la Repubblica di Malta, il Regno  dei  Paesi  Bassi,  la
Repubblica  d'Austria,  la  Repubblica  di  Polonia,  la   Repubblica
portoghese, la Romania, la  Repubblica  di  Slovenia,  la  Repubblica
slovacca, la Repubblica di Finlandia, il Regno di  Svezia,  il  Regno
Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (Stati  membri  dell'Unione
europea) e la  Repubblica  di  Croazia  relativo  all'adesione  della
Repubblica di Croazia all'Unione europea 
 
B. Atto relativo alle condizioni  di  adesione  della  Repubblica  di
Croazia e agli adattamenti  del  trattato  sull'Unione  europea,  del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea  e  del  trattato  che
istituisce la Comunita' europea dell'energia atomica 
 
Parte prima: Principi 
 
Parte seconda: Adattamenti dei trattati 
  Titolo I: Disposizioni istituzionali 
  Titolo II: Altri adattamenti 
 
Parte terza: Disposizioni permanenti 
 
Parte quarta: Disposizioni temporanee 
  Titolo I: Misure transitorie 
  Titolo II: Disposizioni istituzionali 
  Titolo III: Disposizioni finanziarie 
  Titolo IV: Altre disposizioni 
 
Parte quinta: Disposizioni di applicazione del presente atto 
  Titolo I: Adattamenti dei regolamenti dei regolamenti interni e  di
procedura delle istituzioni e degli statuti e dei regolamenti interni
dei comitati 
  Titolo II: Applicabilita' degli atti delle istituzioni 
  Titolo III: Disposizioni finali 
 
ALLEGATI 
 
Allegato I: Elenco delle convenzioni e dei  protocolli  ai  quali  la
Repubblica di  Croazia  aderisce  dalla  data  di  adesione  (di  cui
all'articolo 3, paragrafo 4, dell'atto di adesione) 
 
Allegato  II:  Elenco  delle  disposizioni  dell'acquis  di  Schengen
integrate nell'ambito dell'Unione europea e  degli  atti  basati  sul
medesimo o ad esso altrimenti collegati che saranno applicabili nella
Repubblica di Croazia a decorrere dall'adesione e saranno  vincolanti
per quest'ultima (di cui all'articolo 4, paragrafo  1,  dell'atto  di
adesione) 
 
Allegato III: Elenco di cui all'articolo 15  dell'atto  di  adesione:
adattamenti degli atti adottati dalle istituzioni 
1. Libera prestazione dei servizi 
2. Diritto della proprieta' intellettuale 
  I. Marchio comunitario 
  II. Certificati protettivi complementari 
  III. Disegni e modelli comunitari 
3. Servizi finanziari 
4. Agricoltura 
5. Pesca 
6. Fiscalita' 
7. Politica regionale e coordinamento degli strumenti strutturali 
8. Ambiente 
 
Allegato IV: Elenco di cui  all'articolo 16  dell'atto  di  adesione:
altre disposizioni permanenti 
1. Diritto della proprieta' intellettuale 
2. Politica della concorrenza 
3. Agricoltura 
4. Pesca 
5. Unione doganale 
Appendice dell'allegato IV 
 
Allegato V: Elenco di  cui  all'articolo 18  dell'atto  di  adesione:
misure transitorie 
1. Libera circolazione delle merci 
2. Libera circolazione delle persone 
3. Libera circolazione dei capitali 
4. Agricoltura 
  I. Misure transitorie per la Croazia 
  II. Contingente tariffario transitorio per lo zucchero  greggio  di
canna destinato alla raffinazione 
  III. Misure temporanee in  materia  di  pagamenti  diretti  per  la
Croazia 
5. Sicurezza alimentare e politica veterinaria e fitosanitaria 
  I. Galline ovaiole 
  II. Stabilimenti (settori delle  carni,  del  latte,  dei  prodotti
ittici e dei sottoprodotti di origine animale) 
  III. Commercializzazione delle sementi 
  IV. Neum 
6. Pesca 
7. Politica dei trasporti 
8. Fiscalita' 
9. Liberta', sicurezza e giustizia 
10. Ambiente 
  I. Normativa orizzontale 
  II. Qualita' dell'aria 
  III. Gestione dei rifiuti 
  IV. Qualita' dell'acqua 
  V. Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC) 
  VI. Sostanze chimiche 
Appendice dell'allegato V 
 
Allegato VI: Sviluppo rurale (di cui  all'articolo 35,  paragrafo  2,
dell'atto di adesione) 
 
Allegato VII: Impegni specifici assunti dalla Repubblica  di  Croazia
nei negoziati di adesione  (di  cui  all'articolo  36,  paragrafo  1,
secondo comma, dell'atto di adesione) 
 
Allegato VIII: Impegni assunti dalla Repubblica di  Croazia  riguardo
alla ristrutturazione dell'industria  cantieristica  croata  (di  cui
all'articolo 36, paragrafo 1, terzo comma, dell'atto di adesione) 
 
Allegato IX: Impegni assunti dalla  Repubblica  di  Croazia  riguardo
alla ristrutturazione del settore dell'acciaio (di  cui  all'articolo
36, paragrafo 1, terzo comma, dell'atto di adesione) 
 
PROTOCOLLO 
Protocollo  su   talune   disposizioni   concernenti   un   eventuale
trasferimento una tantum alla Repubblica  di  Croazia  di  unita'  di
quantita' assegnate rilasciate nel quadro  del  protocollo  di  Kyoto
alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici
nonche' la relativa compensazione 
 
ATTO FINALE 
I. Testo dell'atto finale 
II. Dichiarazioni 
  A. Dichiarazione comune degli Stati membri attuali 
     Dichiarazione comune sulla piena applicazione delle disposizioni
dell'acquis di Schengen 
  B. Dichiarazione comune di alcuni Stati membri attuali 
     Dichiarazione comune della Repubblica  federale  di  Germania  e
della Repubblica d'Austria sulla libera circolazione dei  lavoratori:
Croazia 
  C.  Dichiarazione  comune  degli  Stati  membri  attuali  e   della
Repubblica di Croazia 
     Dichiarazione comune sul Fondo europeo di sviluppo 
  D. Dichiarazione della Repubblica di Croazia .. 
     Dichiarazione della Repubblica  di  Croazia  sulla  disposizione
transitoria relativa alla liberalizzazione del  mercato  dei  terreni
agricoli in Croazia 
III. Scambio di lettere fra  l'Unione  europea  e  la  Repubblica  di
Croazia riguardante una procedura di informazione e consultazione per
l'adozione di talune decisioni e altre misure durante il periodo  che
precede l'adesione 
 
 

        
      
                              TRATTATO 
 
                                 TRA 
 
           IL REGNO DEL BELGIO, LA REPUBBLICA DI BULGARIA, 
             LA REPUBBLICA CECA, IL REGNO DI DANIMARCA, 
    LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, LA REPUBBLICA DI ESTONIA, 
       L'IRLANDA, LA REPUBBLICA ELLENICA, IL REGNO DI SPAGNA, 
           LA REPUBBLICA FRANCESE, LA REPUBBLICA ITALIANA, 
         LA REPUBBLICA DI CIPRO, LA REPUBBLICA DI LETTONIA, 
      LA REPUBBLICA DI LITUANIA, IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO, 
         LA REPUBBLICA DI UNGHERIA, LA REPUBBLICA DI MALTA, 
         IL REGNO DEI PAESI BASSI, LA REPUBBLICA D'AUSTRIA, 
         LA REPUBBLICA DI POLONIA, LA REPUBBLICA PORTOGHESE, 
               LA ROMANIA, LA REPUBBLICA DI SLOVENIA, 
         LA REPUBBLICA SLOVACCA, LA REPUBBLICA DI FINLANDIA, 
        IL REGNO DI SVEZIA, IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E 
                          IRLANDA DEL NORD 
                 (STATI MEMBRI DELL'UNIONE EUROPEA) 
 
                                  E 
 
                      LA REPUBBLICA DI CROAZIA 
 
                        RELATIVO ALL'ADESIONE 
           DELLA REPUBBLICA DI CROAZIA ALL'UNIONE EUROPEA 
 
SUA MAESTA' IL RE DEI BELGI, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI BULGARIA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CECA, 
SUA MAESTA' LA REGINA DI DANIMARCA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI ESTONIA, 
IL PRESIDENTE DELL'IRLANDA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELLENICA, 
SUA MAESTA' IL RE DI SPAGNA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE, 
LA REPUBBLICA DI CROAZIA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CIPRO, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LETTONIA, 
LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LITUANIA, 
SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DI LUSSEMBURGO, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI UNGHERIA, 
IL PRESIDENTE DI MALTA, 
SUA MAESTA' LA REGINA DEI PAESI BASSI, 
IL PRESIDENTE FEDERALE DELLA REPUBBLICA D'AUSTRIA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI POLONIA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE, 
IL PRESIDENTE DELLA ROMANIA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SLOVENIA, 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SLOVACCA, 
LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA, 
IL GOVERNO DEL REGNO DI SVEZIA, 
SUA MAESTA' LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA  DEL
NORD, 
 
UNITI nella volonta' di proseguire la realizzazione  degli  obiettivi
dell'Unione europea, 
DECISI a portare avanti  il  processo  di  costruzione  di  un'unione
sempre piu' stretta tra  i  popoli  europei,  sulle  fondamenta  gia'
poste, 
CONSIDERANDO che l'articolo 49 del trattato sull'Unione europea offre
agli Stati europei la possibilita' di diventare membri dell'Unione, 
CONSIDERANDO che la Repubblica di Croazia  ha  chiesto  di  diventare
membro dell'Unione, 
CONSIDERANDO che il Consiglio, sentito il parere della Commissione  e
ottenuta l'approvazione del Parlamento europeo, si e'  pronunciato  a
favore dell'ammissione della Repubblica di Croazia, 
HANNO CONVENUTO le condizioni di  ammissione  e  gli  adattamenti  da
apportare  al  trattato  sull'Unione   europea,   al   trattato   sul
funzionamento dell'Unione europea e al  trattato  che  istituisce  la
Comunita' europea dell'energia atomica e a tal fine  hanno  designato
come plenipotenziari: 
 
SUA MAESTA' IL RE DEI BELGI, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI BULGARIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CECA, 
 
SUA MAESTA' LA REGINA DI DANIMARCA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI ESTONIA, 
 
IL PRESIDENTE DELL'IRLANDA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELLENICA, 
 
SUA MAESTA' IL RE DI SPAGNA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE, 
 
LA REPUBBLICA DI CROAZIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CIPRO, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LETTONIA, 
 
LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LITUANIA, 
 
SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DI LUSSEMBURGO, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI UNGHERIA, 
 
IL PRESIDENTE DI MALTA, 
 
SUA MAESTA' LA REGINA DEI PAESI BASSI, 
 
IL PRESIDENTE FEDERALE DELLA REPUBBLICA D'AUSTRIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI POLONIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE, 
 
IL PRESIDENTE DELLA ROMANIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SLOVENIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SLOVACCA, 
 
LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA, 
 
IL GOVERNO DEL REGNO DI SVEZIA, 
 
SUA MAESTA' LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA  DEL
NORD, 
 
I QUALI, dopo aver scambiato i loro  pieni  poteri,  riconosciuti  in
buona e debita forma, 
 
HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE: 
 
                             ARTICOLO 1 
 
1. La Repubblica di Croazia  diventa  membro  dell'Unione  europea  e
della Comunita' europea dell'energia atomica. 
2. La Repubblica di Croazia diventa Parte  del  trattato  sull'Unione
europea, del trattato sul funzionamento  dell'Unione  europea  e  del
trattato che istituisce la Comunita'  europea  dell'energia  atomica,
cosi' come modificati o integrati. 
3. Le condizioni di ammissione e gli adattamenti ai trattati  di  cui
al paragrafo 2 resi  necessari  da  tale  ammissione  sono  contenuti
nell'atto allegato al presente trattato. Le disposizioni di tale atto
costituiscono parte integrante del presente trattato. 
 

                             ARTICOLO 2 
 
Le disposizioni concernenti i diritti  e  gli  obblighi  degli  Stati
membri,  nonche'  i  poteri  e  le   competenze   delle   istituzioni
dell'Unione, quali figurano nei trattati  di  cui  la  Repubblica  di
Croazia diventa Parte in virtu'  dell'articolo  1,  paragrafo  2,  si
applicano ai fini del presente trattato. 
 

                             ARTICOLO 3 
 
1. Il presente trattato e' ratificato  dalle  Alte  Parti  Contraenti
conformemente alle rispettive norme costituzionali. Gli strumenti  di
ratifica sono depositati presso il governo della Repubblica  italiana
entro il 30 giugno 2013. 
2. Con la ratifica del presente trattato si  intendono  ratificati  o
approvati dalla Repubblica di Croazia anche le modifiche dei trattati
di  cui  all'articolo  1,  paragrafo  2,  aperte  alla   ratifica   o
all'approvazione degli Stati membri in virtu'  dell'articolo  48  del
trattato sull'Unione europea al momento della ratifica  del  presente
trattato da parte della Repubblica  di  Croazia,  e  gli  atti  delle
istituzioni adottati in quel momento o anteriormente e che entreranno
in vigore solo dopo l'approvazione degli Stati  membri  conformemente
alle rispettive norme costituzionali. 
3. Il presente  trattato  entra  in  vigore  il  1°  luglio  2013,  a
condizione che tutti gli strumenti di ratifica siano stati depositati
prima di tale data. 
4. In deroga al  paragrafo  3,  le  istituzioni  dell'Unione  possono
adottare  prima  dell'adesione  le  misure  di  cui  all'articolo  3,
paragrafo 7, all'articolo 6, paragrafo 2, secondo comma, all'articolo
6, paragrafo 3, secondo comma, all'articolo 6, paragrafo 6, secondo e
terzo comma, all'articolo 6, paragrafo 7, secondo comma, all'articolo
6, paragrafo  8,  terzo  comma,  all'articolo  17,  all'articolo  29,
paragrafo 1, all'articolo 30, paragrafo 5, all'articolo 31, paragrafo
5, all'articolo 35, paragrafi 3 e 4, agli articoli 38,  39,  41,  42,
43, 44, 49, 50 e 51 e agli allegati da  IV  a  VI  dell'atto  di  cui
all'articolo 1, paragrafo 3. 
Tali misure entrano in vigore subordinatamente all'entrata in  vigore
del presente trattato alla data di entrata in vigore dello stesso. 
5.  In  deroga  al  paragrafo  3,  l'articolo  36  dell'atto  di  cui
all'articolo 1, paragrafo 3, si applica dal momento della  firma  del
presente trattato. 
 

                             ARTICOLO 4 
 
Il presente trattato, redatto in unico esemplare in  lingua  bulgara,
ceca, croata, danese, estone, finlandese, francese,  greca,  inglese,
irlandese, italiana, lettone, lituana, maltese, neerlandese, polacca,
portoghese, rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese,  tedesca  e
ungherese, i testi in ciascuna di queste  lingue  facenti  ugualmente
fede, e'  depositato  negli  archivi  del  governo  della  Repubblica
italiana, che provvedera' a trasmetterne copia certificata conforme a
ciascuno dei governi degli altri Stati firmatari. 
 
IN FEDE DI CHE,  i  plenipotenziari  sottoscritti  hanno  apposto  la
propria firma in calce al presente trattato. 
 

        
      
                             PARTE PRIMA 
                              PRINCIPI 
 
                                ATTO 
                RELATIVO ALLE CONDIZIONI DI ADESIONE 
                     DELLA REPUBBLICA DI CROAZIA 
        E AGLI ADATTAMENTI DEL TRATTATO SULL'UNIONE EUROPEA, 
         DEL TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELL'UNIONE EUROPEA 
         E DEL TRATTATO CHE ISTITUISCE LA COMUNITA' EUROPEA 
                        DELL'ENERGIA ATOMICA 
 
                             ARTICOLO 1 
 
Ai fini del presente atto: 
- per "trattati originari" si intendono: 
a)  il  trattato  sull'Unione  europea  (TUE)  e  il   trattato   sul
funzionamento  dell'Unione  europea  (TFUE),   quali   modificati   o
integrati  da  trattati  o  altri  atti  entrati  in   vigore   prima
dell'adesione della Repubblica di Croazia; 
b) il trattato  che  istituisce  la  Comunita'  europea  dell'energia
atomica (trattato CEEA), quale modificato o integrato da  trattati  o
altri atti entrati in vigore prima dell'adesione della Repubblica  di
Croazia; 
- per "Stati membri attuali" si intendono il  Regno  del  Belgio,  la
Repubblica di Bulgaria, la Repubblica ceca, il Regno di Danimarca, la
Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l'Irlanda,
la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la  Repubblica  francese,
la Repubblica italiana, la Repubblica  di  Cipro,  la  Repubblica  di
Lettonia, la Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo, la
Repubblica di Ungheria, la Repubblica di Malta, il  Regno  dei  Paesi
Bassi,  la  Repubblica  d'Austria,  la  Repubblica  di  Polonia,   la
Repubblica portoghese, la Romania,  la  Repubblica  di  Slovenia,  la
Repubblica slovacca, la Repubblica di Finlandia, il Regno di Svezia e
il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord; 
- per "Unione" si intende l'Unione europea che si fonda sul TUE e sul
TFUE e/o, a seconda  dei  casi,  la  Comunita'  europea  dell'energia
atomica; 
- per "istituzioni" si intendono le istituzioni create dal TUE. 
 

                             ARTICOLO 2 
 
Dalla data di adesione le disposizioni dei trattati originari e degli
atti adottati dalle  istituzioni  prima  dell'adesione  vincolano  la
Croazia e si applicano in tale  Stato  alle  condizioni  previste  da
detti trattati e dal presente atto. 
Qualora i rappresentanti  dei  governi  degli  Stati  membri  abbiano
convenuto modifiche dei trattati originari  in  virtu'  dell'articolo
48, paragrafo 4, TUE dopo la ratifica del  trattato  di  adesione  da
parte della Croazia e tali modifiche  non  siano  entrate  in  vigore
entro la data di adesione, la Croazia  ratifica  dette  modifiche  in
conformita' delle proprie norme costituzionali. 
 

                             ARTICOLO 3 
 
1. La Croazia aderisce alle decisioni e  agli  accordi  adottati  dai
capi di Stato o di governo degli Stati  membri  riuniti  in  sede  di
Consiglio europeo. 
2. La Croazia aderisce alle decisioni e  agli  accordi  adottati  dai
rappresentanti dei governi degli Stati  membri  riuniti  in  sede  di
Consiglio. 
3. La Croazia si trova nella stessa  situazione  degli  Stati  membri
attuali rispetto alle dichiarazioni, risoluzioni  o  altre  posizioni
adottate dal Consiglio europeo o dal Consiglio,  nonche'  rispetto  a
quelle relative all'Unione adottate di  comune  accordo  dagli  Stati
membri. La Croazia rispettera' quindi i principi e  gli  orientamenti
che derivano da tali dichiarazioni, risoluzioni o altre  posizioni  e
prendera' le misure che possano risultare necessarie per  assicurarne
l'applicazione. 
4. La Croazia aderisce alle  convenzioni  e  ai  protocolli  elencati
nell'allegato I. Tali convenzioni e protocolli entrano in vigore  per
la Croazia alla data stabilita dal Consiglio nelle decisioni  di  cui
al paragrafo 5. 
5. Il Consiglio, deliberando all'unanimita' su raccomandazione  della
Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo, decide  di
apportare alle convenzioni e ai protocolli  di  cui  al  paragrafo  4
tutti gli adattamenti  resisi  necessari  a  motivo  dell'adesione  e
pubblica  i  testi  adattati  nella  Gazzetta  ufficiale  dell'Unione
europea. 
6. La  Croazia  si  impegna,  relativamente  alle  convenzioni  e  ai
protocolli di  cui  al  paragrafo  4,  ad  adottare  disposizioni  di
carattere  amministrativo  e  di  altra  natura,  quali  quelle  gia'
adottate alla data di adesione  dagli  Stati  membri  attuali  o  dal
Consiglio, e ad agevolare la cooperazione pratica tra le  istituzioni
e le organizzazioni degli Stati membri. 
7.  Il  Consiglio,  deliberando  all'unanimita'  su  proposta   della
Commissione, puo' integrare l'allegato  I  con  le  convenzioni,  gli
accordi e  i  protocolli  pertinenti  firmati  prima  della  data  di
adesione. 
 

                             ARTICOLO 4 
 
1. Le disposizioni dell'acquis  di  Schengen  di  cui  al  protocollo
sull'acquis di Schengen integrato nell'ambito dell'Unione europea (in
prosieguo: "protocollo di Schengen"), allegato al TUE e  al  TFUE,  e
gli atti basati su  detto  acquis  o  ad  esso  altrimenti  connessi,
elencati  nell'allegato  II,  cosi'  come  ogni  altro  atto  analogo
adottato prima della data di adesione sono vincolanti e si  applicano
in Croazia dalla data di adesione. 
2. Le disposizioni  dell'acquis  di  Schengen  integrate  nell'ambito
dell'Unione europea e gli atti basati  su  detto  acquis  o  ad  esso
altrimenti connessi non  rientranti  nel  paragrafo  1,  pur  essendo
vincolanti per la Croazia dalla data di  adesione,  si  applicano  in
tale Stato solo in virtu' di una decisione adottata dal  Consiglio  a
tal  fine,  previa  verifica,   conformemente   alle   procedure   di
valutazione Schengen applicabili, che le  condizioni  necessarie  per
l'applicazione di tutte  le  parti  dell'acquis  in  questione  siano
soddisfatte in Croazia, compresa l'applicazione effettiva di tutte le
regole di Schengen conformemente alle norme comuni  concordate  e  ai
principi fondamentali.  Tale  decisione  e'  adottata  dal  Consiglio
conformemente alle procedure di Schengen applicabili e tenendo  conto
di una relazione  della  Commissione  che  conferma  che  la  Croazia
continua a rispettare gli impegni assunti nei negoziati  di  adesione
pertinenti per l'acquis di Schengen. 
Il Consiglio  adotta  la  sua  decisione,  previa  consultazione  del
Parlamento europeo, deliberando all'unanimita' dei  suoi  membri  che
rappresentano i governi degli Stati membri in relazione ai quali sono
gia' state messe  in  vigore  le  disposizioni  di  cui  al  presente
paragrafo e  del  rappresentante  del  governo  della  Repubblica  di
Croazia.  I  membri  del  Consiglio  che  rappresentano   i   governi
dell'Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e  Irlanda  del  Nord
partecipano a tale decisione nella misura in cui essa si riferisce  a
disposizioni dell'acquis di Schengen e ad atti basati su di  esso,  o
ad esso altrimenti connessi, di cui detti Stati membri sono parti. 
 

                             ARTICOLO 5 
 
La Croazia partecipa all'Unione economica  e  monetaria  a  decorrere
dalla data di  adesione  quale  Stato  membro  con  deroga  ai  sensi
dell'articolo 139 TFUE. 
 

                             ARTICOLO 6 
 
1. Gli accordi conclusi o provvisoriamente applicati dall'Unione  con
uno o piu' paesi terzi, con un'organizzazione internazionale o con un
cittadino di un paese terzo  sono  vincolanti  per  la  Croazia  alle
condizioni previste dai trattati originari e dal presente atto. 
2. La Croazia si impegna ad aderire,  alle  condizioni  previste  dal
presente atto, agli accordi conclusi o  firmati  dagli  Stati  membri
attuali  e  dall'Unione  con  uno  o   piu'   paesi   terzi   o   con
un'organizzazione internazionale. 
Salvo diverse disposizioni contenute negli accordi specifici indicati
al primo comma, l'adesione della Croazia a tali accordi e'  approvata
tramite un protocollo a tali accordi concluso tra il  Consiglio,  che
delibera all'unanimita' a nome degli Stati membri, e  il  paese  o  i
paesi  terzi  o  l'organizzazione  internazionale   interessati.   La
Commissione  o,   qualora   l'accordo   riguardi   esclusivamente   o
principalmente la politica  estera  e  di  sicurezza  comune,  l'alto
rappresentante dell'Unione per gli affari esteri  e  la  politica  di
sicurezza (alto rappresentante)  negoziano  tali  protocolli  a  nome
degli Stati membri in base alle direttive di negoziato approvate  dal
Consiglio, che delibera all'unanimita', e  in  consultazione  con  un
comitato  composto  dai  rappresentanti  degli   Stati   membri.   La
Commissione o l'alto rappresentante, a seconda dei  casi,  presentano
un progetto dei protocolli al Consiglio per la conclusione. 
Tale  procedura   lascia   impregiudicate   le   competenze   proprie
dell'Unione e non incide sulla ripartizione dei poteri tra l'Unione e
gli Stati membri per quanto riguarda la conclusione di  tali  accordi
in futuro od ogni altra modifica non connessa all'adesione. 
3. A decorrere dalla data dell'adesione e in attesa  dell'entrata  in
vigore dei necessari protocolli di cui al paragrafo 2, secondo comma,
la Croazia applica le disposizioni degli accordi di cui al  paragrafo
2, primo comma, conclusi o  provvisoriamente  applicati  prima  della
data di adesione, ad eccezione dell'accordo tra la Comunita'  europea
ed i suoi Stati membri, da una parte, e la  Confederazione  svizzera,
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone(1). 
In attesa dell'entrata in vigore dei protocolli di cui  al  paragrafo
2,  secondo  comma,  l'Unione  e  gli  Stati   membri   adottano   le
disposizioni  necessarie,  agendo  congiuntamente,   ove   opportuno,
nell'ambito delle rispettive competenze. 
4. La Croazia aderisce all'accordo di partenariato tra i  membri  del
gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e  del  Pacifico,  da  un
lato, e la Comunita' europea  e  i  suoi  Stati  membri,  dall'altro,
firmato a Cotonou il 23 giugno 2000(2) come pure ai due  accordi  che
modificano tale accordo, firmati a Lussemburgo il 25 giugno 2005(3) e
aperti   alla   firma   a   Ouagadougou   il   22   giugno   2010(4),
rispettivamente. 
5. La Croazia si impegna ad aderire, alle  condizioni  stabilite  nel
presente  atto,  all'accordo  sullo  Spazio   economico   europeo(5),
conformemente all'articolo 128 dell'accordo stesso. 
 
6. A decorrere dalla data dell'adesione, la Croazia applica le intese
e gli accordi tessili bilaterali conclusi  tra  l'Unione  e  i  paesi
terzi. 
Le restrizioni quantitative applicate dall'Unione  alle  importazioni
di prodotti tessili e di abbigliamento sono adattate per tener  conto
dell'adesione della Croazia all'Unione. A tal fine, prima della  data
di adesione, l'Unione puo' negoziare con i  paesi  terzi  interessati
eventuali modifiche delle intese e degli accordi  tessili  bilaterali
di cui al primo comma. 
Qualora entro la data di adesione non  siano  entrate  in  vigore  le
modifiche delle intese e degli accordi tessili  bilaterali,  l'Unione
adatta secondo la necessita'  le  sue  norme  per  l'importazione  di
prodotti tessili e di abbigliamento da paesi terzi  per  tener  conto
dell'adesione della Croazia. 
7.   Le   restrizioni   quantitative   applicate   dall'Unione   alle
importazioni di acciaio e prodotti siderurgici sono adattate in  base
alle importazioni negli ultimi anni da parte della Croazia di acciaio
e di prodotti siderurgici originari dei paesi fornitori interessati. 
A tal fine, prima della data di adesione sono negoziate le necessarie
modifiche delle intese e  degli  accordi  bilaterali  in  materia  di
acciaio conclusi tra l'Unione e i paesi terzi. 
Qualora entro la data di adesione non  siano  entrate  in  vigore  le
modifiche delle intese e  degli  accordi  bilaterali  in  materia  di
acciaio, si applicano le disposizioni del primo comma. 
8. A decorrere dalla data di adesione, gli accordi di pesca  conclusi
tra la Croazia e i paesi  terzi  prima  di  tale  data  sono  gestiti
dall'Unione. 
I diritti e gli obblighi della Croazia  derivanti  da  detti  accordi
rimangono invariati durante il periodo in cui le disposizioni di tali
accordi sono provvisoriamente mantenute. 
Non appena possibile, e comunque prima della scadenza  degli  accordi
di cui al  primo  comma,  il  Consiglio,  deliberando  a  maggioranza
qualificata su proposta della Commissione, adotta caso  per  caso  le
decisioni opportune per il proseguimento delle attivita' di pesca che
derivano da tali accordi, compresa  la  possibilita'  di  proroga  di
taluni accordi per periodi non superiori ad un anno. 
9. La Croazia si ritira dagli accordi di  libero  scambio  con  paesi
terzi, compreso l'Accordo  centroeuropeo  di  libero  scambio,  quale
modificato. 
Nella misura in cui gli accordi tra la Croazia, da una parte, e uno o
piu' paesi terzi, dall'altra, siano incompatibili  con  gli  obblighi
derivanti dal presente atto, la Croazia adotta le misure  appropriate
per  eliminare  le  incompatibilita'  constatate.  Qualora   incontri
difficolta' nell'adattare un accordo concluso con uno  o  piu'  paesi
terzi, la Croazia si ritira da tale accordo. 
La Croazia  adotta  tutte  le  misure  necessarie  per  garantire  il
rispetto degli obblighi previsti dal presente paragrafo dalla data di
adesione. 
10. La Croazia aderisce, alle condizioni previste nel presente  atto,
agli  accordi  interni  conclusi  dagli  Stati  membri  attuali   per
l'applicazione degli accordi di cui ai paragrafi 2 e 4. 
11.  La  Croazia  adotta  le  misure  appropriate  per  adeguare,  se
necessario,  ai  diritti  e  agli  obblighi  derivanti  dall'adesione
all'Unione  la  sua  posizione  nei  confronti  delle  organizzazioni
internazionali e degli accordi internazionali di cui sono parte anche
l'Unione o altri Stati membri. 
La  Croazia  si  ritira  in  particolare  dagli   accordi   e   dalle
organizzazioni internazionali di  pesca  di  cui  anche  l'Unione  e'
parte, a meno che la sua adesione non si riferisca a materie  diverse
dalla pesca. 
La Croazia  adotta  tutte  le  misure  necessarie  per  garantire  il
rispetto degli obblighi previsti dal presente paragrafo dalla data di
adesione. 
 
--------- 
(1) GU L 114 del 30.4.2002, pag. 6. 
(2) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3. 
(3) GU L 209 dell'11.8.2005, pag. 27, GU L 287 del  28.10.2005,  pag.
4, e GU L 168M del 21.6.2006, pag. 33. 
(4) GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3. 
(5) GU L 1 del 3.1.1994, pag. 3. 
 

                             ARTICOLO 7 
 
1. Le disposizioni del presente atto, se non e' stabilito altrimenti,
possono essere sospese, modificate o  abrogate  soltanto  tramite  le
procedure previste dai trattati originari che consentono la revisione
di tali trattati. 
2. Gli atti adottati dalle istituzioni ai  quali  si  riferiscono  le
disposizioni transitorie previste dal  presente  atto  conservano  la
loro natura giuridica; in particolare  continuano  ad  applicarsi  le
procedure per la modifica di tali atti. 
3. Le disposizioni del presente atto che  hanno  per  oggetto  o  per
effetto di abrogare o di modificare atti adottati  dalle  istituzioni
acquistano, salvo qualora siano  di  natura  transitoria,  la  stessa
natura giuridica delle disposizioni cosi'  abrogate  o  modificate  e
sono soggette alle stesse norme. 
 

                             ARTICOLO 8 
 
L'applicazione dei trattati originari e  degli  atti  adottati  dalle
istituzioni e' soggetta, a titolo transitorio, alle deroghe  previste
dal presente atto. 
 

                            PARTE SECONDA 
                      ADATTAMENTI DEI TRATTATI 
                              TITOLO I 
                     DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI 

                             ARTICOLO 9 
 
Il protocollo sullo statuto  della  Corte  di  giustizia  dell'Unione
europea, allegato al TUE, al  TFUE  e  al  trattato  CEEA,  e'  cosi'
modificato: 
1) All'articolo 9, il primo comma e' sostituito dal seguente: 
"Il rinnovo parziale  dei  giudici,  che  ha  luogo  ogni  tre  anni,
riguarda quattordici giudici.". 
2) L'articolo 48 e' sostituito dal seguente: 
"Articolo 48 
Il Tribunale e' composto di ventotto giudici.". 
 

                             ARTICOLO 10 
 
Il protocollo sullo statuto della Banca europea per gli investimenti,
allegato al TUE e al TFUE, e' cosi' modificato: 
1) All'articolo 4, paragrafo 1, primo comma: 
a) la frase introduttiva e' sostituita dalla seguente: 
"1. Il capitale della  Banca  e'  di  233 247 390 000 EUR;  le  quote
sottoscritte rispettivamente dagli Stati membri sono le seguenti:"; 
b) tra le voci relative alla Romania e alla Slovacchia e' inserita la
seguente: 
"Croazia   854 400 000"; 
2) All'articolo 9, paragrafo 2, il primo, secondo e terzo comma  sono
sostituiti dai seguenti: 
"2.  Il  consiglio  di  amministrazione  e'  composto  di   ventinove
amministratori e di diciannove sostituti. 
Gli amministratori sono nominati per un periodo di  cinque  anni  dal
consiglio dei governatori; un amministratore e' designato da ciascuno
Stato membro e un amministratore e' designato dalla Commissione. 
I Sostituti  sono  nominati  per  un  periodo  di'  cinque  anni  dal
consiglio dei governatori in ragione di: 
- due sostituti designati dalla Repubblica federale di Germania, 
- due sostituti designati dalla Repubblica francese, 
- due sostituti designati dalla Repubblica italiana, 
- due sostituti designati dal Regno Unito di Gran Bretagna e  Irlanda
del Nord, 
- un sostituto designato di comune accordo  dal  Regno  di  Spagna  e
dalla Repubblica portoghese, 
- un sostituto designato di comune accordo dal Regno del Belgio,  dal
Granducato di Lussemburgo e dal Regno dei Paesi Bassi, 
- due sostituti designati di comune accordo dal Regno  di  Danimarca,
dalla Repubblica ellenica, dall'Irlanda e dalla Romania, 
- due sostituti designati  di  comune  accordo  dalla  Repubblica  di
Estonia, dalla Repubblica di Lettonia, dalla Repubblica di  Lituania,
dalla Repubblica d'Austria, dalla Repubblica di Finlandia e dal Regno
di Svezia, 
- quattro sostituti designati di comune accordo dalla  Repubblica  di
Bulgaria, dalla Repubblica ceca, dalla Repubblica di  Croazia,  dalla
Repubblica di Cipro, dalla Repubblica di Ungheria,  dalla  Repubblica
di Malta, dalla Repubblica di Polonia, dalla Repubblica di Slovenia e
dalla Repubblica slovacca, 
- un sostituto designato dalla Commissione.". 
 

                             ARTICOLO 11 
 
All'articolo 134, paragrafo 2, del  trattato  CEEA,  il  primo  comma
sulla composizione del comitato scientifico e tecnico  e'  sostituito
dal seguente: 
"2. Il comitato e'  composto  di  quarantadue  membri,  nominati  dal
Consiglio previa consultazione della Commissione.". 
 

                              TITOLO II 
                          ALTRI ADATTAMENTI 

                             ARTICOLO 12 
 
All'articolo 64, paragrafo l, TFUE, e' aggiunta la frase seguente: 
"In conformita' con le  restrizioni  esistenti  in  base  al  diritto
nazionale in Croazia, la pertinente data e' il 31 dicembre 2002.". 
 

                             ARTICOLO 13 
 
All'articolo 52 TUE, il paragrafo 1 e' sostituito dal seguente: 
"1. I trattati si applicano al Regno del Belgio, alla  Repubblica  di
Bulgaria,  alla  Repubblica  ceca,  al  Regno  di   Danimarca,   alla
Repubblica  federale  di  Germania,  alla  Repubblica   di   Estonia,
all'Irlanda, alla Repubblica  ellenica,  al  Regno  di  Spagna,  alla
Repubblica francese, alla  Repubblica  di  Croazia,  alla  Repubblica
italiana, alla Repubblica di Cipro, alla Repubblica di Lettonia, alla
Repubblica di Lituania, al Granducato di Lussemburgo, alla Repubblica
di Ungheria, alla Repubblica di Malta, al Regno dei Paesi Bassi, alla
Repubblica d'Austria, alla Repubblica  di  Polonia,  alla  Repubblica
portoghese,  alla  Romania,  alla  Repubblica   di   Slovenia,   alla
Repubblica slovacca, alla Repubblica di Finlandia, al Regno di Svezia
e al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.". 
 

                             ARTICOLO 14 
 
1. All'articolo 55 TUE, il paragrafo 1 e' sostituito dal seguente: 
"1. Il presente  trattato,  redatto  in  unico  esemplare  in  lingua
bulgara, ceca, croata, danese, estone, finlandese,  francese,  greca,
inglese, irlandese, italiana, lettone, lituana, maltese, neerlandese,
polacca, portoghese, rumena, slovacca,  slovena,  spagnola,  svedese,
tedesca e ungherese, i testi in ciascuna  di  queste  lingue  facenti
ugualmente fede,  e'  depositato  negli  archivi  del  governo  della
Repubblica italiana, che provvedera' a trasmetterne copia certificata
conforme a ciascuno dei governi degli altri Stati firmatari.". 
2. All'articolo 225 del trattato CEEA, il secondo comma e' sostituito
dal seguente: 
"In forza dei trattati di adesione, fanno ugualmente fede le versioni
del presente  trattato  in  lingua  bulgara,  ceca,  croata,  danese,
estone, finlandese,  greca,  inglese,  irlandese,  lettone,  lituana,
maltese, polacca, portoghese, rumena,  slovacca,  slovena,  spagnola,
svedese e ungherese.". 
 

                             PARTE TERZA 
                       DISPOSIZIONI PERMANENTI 

                             ARTICOLO 15 
 
Gli atti elencati nell'allegato III formano oggetto degli adattamenti
specificati in tale allegato. 
 

                             ARTICOLO 16 
 
Le misure elencate nell'allegato IV sono  applicate  alle  condizioni
previste in tale allegato. 
 

                             ARTICOLO 17 
 
Il  Consiglio,   deliberando   all'unanimita'   su   proposta   della
Commissione e  previa  consultazione  del  Parlamento  europeo,  puo'
effettuare gli  adattamenti  delle  disposizioni  del  presente  atto
relative  alla  politica  agricola  comune  che   possano   risultare
necessari a seguito di una modifica delle regole dell'Unione. 
 

                            PARTE QUARTA 
                       DISPOSIZIONI TEMPORANEE 
                              TITOLO I 
                         MISURE TRANSITORIE 

                             ARTICOLO 18 
 
Le misure elencate nell'allegato V si applicano nei  confronti  della
Croazia alle condizioni previste in tale allegato. 
 

                              TITOLO II 
                     DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI 

                             ARTICOLO 19 
 
1.  In  deroga  all'articolo  2  del  protocollo  sulle  disposizioni
transitorie, allegato al TUE, al TFUE e al trattato CEEA, e in deroga
al numero massimo di seggi previsto  all'articolo  14,  paragrafo  2,
primo comma, TUE, il numero dei  membri  del  Parlamento  europeo  e'
aumentato  di  dodici  membri  per  la  Croazia,  per   tener   conto
dell'adesione della Croazia, nel periodo  compreso  tra  la  data  di
adesione e la fine del mandato 2009-2014 del Parlamento europeo. 
2. In deroga all'articolo 14, paragrafo 3, TUE, la  Croazia  procede,
prima della data di  adesione,  all'elezione  ad  hoc  al  Parlamento
europeo, a suffragio universale diretto della  sua  popolazione,  del
numero di membri stabilito al  paragrafo  1  del  presente  articolo,
conformemente all'acquis  dell'Unione.  Tuttavia,  se  l'adesione  ha
luogo meno di sei mesi prima delle prossime elezioni  del  Parlamento
europeo,  i  membri  del  Parlamento  europeo  che  rappresentano   i
cittadini della  Croazia  possono  essere  designati  dal  parlamento
nazionale della Croazia, al proprio  interno,  a  condizione  che  le
persone in  questione  siano  state  elette  a  suffragio  universale
diretto. 
 

                             ARTICOLO 20 
 
L'articolo  3,  paragrafo  3,  del  protocollo   sulle   disposizioni
transitorie, allegato  al  TUE,  al  TFUE  e  al  trattato  CEEA,  e'
sostituito dal seguente: 
"3. Fino al 31 ottobre 2014 sono in vigore le disposizioni  seguenti,
fatto salvo l'articolo 235, paragrafo 1, secondo comma  del  trattato
sul funzionamento dell'Unione europea. 
Per le deliberazioni  del  Consiglio  europeo  e  del  Consiglio  che
richiedono  una  maggioranza  qualificata,  ai  voti  dei  membri  e'
attribuita la seguente ponderazione: 
 
Belgio                               12 
Bulgaria                             10 
Repubblica ceca                      12 
Danimarca                             7 
Germania                             29 
Estonia                               4 
Irlanda                               7 
Grecia                               12 
Spagna                               27 
Francia                              29 
Croazia                               7 
Italia                               29 
Cipro                                 4 
Lettonia                              4 
Lituania                              7 
Lussemburgo                           4 
Ungheria                             12 
Malta                                 3 
Paesi Bassi                          13 
Austria                              10 
Polonia                              27 
Portogallo                           12 
Romania                              14 
Slovenia                              4 
Slovacchia                            7 
Finlandia                             7 
Svezia                               10 
Regno Unito                          29 
 
Le deliberazioni sono valide se hanno ottenuto almeno  260  voti  che
esprimano il voto favorevole della maggioranza dei membri quando,  in
virtu' dei  trattati,  debbono  essere  adottate  su  proposta  della
Commissione. Negli altri casi le deliberazioni sono valide  se  hanno
ottenuto almeno 260 voti che esprimano il voto favorevole  di  almeno
due terzi dei membri. 
Un membro del Consiglio europeo o del Consiglio  puo'  chiedere  che,
allorche' il Consiglio europeo o il  Consiglio  adottano  un  atto  a
maggioranza qualificata,  si  verifichi  che  gli  Stati  membri  che
compongono tale maggioranza qualificata rappresentino almeno  il  62%
della popolazione totale dell'Unione. Qualora tale condizione non sia
soddisfatta, l'atto non e' adottato.". 
 

                             ARTICOLO 21 
 
1. Un cittadino della Croazia e' nominato membro della Commissione  a
decorrere dalla data dell'adesione fino al 31 ottobre 2014. Il  nuovo
membro della Commissione e' nominato dal Consiglio,  che  delibera  a
maggioranza qualificata e di comune accordo con il  presidente  della
Commissione, previa consultazione del Parlamento europeo e secondo  i
criteri enunciati all'articolo 17, paragrafo 3, secondo comma, TUE. 
2. Il mandato del membro nominato conformemente al paragrafo 1  scade
contemporaneamente a quello dei membri che sono in carica al  momento
dell'adesione. 
 

                             ARTICOLO 22 
 
1. Il mandato del giudice della Corte di giustizia e il  mandato  del
giudice del Tribunale nominati dalla Croazia al momento dell'adesione
conformemente all'articolo 19, paragrafo 2, terzo comma, TUE  scadono
rispettivamente il 6 ottobre 2015 e il 31 agosto 2013. 
2. Per la pronuncia  sulle  cause  pendenti  dinanzi  alla  Corte  di
giustizia e al Tribunale alla data  di  adesione,  per  le  quali  la
procedura orale sia stata aperta prima di  tale  data,  la  Corte  di
giustizia e il Tribunale in seduta plenaria  o  le  loro  sezioni  si
riuniscono nella  composizione  che  avevano  prima  dell'adesione  e
applicano il regolamento di procedura vigente il giorno precedente la
data di adesione. 
 

                             ARTICOLO 23 
 
1. In deroga all'articolo 301, primo comma, TFUE, che  stabilisce  il
numero massimo di membri del Comitato economico e sociale, l'articolo
7 del protocollo sulle disposizioni transitorie, allegato al TUE,  al
TFUE e al trattato CEEA, e' sostituito dal seguente: 
"Articolo 7 
Fino all'entrata in vigore della decisione di  cui  all'articolo  301
del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,  la  ripartizione
dei membri del Comitato economico e sociale e' la seguente: 
 
Belgio                               12 
Bulgaria                             12 
Repubblica ceca                      12 
Danimarca                             9 
Germania                             24 
Estonia                               7 
Irlanda                               9 
Grecia                               12 
Spagna                               21 
Francia                              24 
Croazia                               9 
Italia                               24 
Cipro                                 6 
Lettonia                              7 
Lituania                              9 
Lussemburgo                           6 
Ungheria                             12 
Malta                                 5 
Paesi Bassi                          12 
Austria                              12 
Polonia                              21 
Portogallo                           12 
Romania                              15 
Slovenia                              7 
Slovacchia                            9 
Finlandia                             9 
Svezia                               12 
Regno Unito                          24". 
 
2.  Il  numero  dei  membri  del  Comitato  economico  e  sociale  e'
temporaneamente aumentato a 353 per tenere conto dell'adesione  della
Croazia per il periodo compreso tra la data di adesione e la fine del
mandato durante  il  quale  la  Croazia  aderisce  all'Unione  o,  se
precedente,  fino  all'entrata  in  vigore  della  decisione  di  cui
all'articolo 301, secondo comma, TFUE. 
3. Se la decisione di cui all'articolo 301, secondo  comma,  TFUE  e'
gia' stata adottata alla data di  adesione,  in  deroga  all'articolo
301, primo comma, TFUE, che stabilisce il numero  massimo  di  membri
del Comitato economico e sociale,  alla  Croazia  e'  temporaneamente
attribuito un numero adeguato di membri fino alla  fine  del  mandato
durante il quale essa aderisce all'Unione. 
 

                             ARTICOLO 24 
 
1. In deroga all'articolo 305, primo comma, TFUE, che  stabilisce  il
numero massimo di membri del Comitato delle regioni, l'articolo 8 del
protocollo sulle disposizioni transitorie, allegato al TUE, al TFUE e
al trattato CEEA, e' sostituito dal seguente: 
"Articolo 8 
Fino all'entrata in vigore della decisione di  cui  all'articolo  305
del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,  la  ripartizione
dei membri del Comitato delle regioni e' la seguente: 
 
Belgio                               12 
Bulgaria                             12 
Repubblica ceca                      12 
Danimarca                             9 
Germania                             24 
Estonia                               7 
Irlanda                               9 
Grecia                               12 
Spagna                               21 
Francia                              24 
Croazia                               9 
Italia                               24 
Cipro                                 6 
Lettonia                              7 
Lituania                              9 
Lussemburgo                           6 
Ungheria                             12 
Malta                                 5 
Paesi Bassi                          12 
Austria                              12 
Polonia                              21 
Portogallo                           12 
Romania                              15 
Slovenia                              7 
Slovacchia                            9 
Finlandia                             9 
Svezia                               12 
Regno Unito                          24 
 
2. Il numero dei membri del Comitato delle regioni e' temporaneamente
aumentato a 353 per tenere conto dell'adesione della Croazia  per  il
periodo compreso tra la data  di  adesione  e  la  fine  del  mandato
durante il quale la Croazia aderisce  all'Unione  o,  se  precedente,
fino all'entrata in vigore della decisione di cui  all'articolo  305,
secondo comma, TFUE. 
3. Se la decisione di cui all'articolo 305, secondo  comma,  TFUE  e'
gia' stata adottata alla data di  adesione,  in  deroga  all'articolo
305, primo comma, TFUE, che stabilisce il numero  massimo  di  membri
del  Comitato  delle  regioni,  alla   Croazia   e'   temporaneamente
attribuito un numero adeguato di membri fino alla  fine  del  mandato
durante il quale essa aderisce all'Unione. 
 

                             ARTICOLO 25 
 
Il mandato dell'amministratore del consiglio di amministrazione della
Banca europea per gli investimenti designato dalla Croazia e nominato
al momento dell'adesione come previsto dall'articolo 9, paragrafo  2,
secondo comma, del protocollo sullo statuto della Banca  europea  per
gli investimenti scade al termine della seduta annuale del  consiglio
dei governatori nel corso della quale viene  esaminata  la  relazione
annuale sull'esercizio 2017. 
 

                             ARTICOLO 26 
 
1. I nuovi membri dei comitati, dei gruppi,  delle  agenzie  o  degli
altri enti istituiti dai  trattati  originari  o  da  un  atto  delle
istituzioni  sono  nominati  alle  condizioni  e  conformemente  alle
procedure previste per la nomina dei membri di tali comitati, gruppi,
agenzie o altri enti. Il mandato dei membri  di  nuova  nomina  scade
contemporaneamente a quello dei membri che sono in carica al  momento
dell'adesione. 
2. La composizione dei comitati, dei gruppi, delle  agenzie  o  degli
altri enti istituiti dai  trattati  originari  o  da  un  atto  delle
istituzioni con un numero di membri che e' fisso  a  prescindere  dal
numero  di  Stati  membri  e'  integralmente  rinnovata  al   momento
dell'adesione, a meno che il mandato dei membri in carica  non  scada
entro dodici mesi dall'adesione. 
 

                             TITOLO III 
                      DISPOSIZIONI FINANZIARIE 

                             ARTICOLO 27 
 
1. A decorrere dalla data di adesione, la Croazia versa  il  seguente
importo, corrispondente alla sua quota del capitale versato a  fronte
del  capitale  sottoscritto,  quale  definito  all'articolo  4  dello
statuto della Banca europea per gli investimenti: 
 
     Croazia        42 720 000 EUR 
 
Tale contributo e' versato in  otto  rate  uguali,  esigibili  il  30
novembre 2013, il 30 novembre 2014, il 30 novembre 2015, il 31 maggio
2016, il 30 novembre 2016, il 31 maggio 2017, il 30 novembre  2017  e
il 31 maggio 2018. 
2. La Croazia contribuisce in otto rate uguali, esigibili  alle  date
di cui al paragrafo 1, alle riserve e alle  provviste  equivalenti  a
riserve, nonche' all'importo che deve ancora  essere  destinato  alle
riserve e provviste,  costituito  dal  saldo  del  conto  profitti  e
perdite alla fine del mese che precede l'adesione, quali figurano nel
bilancio della Banca europea per gli investimenti, in  ragione  degli
importi che corrispondono alla seguente percentuale delle  riserve  e
provviste: 
 
      Croazia         0,368% 
 
3. Il capitale e i versamenti di cui ai paragrafi 1 e 2 sono  versati
dalla Croazia in contanti in euro, salvo deroga decisa all'unanimita'
dal  consiglio  dei  governatori  della   Banca   europea   per   gli
investimenti. 
4.  Le  cifre  relative  alla  Croazia  di'  cui  al  paragrafo  1  e
all'articolo 10, punto 1, possono essere adattate mediante  decisione
degli organi decisionali della Banca  europea  per  gli  investimenti
sulla base  degli  ultimi  dati  definitivi  del  PIL  pubblicati  da
Eurostat prima dell'adesione. 
 

                             ARTICOLO 28 
 
1. La Croazia versa il seguente importo al Fondo di ricerca carbone e
acciaio di cui alla decisione 2002/234/CECA  dei  rappresentanti  dei
governi degli Stati membri riuniti  in  sede  di  Consiglio,  del  27
febbraio 2002, in merito alle conseguenze finanziarie della  scadenza
del  trattato  CECA  e  al   Fondo   di   ricerca   del   carbone   e
dell'acciaio(1): 
 
   (EUR, prezzi correnti) 
   Croazia       494 000. 
 
2.  Il  contributo  al  Fondo  di  ricerca  carbone  e   acciaio   e'
corrisposto, a partire dal 2015, in quattro rate da versare il  primo
giorno lavorativo del primo mese di ogni anno, come segue: 
 
2015: 15% 
2016: 20% 
2017: 30% 
2018: 35%. 
 
--------- 
(1) GU L 79 del 22.3.2002, pag. 42. 
 

                             ARTICOLO 29 
 
1. A decorrere dalla data di  adesione  sono  gestiti  dalle  agenzie
esecutive croate le gare d'appalto, le concessioni di sovvenzioni e i
pagamenti  a  titolo  di  assistenza   finanziaria   di   preadesione
nell'ambito della componente "sostegno alla  transizione  e  sviluppo
istituzionale" e  della  componente  "cooperazione  transfrontaliera"
dello  strumento  di  assistenza  preadesione  (IPA),  istituito  dal
regolamento (CE) n. 1085/2006 del Consiglio, del 17  luglio  2006(1),
per fondi impegnati prima dell'adesione, ad esclusione dei  programmi
transfrontalieri Croazia-Ungheria e Croazia-Slovenia, e a  titolo  di
assistenza  nell'ambito  dello  strumento  di  transizione   di   cui
all'articolo 30. 
Un'apposita  decisione  della  Commissione  sancisce  la  deroga   al
controllo ex  ante  della  Commissione  sulle  gare  d'appalto  e  le
concessioni  di  sovvenzioni,  previo  accertamento  da  parte  della
Commissione del buon funzionamento  del  sistema  di  gestione  e  di
controllo  conformemente  ai  criteri  e  alla  condizioni   di   cui
all'articolo 56,  paragrafo  2,  del  regolamento  (CE,  Euratom)  n.
1605/2002 del Consiglio,  del  25  giugno  2002,  che  stabilisce  il
regolamento  finanziario  applicabile  al  bilancio  generale   delle
Comunita' europee(2), e  all'articolo  18  del  regolamento  (CE)  n.
718/2007  della  Commissione,  del  12  giugno  2007,  che  attua  il
regolamento (CE) n.  1085/2006  del  Consiglio,  che  istituisce  uno
strumento di assistenza preadesione (IPA)(3). 
 
Se la decisione della Commissione di derogare al  controllo  ex  ante
non e' adottata prima della data  di  adesione,  qualsiasi  contratto
sottoscritto nel periodo compreso tra la data di adesione e  la  data
in cui la Commissione adotta  la  decisione  non  e'  ammissibile  ai
benefici dell'assistenza finanziaria di preadesione e dello strumento
di transizione di cui al primo comma. 
2. Gli impegni finanziari stabiliti prima della data di  adesione  in
base all'assistenza finanziaria di preadesione e  allo  strumento  di
transizione di cui al paragrafo  1,  comprese  la  conclusione  e  la
registrazione di singoli impegni  giuridici  e  pagamenti  successivi
effettuati dopo l'adesione, continuano ad essere  disciplinati  dalle
norme che si applicano agli strumenti finanziari di preadesione e  ad
essere imputati ai capitoli  di  bilancio  corrispondenti  fino  alla
chiusura dei programmi e progetti in questione. 
3. Le disposizioni relative all'esecuzione degli impegni di  bilancio
previsti  dagli  accordi  di  finanziamento  relativi  all'assistenza
finanziaria preadesione di cui al paragrafo 1, primo  comma,  e  alla
componente  IPA  "sviluppo  rurale"  che  riguardano   decisioni   di
finanziamento  prese  prima   dell'adesione   continuano   a   essere
applicabili dopo la data di adesione. Sono disciplinate  dalle  norme
che si applicano agli strumenti finanziari di preadesione. In  deroga
a quanto precede, le procedure relative ad appalti  pubblici  avviate
dopo  l'adesione  sono  espletate  in  conformita'  delle  pertinenti
direttive dell'Unione. 
4. I fondi di preadesione destinati a coprire spese amministrative di
cui all'articolo 44 possono essere impegnati nei primi due anni  dopo
l'adesione. Per i costi  di  audit  e  di  valutazione,  i  fondi  di
preadesione  possono  essere  impegnati  fino  a  cinque  anni   dopo
l'adesione. 
 
--------- 
(1) GU L 210 del 3.7.2006, pag. 82. 
(2) GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1. 
(3) GU L 170 del 29.6.2007, pag. 1. 
 

                             ARTICOLO 30 
 
1. Nel primo anno  successivo  all'adesione  l'Unione  fornisce  alla
Croazia   un'assistenza   finanziaria   temporanea   (in   prosieguo:
"strumento  di  transizione")  per  svilupparne  e   rafforzarne   la
capacita' amministrativa e giudiziaria  di  attuare  e  applicare  il
diritto dell'Unione e per promuovere lo scambio  di  migliori  prassi
inter pares. Tale  assistenza  e'  volta  a  finanziare  progetti  di
costruzione istituzionale e limitati investimenti  su  scala  ridotta
accessori a questi. 
2. L'assistenza e' volta a  rispondere  all'esigenza  persistente  di
rafforzare la capacita' istituzionale in  taluni  settori  attraverso
azioni che non possono essere finanziate dai fondi strutturali o  dai
fondi di sviluppo rurale. 
3. Per i progetti di gemellaggio fra pubbliche amministrazioni  volti
alla costruzione istituzionale continua ad applicarsi la procedura di
invito a presentare proposte attraverso la rete di punti di  contatto
negli Stati membri. 
4. Gli stanziamenti d'impegno per lo  strumento  di  transizione,  ai
prezzi correnti, per la Croazia ammontano in totale a 29  milioni  di
EUR nel 2013  al  fine  di  rispondere  alla  priorita'  nazionali  e
orizzontali. 
5. L'assistenza fornita nel quadro dello strumento di transizione  e'
decisa e attuata in conformita' del regolamento (CE) n. 1085/2006 del
Consiglio o in base  ad  altri  provvedimenti  tecnici  necessari  al
funzionamento dello  strumento  di  transizione,  che  devono  essere
adottati dalla Commissione. 
6.  Particolare  attenzione  e'  prestata  a  garantire   un'adeguata
complementarita' con il sostegno previsto del Fondo  sociale  europeo
alla riforma amministrativa e alle capacita' istituzionali. 
 

                             ARTICOLO 31 
 
1. E' istituito uno strumento Schengen  a  carattere  temporaneo  (in
prosieguo: "strumento temporaneo Schengen") allo scopo di aiutare  la
Croazia a finanziare, fra la data di adesione e  la  fine  del  2014,
azioni alle nuove  frontiere  esterne  dell'Unione  per  l'attuazione
dell'acquis di Schengen e il controllo di tali frontiere. 
2. Per il periodo dal 1° luglio 2013 al 31 dicembre 2014 sono messi a
disposizione della Croazia, sotto forma di  pagamenti  forfettari  in
virtu'  dello  strumento  temporaneo  Schengen,  i  seguenti  importi
(prezzi correnti): 
 
(milioni di EUR, prezzi correnti) 
 
                          2013   2014 
 
Croazia                    40     80 
 
3. L'importo annuale per il 2013 e' versato alla Croazia il l° luglio
2013 e quello per il 2014 e' messo a  disposizione  il  primo  giorno
lavorativo successivo al 1° gennaio 2014. 
4. I pagamenti forfettari sono utilizzati entro tre  anni  dal  primo
pagamento. Entro sei mesi dalla scadenza di tale periodo di tre anni,
la Croazia presenta una relazione esauriente  sull'esecuzione  finale
dei pagamenti dello strumento temporaneo Schengen  corredata  di  una
dichiarazione giustificativa della spesa. Tutti i fondi  inutilizzati
o spesi ingiustificatamente sono recuperati dalla Commissione. 
5.  La  Commissione  puo'  adottare  qualsiasi  disposizione  tecnica
necessaria al funzionamento dello strumento temporaneo Schengen. 
 

                             ARTICOLO 32 
 
1. E' istituito uno strumento per flussi di  tesoreria,  a  carattere
temporaneo (in prosieguo:  "strumento  temporaneo  per  i  flussi  di
tesoreria"), per aiutare la Croazia, fra la data  di  adesione  e  la
fine del 2014, a  migliorare  i  flussi  di  tesoreria  del  bilancio
nazionale. 
2. Per il periodo dal 1° luglio 2013 al 31 dicembre 2014 sono messi a
disposizione della Croazia, sotto forma di  pagamenti  forfettari  in
virtu' dello strumento  temporaneo  per  i  flussi  di  tesoreria,  i
seguenti importi (prezzi correnti): 
 
(milioni di EUR, prezzi correnti) 
 
                       2013   2014 
 
Croazia                 75    28,6 
 
3. Ciascun importo  annuale  e'  suddiviso  in  mensilita'  costanti,
pagabili il primo giorno lavorativo di ciascun mese. 
 

                             ARTICOLO 33 
 
1. Nel 2013 e' riservato alla Croazia un importo di 449,4 milioni  di
EUR (prezzi correnti) in stanziamenti d'impegno a  titolo  dei  Fondi
strutturali e del Fondo di coesione. 
2. Un terzo dell'importo di cui al paragrafo 1 e' riservato al  Fondo
di coesione. 
3. Per il periodo che rientra nel prossimo  quadro  finanziario,  gli
importi da mettere  a  disposizione  della  Croazia  in  stanziamenti
d'impegno a titolo dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione sono
calcolati in base all'acquis dell'Unione applicabile in quel momento.
Detti importi sono adeguati conformemente al seguente  calendario  di
introduzione progressiva: 
- 70% nel 2014, 
- 90% nel 2015, 
- 100% a partire dal 2016. 
4. Nella misura in cui  lo  consentano  i  limiti  del  nuovo  acquis
dell'Unione, e' effettuato un adeguamento per assicurare  un  aumento
dei fondi per la Croazia nel 2014 di 2,33 volte l'importo del 2013  e
nel 2015 di 3 volte l'importo del 2013. 
 

                             ARTICOLO 34 
 
1. L'importo totale da mettere a disposizione della Croazia a  titolo
del Fondo europeo per la pesca nel 2013 e' pari a 8,7 milioni di  EUR
(prezzi correnti) in stanziamenti d'impegno. 
2. Il prefinanziamento a titolo del Fondo europeo per la pesca e'  il
25% dell'importo totale di cui al paragrafo 1 ed e'  erogato  in  una
sola rata. 
3. Per il periodo che rientra nel prossimo  quadro  finanziario,  gli
importi da mettere  a  disposizione  della  Croazia  in  stanziamenti
d'impegno sono calcolati in base all'acquis  dell'Unione  applicabile
in  quel  momento.  Detti  importi  sono  adeguati  conformemente  al
seguente calendario di introduzione progressiva: 
- 70% nel 2014, 
- 90% nel 2015, 
- 100% a partire dal 2016. 
4. Nella misura in cui  lo  consentano  i  limiti  del  nuovo  acquis
dell'Unione, e' effettuato un adeguamento per assicurare  un  aumento
dei fondi per la Croazia nel 2014 di 2,33 volte l'importo del 2013  e
nel 2015 di 3 volte l'importo del 2013. 
 

                             ARTICOLO 35 
 
1. Il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del  20  settembre
2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte  del  Fondo  europeo
agricolo per lo sviluppo  rurale  (FEASR)(1),  non  si  applica  alla
Croazia per l'intero periodo di programmazione 2007-2013. 
Nel 2013 sono assegnati alla Croazia  27,7  milioni  di  EUR  (prezzi
correnti)  a  titolo  della  componente  "sviluppo  rurale"  di   cui
all'articolo 12 del regolamento (CE) n. 1085/2006 del Consiglio. 
2. Le misure temporanee supplementari in materia di  sviluppo  rurale
per la Croazia sono definite nell'allegato VI. 
3. La Commissione puo' adottare,  mediante  atti  di  esecuzione,  le
norme necessarie all'applicazione  dell'allegato  VI.  Tali  atti  di
esecuzione sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 90,
paragrafo 2, del regolamento  (CE)  n.  1698/2005  del  Consiglio  in
combinato disposto con l'articolo 13, paragrafo 1,  lettera  b),  del
regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del  Consiglio,
del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi  generali
relativi alle modalita' di controllo  da  parte  degli  Stati  membri
dell'esercizio  delle  competenze  di  esecuzione   attribuite   alla
Commissione(2), ovvero secondo la  pertinente  procedura  determinata
dalla legislazione applicabile. 
4. Il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione  e  previa
consultazione  del  Parlamento  europeo,  effettua  gli   adattamenti
dell'allegato VI, laddove necessario, per garantire la coerenza con i
regolamenti relativi allo sviluppo rurale. 
 
---------- 
(1) GU L 277 del 2.10.2005, pag. 1, e GU L 286M del  4.11.2010,  pag.
26. 
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13. 
 

                              TITOLO IV 
                         ALTRE DISPOSIZIONI 

                             ARTICOLO 36 
 
1. La Commissione segue attentamente tutti gli impegni assunti  dalla
Croazia nei negoziati di adesione, compresi quelli che devono  essere
portati a termine prima della data di adesione o  entro  la  data  di
adesione. Il controllo  della  Commissione  consiste  in  tabelle  di
controllo  aggiornate   periodicamente,   nel   dialogo   nell'ambito
dell'accordo di stabilizzazione e di associazione  tra  le  Comunita'
europee e i loro Stati membri, da  una  parte,  e  la  Repubblica  di
Croazia,  dall'altra(1)  (in  prosieguo:  "ASA"),  in   missioni   di
valutazione inter pares, nel programma economico  preadesione,  nelle
notifiche in materia di bilancio e, ove necessario,  in  avvertimenti
tempestivi indirizzati alle autorita' croate. Nell'autunno  del  2011
la Commissione presenta  una  relazione  sui  progressi  compiuti  al
Parlamento europeo e al Consiglio; nell'autunno del 2012 presenta una
relazione globale di controllo al Parlamento europeo e al  Consiglio.
Durante tutto il processo di controllo, la Commissione utilizza anche
i contributi  degli  Stati  membri  e  tiene  presente  quelli  delle
organizzazioni  internazionali  e  della  societa'   civile   laddove
opportuno. 
Il controllo della Commissione verte  in  particolare  sugli  impegni
assunti dalla Croazia nel  settore  del  sistema  giudiziario  e  dei
diritti  fondamentali  (allegato  VII),  compreso  il   conseguimento
continuo di risultati in materia di riforma del sistema giudiziario e
di efficienza, di trattamento  imparziale  dei  casi  di  crimini  di
guerra e di lotta contro la corruzione. 
 
Inoltre, controllo della Commissione verte sullo spazio di  liberta',
sicurezza e giustizia, comprese  l'attuazione  e  l'esecuzione  delle
prescrizioni dell'Unione  per  quanto  attiene  alla  gestione  delle
frontiere esterne, alla cooperazione  di  polizia,  alla  lotta  alla
criminalita' organizzata e alla cooperazione giudiziaria  in  materia
civile e penale, nonche' sugli impegni  nel  settore  della  politica
della  concorrenza,  compresa  la   ristrutturazione   dell'industria
cantieristica (allegato VIII) e del  settore  dell'acciaio  (allegato
IX). 
Come parte integrante delle sue  tabelle  e  relazioni  di  controllo
periodiche,  la  Commissione  pubblica  valutazioni  semestrali  fino
all'adesione della Croazia relative  agli  impegni  assunti  da  tale
paese in questi settori. 
2. Il Consiglio, deliberando a maggioranza  qualificata  su  proposta
della Commissione, puo' prendere tutte le misure opportune qualora si
riscontrino problemi durante il processo di controllo. Le misure sono
mantenute per il tempo strettamente necessario e, in ogni caso,  sono
soppresse dal Consiglio secondo la stessa procedura una volta  che  i
problemi in questione siano stati affrontati efficacemente. 
 
---------- 
(1) GU L 26 del 28.1.2005, pag. 3. 
 

                             ARTICOLO 37 
 
1. Entro la fine di un periodo massimo di  tre  anni  dalla  data  di
adesione, in caso di difficolta' gravi di un  settore  dell'attivita'
economica che siano suscettibili di protrarsi, come anche in caso  di
difficolta'  che  possano  determinare  grave   perturbazione   nella
situazione economica di una data area, la Croazia  puo'  chiedere  di
essere autorizzata ad adottare misure di salvaguardia che  consentano
di ristabilire la situazione e di  adattare  il  settore  interessato
all'economia del mercato interno. 
Nelle  stesse  circostanze,  qualsiasi  Stato  membro  attuale   puo'
chiedere di essere autorizzato ad adottare misure di salvaguardia nei
confronti della Croazia. 
2.  Su  richiesta  dello  Stato  interessato,  la  Commissione,   con
procedura d'urgenza, stabilisce le misure di salvaguardia che ritiene
necessarie, precisandone le condizioni e le modalita' d'applicazione. 
In caso di difficolta' economiche gravi e su richiesta espressa dello
Stato membro interessato, la Commissione delibera entro cinque giorni
lavorativi dal ricevimento della richiesta, corredata dei  pertinenti
elementi di informazione. Le misure  cosi'  decise  sono  applicabili
immediatamente, tengono conto  degli  interessi  di  tutte  le  parti
interessate e non comportano controlli alle frontiere. 
3. Le misure autorizzate  ai  sensi  del  presente  articolo  possono
comportare deroghe alle norme del TUE, del TFUE e del presente  atto,
nei limiti e nei termini strettamente necessari per  raggiungere  gli
scopi di tale salvaguardia. E' accordata la  precedenza  alle  misure
che turbano il meno possibile il funzionamento del mercato interno. 
 

                             ARTICOLO 38 
 
Qualora la Croazia non adempia gli impegni  assunti  nell'ambito  dei
negoziati di adesione, compresi gli impegni in  una  delle  politiche
settoriali   inerenti   alle   attivita'   economiche   con   effetti
transfrontalieri,  recando  in  tal  modo  un  grave  pregiudizio  al
funzionamento  del  mercato  interno  o  ponendo  una  minaccia  agli
interessi finanziari dell'Unione o un rischio imminente  di  siffatto
pregiudizio o  minaccia,  la  Commissione  puo'  adottare  le  misure
appropriate  entro  la  fine  di  un  periodo  massimo  di  tre  anni
dall'adesione e su richiesta  motivata  di  uno  Stato  membro  o  di
propria iniziativa. 
Tali misure sono proporzionate e la precedenza e' accordata a  quelle
che turbano il meno possibile il funzionamento del mercato interno e,
se  del  caso,  all'applicazione  dei  meccanismi   di   salvaguardia
settoriali esistenti. Le misure di salvaguardia di  cui  al  presente
articolo non possono essere invocate come  mezzo  di  discriminazione
arbitraria o di restrizione dissimulata agli scambi tra Stati membri.
La  clausola  di  salvaguardia  puo'  essere  invocata  anche   prima
dell'adesione in base ai risultati del controllo e le misure adottate
entrano in vigore alla data di adesione a meno che non  sia  prevista
una data successiva. Le misure non  sono  mantenute  oltre  il  tempo
strettamente necessario e, in ogni caso, cessano di essere  applicate
una volta attuato l'impegno pertinente. Esse possono tuttavia  essere
applicate oltre il periodo di cui al primo comma fino a che non siano
adempiuti i pertinenti impegni. In  risposta  ai  progressi  compiuti
dalla Croazia nell'adempimento dei  propri  impegni,  la  Commissione
puo' adeguare opportunamente le misure.  La  Commissione  informa  il
Consiglio in tempo utile prima di revocare le misure di  salvaguardia
e tiene nel debito conto  eventuali  osservazioni  del  Consiglio  al
riguardo. 
 

                             ARTICOLO 39 
 
In caso di carenze gravi o di rischio imminente di carenze  gravi  da
parte della Croazia nel  recepimento  o  nell'attuazione  degli  atti
adottati dalle istituzioni ai sensi della parte terza, titolo V,  del
TFUE, nonche' degli atti adottati prima dell'entrata  in  vigore  del
trattato di Lisbona da parte delle istituzioni ai sensi del titolo VI
del TUE o della parte terza, titolo IV, del trattato  che  istituisce
la  Comunita'  europea,  la  Commissione  puo'  adottare  le   misure
appropriate e definirne le condizioni e le modalita' di  applicazione
entro la fine di un periodo massimo di tre anni dopo  l'adesione,  su
richiesta motivata di uno Stato membro  o  di  propria  iniziativa  e
previa consultazione degli Stati membri. 
Tali misure possono assumere la forma di una  sospensione  temporanea
dell'applicazione delle pertinenti  disposizioni  e  decisioni  nelle
relazioni tra la Croazia e uno  o  piu'  altri  Stati  membri,  senza
pregiudicare   il   proseguimento   di   una   stretta   cooperazione
giudiziaria. La clausola di salvaguardia puo' essere  invocata  anche
prima dell'adesione in base ai risultati del controllo  e  le  misure
adottate entrano in vigore alla data di adesione a meno che  non  sia
prevista una data successiva. Le misure non sono mantenute  oltre  il
tempo strettamente necessario e, in  ogni  caso,  cessano  di  essere
applicate una volta posto rimedio alle carenze. Esse possono tuttavia
essere applicate oltre il periodo di cui al primo comma finche'  tali
carenze persistono. In risposta ai progressi compiuti  dalla  Croazia
nel porre rimedio alle carenze individuate,  la  Commissione,  previa
consultazione degli Stati membri,  puo'  adeguare  opportunamente  le
misure. La Commissione informa il Consiglio in tempo utile  prima  di
revocare le misure di salvaguardia e tiene nel debito conto eventuali
osservazioni del Consiglio al riguardo. 
 

                             ARTICOLO 40 
 
Al fine di non ostacolare il buon funzionamento del mercato  interno,
l'applicazione delle disposizioni nazionali della Croazia  durante  i
periodi  transitori  di  cui  all'allegato  V  non  deve  condurre  a
controlli di frontiera tra gli Stati membri. 
 

                             ARTICOLO 41 
 
Qualora  siano  necessarie  misure  transitorie  per  facilitare   il
passaggio  dal  regime  esistente  in  Croazia  a  quello  risultante
dall'applicazione della  politica  agricola  comune  alle  condizioni
stabilite dal presente atto, esse  sono  adottate  dalla  Commissione
secondo la procedura prevista dall'articolo  195,  paragrafo  2,  del
regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio,  del  22  ottobre  2007,
recante organizzazione comune dei  mercati  agricoli  e  disposizioni
specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento  unico  OCM)(1),
in combinato disposto con l'articolo 13, paragrafo 1, lettera b), del
regolamento  (UE)  n.  182/2011  del   Parlamento   europeo   e   del
Consiglio(2), ovvero  secondo  la  pertinente  procedura  determinata
dalla legislazione applicabile. Esse possono essere adottate entro un
periodo di tre anni dalla data di adesione e la loro applicazione  e'
limitata a tale periodo. Il Consiglio, deliberando all'unanimita'  su
proposta della Commissione  e  previa  consultazione  del  Parlamento
europeo, puo' prorogare detto periodo. 
Le misure transitorie di cui al primo comma possono  altresi'  essere
adottate prima della data di adesione,  se  necessario.  Tali  misure
sono adottate dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su
proposta  della  Commissione  o,  qualora   incidano   su   strumenti
inizialmente   adottati   dalla   Commissione,   sono   adottate   da
quest'ultima  istituzione  secondo   le   procedure   richieste   per
l'adozione degli strumenti in questione. 
 
----------- 
(1) GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1. 
(2) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13. 
 

                             ARTICOLO 42 
 
Qualora  siano  necessarie  misure  transitorie  per  facilitare   il
passaggio  dal  regime  esistente  in  Croazia  a  quello  risultante
dall'applicazione   della   normativa   dell'Unione    nel    settore
veterinario, fitosanitario e della sicurezza  alimentare,  esse  sono
adottate  dalla   Commissione   secondo   la   pertinente   procedura
determinata dalla legislazione applicabile. Tali misure sono adottate
entro tre anni dalla data di  adesione  e  la  loro  applicazione  e'
limitata a tale periodo. 
 

                             ARTICOLO 43 
 
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della
Commissione, definisce le condizioni alle quali: 
a) e' possibile l'esenzione dall'obbligo di dichiarazione sommaria di
uscita per i prodotti di cui all'articolo 28, paragrafo 2,  TFUE  che
escono dal territorio della  Croazia  per  transitare  attraverso  il
territorio della Bosnia-Erzegovina a Neum ("corridoio di Neum"); 
b) e' possibile l'esenzione dall'obbligo di dichiarazione sommaria di
entrata per i prodotti  che  rientrano  nell'ambito  di  applicazione
della lettera a) al loro rientro in Croazia dopo aver attraversato il
territorio della Bosnia-Erzegovina a Neum. 
 

                             ARTICOLO 44 
 
La Commissione puo' prendere tutte le misure idonee ad assicurare che
in Croazia resti il personale statutario necessario  per  un  periodo
massimo di diciotto mesi dopo  l'adesione.  Durante  tale  periodo  i
funzionari, gli agenti temporanei e gli agenti contrattuali che prima
dell'adesione coprivano posti in Croazia e devono restarvi anche dopo
la data di adesione beneficiano delle stesse condizioni finanziarie e
materiali applicate prima dell'adesione in conformita' dello  statuto
dei funzionari delle Comunita' europee e del regime applicabile  agli
altri agenti di dette Comunita' di cui al regolamento (CEE,  Euratom,
CECA) n. 259/68 del Consiglio(1). Le spese  amministrative,  compresa
la retribuzione  di  altri  membri  del  personale  necessario,  sono
coperte dal bilancio generale dell'Unione europea. 
 
---------- 
(1) GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1. 
 

                            PARTE QUINTA 
           DISPOSIZIONI DI APPLICAZIONE DEL PRESENTE ATTO 
                              TITOLO I 
ADATTAMENTI DEI REGOLAMENTI INTERNI E DI PROCEDURA DELLE ISTITUZIONI 
       E DEGLI STATUTI E DEI REGOLAMENTI INTERNI DEI COMITATI 

                             ARTICOLO 45 
 
Le istituzioni apportano ai loro regolamenti interni e di  procedura,
secondo le rispettive procedure previste dai trattati originari,  gli
adattamenti resi necessari dall'adesione. 
Gli adattamenti degli statuti e dei regolamenti interni dei  comitati
istituiti  dai   trattati   originari   che   sono   resi   necessari
dall'adesione sono effettuati non appena possibile dopo l'adesione. 
 

                              TITOLO II 
             APPLICABILITA' DEGLI ATTI DELLE ISTITUZIONI 

                             ARTICOLO 46 
 
Dalla data di adesione la Croazia e' considerata  come  destinataria,
conformemente  ai  trattati  originari,  delle  direttive   e   delle
decisioni ai sensi dell'articolo 288 TFUE.  Fatta  eccezione  per  le
direttive e  le  decisioni  che  sono  entrate  in  vigore  ai  sensi
dell'articolo 297, paragrafo 1, terzo  comma,  e  dell'articolo  297,
paragrafo 2, secondo comma,  TFUE,  tali  direttive  e  decisioni  si
considerano notificate alla Croazia al momento dell'adesione. 
 

                             ARTICOLO 47 
 
1. La Croazia mette in vigore le misure necessarie  per  conformarsi,
dalla data di adesione, alle disposizioni  delle  direttive  e  delle
decisioni di cui all'articolo 288 TFUE, a meno che un  altro  termine
non sia previsto dal presente atto. La Croazia comunica  tali  misure
alla Commissione entro  la  data  di  adesione  o  entro  il  termine
previsto dal presente atto, se successivo. 
2.  Nella  misura  in  cui  le  modifiche  delle  direttive  di   cui
all'articolo  288  TFUE  introdotte  dal  presente  atto   richiedono
modifiche   delle   disposizioni   legislative,    regolamentari    o
amministrative degli Stati membri attuali, questi ultimi  mettono  in
vigore le misure necessarie per conformarsi, dalla data  di  adesione
della Croazia, alle direttive modificate, a meno che un altro termine
non sia previsto dal presente atto. Essi comunicano tali misure  alla
Commissione entro la data di adesione o entro il termine previsto dal
presente atto, se successivo. 
 

                             ARTICOLO 48 
 
Le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative destinate
ad assicurare, sul territorio della Croazia, la protezione  sanitaria
della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti  dalle
radiazioni ionizzanti sono comunicate dalla Croazia alla Commissione,
conformemente all'articolo 33  del  trattato  CEEA,  entro  tre  mesi
dall'adesione. 
 

                             ARTICOLO 49 
 
Dietro richiesta debitamente circostanziata, presentata dalla Croazia
alla Commissione entro la data di adesione, il Consiglio, deliberando
su proposta della Commissione, o la Commissione, se  l'atto  iniziale
e' stato da essa adottato, possono  adottare  misure  consistenti  in
deroghe temporanee ad atti  delle  istituzioni  adottati  tra  il  1°
luglio 2011 e la  data  di  adesione.  Le  misure  sono  adottate  in
conformita'  delle  regole  di  voto  che   disciplinano   l'adozione
dell'atto rispetto al quale si chiede  una  deroga  temporanea.  Tali
deroghe, se adottate dopo l'adesione, possono essere applicate  dalla
data di adesione. 
 

                             ARTICOLO 50 
 
Quando gli atti delle istituzioni adottati anteriormente all'adesione
richiedono adattamenti in conseguenza dell'adesione e gli adattamenti
necessari non sono contemplati nel presente atto o nei suoi allegati,
il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della
Commissione, o la Commissione, se l'atto iniziale e'  stato  da  essa
adottato, adottano gli atti a  tal  fine  necessari.  Tali  atti,  se
adottati dopo l'adesione, possono  essere  applicati  dalla  data  di
adesione. 
 

                             ARTICOLO 51 
 
Salvo  disposizioni  contrarie  del  presente  atto,  il   Consiglio,
deliberando a maggioranza qualificata su proposta della  Commissione,
adotta le misure necessarie per l'attuazione delle  disposizioni  del
presente atto. 
 

                             ARTICOLO 52 
 
I  testi  degli  atti  delle   istituzioni   adottati   anteriormente
all'adesione e dalle stesse redatti  in  lingua  croata  fanno  fede,
dalla data dell'adesione, alle stesse condizioni  dei  testi  redatti
nelle lingue ufficiali attuali. Essi sono pubblicati  nella  Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea qualora i testi nelle lingue  ufficiali
attuali siano stati oggetto di una tale pubblicazione. 
 

                             TITOLO III 
                         DISPOSIZIONI FINALI 

                             ARTICOLO 53 
 
Gli allegati da I  a  IX,  le  relative  appendici  e  il  protocollo
costituiscono parte integrante del presente atto. 
 

                             ARTICOLO 54 
 
Il governo della  Repubblica  italiana  trasmette  al  governo  della
Repubblica  di  Croazia  copia  certificata  conforme  del   trattato
sull'Unione  europea,  del  trattato  sul  funzionamento  dell'Unione
europea,  del  trattato   che   istituisce   la   Comunita'   europea
dell'energia atomica  e  dei  trattati  che  li  hanno  modificati  o
integrati, ivi compresi il trattato relativo all'adesione  del  Regno
di Danimarca, dell'Irlanda e del  Regno  Unito  di  Gran  Bretagna  e
Irlanda del Nord, il trattato relativo all'adesione della  Repubblica
ellenica, il trattato relativo all'adesione del  Regno  di  Spagna  e
della Repubblica portoghese, il trattato relativo all'adesione  della
Repubblica d'Austria, della Repubblica di Finlandia e  del  Regno  di
Svezia, il trattato  relativo  all'adesione  della  Repubblica  ceca,
della  Repubblica  di  Estonia,  della  Repubblica  di  Cipro,  della
Repubblica  di  Lettonia,  della  Repubblica   di   Lituania,   della
Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta,  della  Repubblica
di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica  slovacca
e il trattato relativo all'adesione della Repubblica  di  Bulgaria  e
della Romania nelle lingue bulgara, ceca, danese, estone, finlandese,
francese, greca,  inglese,  irlandese,  italiana,  lettone,  lituana,
maltese, neerlandese, polacca, portoghese, rumena, slovacca, slovena,
spagnola, svedese, tedesca e ungherese. 
I testi dei trattati di cui al primo comma, redatti in lingua croata,
sono allegati al presente atto. Tali testi  fanno  fede  alle  stesse
condizioni dei testi  dei  suddetti  trattati  redatti  nelle  lingue
ufficiali attuali. 
 

                             ARTICOLO 55 
 
Il segretario generale  trasmette  al  governo  della  Repubblica  di
Croazia  copia  certificata  conforme  degli  accordi  internazionali
depositati negli archivi del segretariato generale del Consiglio. 
 

                                                           ALLEGATO I 
 
Elenco delle convenzioni e dei protocolli ai quali la  Repubblica  di
Croazia aderisce dalla data  di  adesione  (di  cui  all'articolo  3,
                 paragrafo 4, dell'atto di adesione) 
 
1. Convenzione del 23 luglio  1990  relativa  all'eliminazione  delle
doppie imposizioni in  caso  di  rettifica  degli  utili  di  imprese
associate (GU L 225 del 20.8.1990, pag. 10) 
- Convenzione  del  21  dicembre  1995  relativa  all'adesione  della
Repubblica d'Austria, della Repubblica di Finlandia e  del  Regno  di
Svezia  alla  convenzione  relativa  all'eliminazione  delle   doppie
imposizioni in caso di rettifica degli utili di imprese associate (GU
C 26 del 31.1.1996, pag. 1) 
- Protocollo del 25 maggio 1999 di modifica della convenzione del  23
luglio 1990 relativa all'eliminazione  delle  doppie  imposizioni  in
caso di rettifica degli utili di imprese  associate  (GU  C  202  del
16.7.1999, pag. 1) 
-  Convenzione  dell'8  dicembre  2004  relativa  all'adesione  della
Repubblica ceca, della Repubblica di  Estonia,  della  Repubblica  di
Cipro, della Repubblica di Lettonia, della  Repubblica  di  Lituania,
della Repubblica  di  Ungheria,  della  Repubblica  di  Malta,  della
Repubblica  di  Polonia,  della  Repubblica  di  Slovenia   e   della
Repubblica slovacca alla convenzione relativa all'eliminazione  delle
doppie imposizioni in  caso  di  rettifica  degli  utili  di  imprese
associate (GU C 160 del 30.6.2005, pag. 1) 
2. Convenzione del 26 luglio 1995 elaborata in base all'articolo  K.3
del trattato sull'Unione europea relativa alla tutela degli interessi
finanziari delle Comunita' europee (GU C 316 del 27.11.1995, pag. 49) 
- Protocollo del 27 settembre 1996 della  convenzione  relativa  alla
tutela degli interessi finanziari delle Comunita'  europee  stabilito
in base all'articolo K.3 del trattato sull'Unione europea (GU  C  313
del 23.10.1996, pag. 2) 
- Protocollo del 29 novembre 1996 concluso in base  all'articolo  K.3
del trattato sull'Unione europea, concernente  l'interpretazione,  in
via pregiudiziale, da parte della Corte di giustizia delle  Comunita'
europee, della  convenzione  relativa  alla  tutela  degli  interessi
finanziari delle Comunita' europee (GU C 151 del 20.5.1997, pag. 2) 
- Secondo protocollo del 19 giugno 1997  della  convenzione  relativa
alla  tutela  degli  interessi  finanziari  delle  Comunita'  europee
stabilito in base all'articolo K.3 del trattato  sull'Unione  europea
(GU C 221 del 19.7.1997, pag. 12) 
3. Convenzione del 26  maggio  1997  sulla  base  dell'articolo  K.3,
paragrafo 2, lettera c) del  trattato  sull'Unione  europea  relativa
alla lotta contro la corruzione nella quale sono coinvolti funzionari
delle Comunita' europee o degli Stati membri dell'Unione europea  (GU
C 195 del 25.6.1997, pag. 2) 
4. Convenzione del 18 dicembre 1997 stabilita  in  base  all'articolo
K.3 del trattato sull'Unione europea relativa alla mutua assistenza e
alla  cooperazione  tra   amministrazioni   doganali   (GU C 24   del
23.1.1998, pag. 2) 
5. Convenzione del 17 giugno 1998 stabilita in base all'articolo  K.3
del trattato sull'Unione europea relativa alle  decisioni  di  ritiro
della patente di guida (GU C 216 del 10.7.1998, pag. 2) 
6.  Convenzione  del  29  maggio   2000   stabilita   dal   Consiglio
conformemente  all'articolo  34  del  trattato  sull'Unione  europea,
relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra  gli  Stati
membri dell'Unione europea (GU C 197 del 12.7.2000, pag. 3) 
- Protocollo del 16 ottobre 2001, stabilito  dal  Consiglio  a  norma
dell'articolo 34 del trattato sull'Unione europea, della  convenzione
relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra  gli  Stati
membri dell'Unione europea 
(GU C 326 del 21.11.2001, pag. 2) 
 

                                                          ALLEGATO II 
 
Elenco  delle  disposizioni   dell'acquis   di   Schengen   integrate
nell'ambito dell'Unione europea e degli atti basati sul medesimo o ad
esso altrimenti collegati che saranno applicabili nella Repubblica di
Croazia  a  decorrere  dall'adesione   e   saranno   vincolanti   per
          quest'ultima (di cui all'articolo 4, paragrafo 1, 
                       dell'atto di adesione) 
 
1. L'accordo fra i governi degli Stati dell'Unione economica Benelux,
della Repubblica federale di Germania  e  della  Repubblica  francese
relativo  all'eliminazione  graduale  dei  controlli  alle  frontiere
comuni del 14 giugno 1985(1). 
2. Le seguenti disposizioni della Convenzione, firmata a Schengen  il
19 giugno 1990, di  applicazione  dell'accordo  di  Schengen  del  14
giugno 1985 relativo all'eliminazione  graduale  dei  controlli  alle
frontiere comuni, nonche' dei relativi atto  finale  e  dichiarazioni
comuni(2), modificate da alcuni degli atti elencati al  punto  8  del
presente allegato: 
articolo 1 nella misura in cui riguarda le disposizioni del  presente
punto; articolo  26;  articolo 39;  articoli  da  44  a  49  (esclusi
l'articolo 47, paragrafo 4, e l'articolo 49,  lettera  a)),  articolo
51, articoli da 54 a 58; articolo 62, paragrafo 3; articoli 67, 68  e
69; articoli 71 e 72; articoli 75 e 76;  articolo  82;  articolo  91;
articoli da 126 a 130 nella misura in cui riguardano le  disposizioni
del presente punto; e  articolo  136;  dichiarazioni  comuni  1  e  3
dell'atto finale. 
 
--------- 
(1) GU L 239 del 22.9.2000, pag. 13. 
(2) GU L 239 del 22.9.2000, pag. 19. 
 
3.  Le  seguenti  disposizioni  degli  accordi   di   adesione   alla
Convenzione, firmata a Schengen il 19 giugno  1990,  di  applicazione
dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione
graduale dei controlli alle  frontiere  comuni,  nonche'  degli  atti
finali e relative dichiarazioni,  modificate  da  alcuni  degli  atti
elencati al punto 8 del presente allegato: 
a) l'accordo, firmato il 19 dicembre 1996, di adesione del  Regno  di
Danimarca: 
- articolo 5, paragrafo 2, e articolo 6; 
b)  l'accordo,  firmato  il  19  dicembre  1996,  di  adesione  della
Repubblica di Finlandia: 
- articolo 5, 
- dichiarazione del governo della Repubblica  di  Finlandia  relativa
alle isole Åland dell'atto finale, parte III; 
c) l'accordo, firmato il 19 dicembre 1996, di adesione del  Regno  di
Svezia: 
- articolo 5. 
4. Gli accordi  e  le  convenzioni  seguenti  basati  sull'acquis  di
Schengen o ad esso altrimenti collegati: 
- l'accordo, del 18 maggio 1999, concluso dal  Consiglio  dell'Unione
europea con la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia sulla loro
associazione  all'attuazione,  all'applicazione   e   allo   sviluppo
dell'acquis di Schengen, compresi gli  allegati,  l'atto  finale,  le
dichiarazioni e gli scambi di  lettere  ad  esso  acclusi,  approvato
dalla decisione 1999/439/CE del Consiglio (GU L  176  del  10.7.1999,
pag. 35); 
- l'accordo, del 30 giugno 1999, concluso dal  Consiglio  dell'Unione
europea  e  dalla  Repubblica  d'Islanda  e  il  Regno  di   Norvegia
sull'instaurazione di diritti e obblighi fra  l'Irlanda  e  il  Regno
Unito di Gran  Bretagna  e  Irlanda  del  Nord,  da  un  lato,  e  la
Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia, dall'altro, nei  settori
dell'acquis di Schengen che riguardano tali  Stati,  approvato  dalla
decisione 2000/29/CE del Consiglio (GU L 15 del 20.1.2000, pag. 1); 
-  l'accordo  tra  l'Unione  europea,  la  Comunita'  europea  e   la
Confederazione svizzera, riguardante l'associazione  di  quest'ultima
all'attuazione,  all'applicazione  e  allo  sviluppo  dell'acquis  di
Schengen, firmato il 26 ottobre  2004  e  approvato  dalla  decisione
2008/146/CE  del  Consiglio  e  dalla  decisione   2008/149/GAI   del
Consiglio (GU L 53 del 27.2.2008, pag. 1 e pag. 50); 
- il protocollo  tra  l'Unione  europea,  la  Comunita'  europea,  la
Confederazione   svizzera   e   il   Principato   del   Liechtenstein
sull'adesione  del  Principato  del  Liechtenstein  all'accordo   tra
l'Unione europea, la Comunita' europea e la  Confederazione  svizzera
riguardante    l'associazione    della    Confederazione     svizzera
all'attuazione,  all'applicazione  e  allo  sviluppo  dell'acquis  di
Schengen, firmato il 28 febbraio 2008  e  approvato  dalla  decisione
2011/349/UE del Consiglio e dalla decisione 2011/350/UE del Consiglio
(GU L 160 del 18.6.2011, pag. 1 e pag. 19); 
- la convenzione fra la Comunita' europea e la Repubblica d'Islanda e
il Regno di Norvegia recante le modalita' di partecipazione  di  tali
Stati  all'Agenzia  europea  per  la  gestione   della   cooperazione
operativa alle  frontiere  esterne  degli  Stati  membri  dell'Unione
europea, compresa la dichiarazione congiunta ad essa acclusa, firmata
il 1° febbraio 2007  e  approvata  dalla  decisione  2007/511/CE  del
Consiglio (GU L 188 del 20.7.2007, pag. 15); 
- la convenzione fra  la  Comunita'  europea,  da  una  parte,  e  la
Confederazione  svizzera   e   il   Principato   del   Liechtenstein,
dall'altra, recante le modalita'  di  partecipazione  di  tali  Stati
all'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle
frontiere esterne degli Stati membri  dell'Unione  europea,  compresi
l'allegato e le dichiarazioni congiunte ad essa acclusi,  firmata  il
30  settembre  2009  e  approvata  dalla  decisione  2010/490/UE  del
Consiglio (GU L 243 del 16.9.2010, pag. 2); 
- l'accordo fra la Comunita' europea e la  Repubblica  d'Islanda,  il
Regno di Norvegia, la Confederazione svizzera  e  il  Principato  del
Liechtenstein su disposizioni complementari in relazione al Fondo per
le  frontiere  esterne  per  il  periodo   2007-2013,   comprese   le
dichiarazioni ad esso accluse, firmato il 19 marzo 2010 e e approvato
dalla decisione 2011/305/UE del Consiglio (GU L  137  del  25.5.2011,
pag. 1)(1). 
 
--------- 
(1) Nella misura in cui tale accordo non sia  ancora  concluso  e  si
applichi a titolo provvisorio. 
 
5. Le disposizioni delle  seguenti  decisioni  (vedi  GU  L  239  del
22.9.2000,  pag.  1)   del   Comitato   esecutivo   istituito   dalla
Convenzione, firmata a Schengen il 19 giugno  1990,  di  applicazione
dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione
graduale dei controlli alle frontiere comuni,  modificate  da  alcuni
degli atti elencati al punto 8 del presente allegato: 
- decisione  SCH/Com-ex  (93)  10  del  Comitato  esecutivo,  del  14
dicembre 1993,  riguardante  le  dichiarazioni  dei  Ministri  e  dei
sottosegretari di Stato; 
- decisione  SCH/Com-ex  (93)  14  del  Comitato  esecutivo,  del  14
dicembre  1993,  riguardante  il  miglioramento  della  prassi  della
cooperazione giudiziaria in materia di lotta contro il traffico degli
stupefacenti; 
- decisione SCH/Com-ex (94) 16 riv. del Comitato  esecutivo,  del  21
novembre 1994, riguardante l'acquisto dei timbri comuni d'ingresso  e
di uscita; 
- decisione SCH/Com-ex (94) 28 riv. del Comitato  esecutivo,  del  22
dicembre  1994,  riguardante  il  certificato  per  il  trasporto  di
stupefacenti e sostanze psicotrope, previsto all'articolo 75; 
- decisione SCH/Com-ex (94) 29, 2a rev. del Comitato  esecutivo,  del
22 dicembre 1994, relativa alla messa in vigore della convenzione  di
applicazione di Schengen del 19 giugno 1990; 
- decisione  SCH/Com-ex  (95)  21  del  Comitato  esecutivo,  del  20
dicembre 1995, riguardante  lo  scambio  in  tempi  brevi  tra  Stati
Schengen  di  statistiche  e  di  dati   concreti   che   evidenziano
un'eventuale disfunzione alle frontiere esterne; 
- decisione SCH/Com-ex (98) 1 2a rev. del Comitato esecutivo, del  21
aprile 1998,  riguardante  la  relazione  sull'attivita'  della  Task
Force, nella misura in cui riguarda le disposizioni del punto  2  del
presente allegato; 
- decisione SCH/Com-ex (98) 26 def. del Comitato  esecutivo,  del  16
settembre   1998,   riguardante   l'istituzione   della   Commissione
permanente della Convenzione di Schengen; 
- decisione SCH/Com-ex (98) 37 def. 2 del Comitato esecutivo, del  27
ottobre 1998, riguardante il  piano  d'azione  ai  fini  della  lotta
contro l'immigrazione illegale,  nella  misura  in  cui  riguarda  le
disposizioni del punto 2 del presente allegato; 
- decisione  SCH/Com-ex  (98)  52  del  Comitato  esecutivo,  del  16
dicembre  1998,   riguardante   il   Vademecum   sulla   cooperazione
transfrontaliera tra forze di polizia, nella misura in  cui  riguarda
le disposizioni del punto 2 del presente allegato; 
- decisione SCH/Com-ex (98) 59 riv. del Comitato  esecutivo,  del  16
dicembre 1998, riguardante un impiego  coordinato  di  consulenti  in
materia di documenti; 
- decisione SCH/Com-ex (99) 1, 2a rev. del Comitato esecutivo, del 28
aprile 1999, relativa allo standard degli Stati Schengen nel  settore
degli stupefacenti; 
- decisione SCH/Com-ex (99) 6 del Comitato esecutivo, del  28  aprile
1999, riguardante l'acquis Schengen nel settore telecomunicazioni; 
- decisione SCH/Com-ex (99) 7, 2a rev. del Comitato esecutivo, del 28
aprile 1999, riguardante i funzionari di collegamento; 
- decisione SCH/Com-ex (99) 8, 2a rev. del Comitato esecutivo, del 28
aprile 1999, riguardante i principi generali relativi al compenso  di
informatori e confidenti; 
- decisione SCH/Com-ex (99) 10 del Comitato esecutivo, del 28  aprile
1999, riguardante il traffico illecito di armi. 
6. Le seguenti dichiarazioni (vedi GU L 239 del  22.9.2000,  pag.  1)
del  Comitato  esecutivo  istituito  dalla  Convenzione,  firmata   a
Schengen il 19 giugno 1990, di applicazione dell'accordo di  Schengen
del 14 giugno 1985 relativo all'eliminazione graduale  dei  controlli
alle frontiere comuni, nella misura in cui riguardano le disposizioni
del punto 2 del presente allegato: 
-  dichiarazione  SCH/Com-ex  (96)  decl  6,  2a  rev.  del  Comitato
esecutivo, del 26 giugno 1996, relativa all'estradizione; 
- dichiarazione  SCH/Com-ex  (97)  decl  13,  2a  rev.  del  Comitato
esecutivo, del 9 febbraio 1998, riguardante il rapimento di minori. 
7. Le seguenti decisioni (vedi GU L 239 del 22.9.2000,  pag.  1)  del
Gruppo centrale istituito dalla Convenzione, firmata a Schengen il 19
giugno 1990, di applicazione dell'accordo di Schengen del  14  giugno
1985 relativo all'eliminazione graduale dei controlli alle  frontiere
comuni, nella misura in cui riguardano le disposizioni  del  punto  2
del presente allegato: 
- decisione SCH/C (98) 117 del Gruppo centrale, del 27 ottobre  1998,
riguardante  il  piano  d'azione   ai   fini   della   lotta   contro
l'immigrazione illegale; 
- decisione SCH/C (99) 25 del Gruppo centrale,  del  22  marzo  1999,
riguardante i principi generali relativi al compenso di informatori e
confidenti. 
8.  I  seguenti  atti  basati  sull'acquis  di  Schengen  o  ad  esso
altrimenti collegati: 
- regolamento (CE) n. 1683/95 del Consiglio, del 29 maggio 1995,  che
istituisce un modello uniforme per i visti (GU L 164  del  14.7.1995,
pag. 1); 
- decisione 1999/307/CE  del  Consiglio,  del  1°  maggio  1999,  che
stabilisce le modalita' d'integrazione del segretariato  di  Schengen
nel segretariato generale del Consiglio (GU L 119 del 7.5.1999,  pag.
49); 
- decisione 1999/435/CE  del  Consiglio,  del  20  maggio  1999,  che
definisce l'acquis di  Schengen  ai  fini  della  determinazione,  in
conformita' del trattato che istituisce la Comunita'  europea  e  del
trattato sull'Unione europea, della base giuridica per ciascuna delle
disposizioni o decisioni che costituiscono l'acquis  (GU  L  176  del
10.7.1999, pag. 1); 
- decisione 1999/436/CE  del  Consiglio,  del  20  maggio  1999,  che
determina, in conformita' delle pertinenti disposizioni del  trattato
che istituisce  la  Comunita'  europea  e  del  trattato  sull'Unione
europea,  la  base  giuridica  per  ciascuna  delle  disposizioni   o
decisioni che costituiscono  l'acquis  di  Schengen  (GU  L  176  del
10.7.1999, pag. 17); 
- decisione 1999/437/CE del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativa a
talune modalita' di applicazione dell'accordo concluso dal  Consiglio
dell'Unione europea  con  la  Repubblica  d'Islanda  e  il  Regno  di
Norvegia  sull'associazione  di  questi  due  Stati   all'attuazione,
all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen  (GU  L  176
del 10.7.1999, pag. 31); 
- decisione 1999/848/CE del Consiglio, del 13 dicembre 1999, relativa
alla piena applicazione dell'acquis di Schengen in Grecia (GU  L  327
del 21.12.1999, pag. 58); 
-  decisione  2000/365/CE  del  Consiglio,  del   29   maggio   2000,
riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna  e  Irlanda
del  Nord  di  partecipare  ad  alcune  disposizioni  dell'acquis  di
Schengen (GU L 131 dell'1.6.2000, pag. 43); 
- decisione 2000/586/GAI del Consiglio, del 28  settembre  2000,  che
istituisce una procedura per la modifica dell'articolo 40,  paragrafi
4 e 5, dell'articolo 41, paragrafo 7 e dell'articolo 65, paragrafo  2
della convenzione  di  applicazione  dell'accordo  Schengen,  del  14
giugno 1985, relativo all'eliminazione graduale  dei  controlli  alle
frontiere comuni (GU L 248 del 3.10.2000, pag. 1); 
- decisione 2000/777/CE del Consiglio, del 1° dicembre 2000, relativa
alla messa in applicazione  dell'acquis  di  Schengen  in  Danimarca,
Finlandia e Svezia nonche' in  Islanda  e  Norvegia  (GU  L  309  del
9.12.2000, pag. 24); 
- regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio, del 15 marzo 2001,  che
adotta l'elenco dei paesi terzi i  cui  cittadini  devono  essere  in
possesso del  visto  all'atto  dell'attraversamento  delle  frontiere
esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui  cittadini  sono  esenti  da
tale obbligo (GU L 81 del 21.3.2001, pag. 1); 
- direttiva 2001/51/CE del Consiglio, del 28 giugno 2001, che integra
le disposizioni dell'articolo 26 della  convenzione  di  applicazione
dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (GU L 187 del  10.7.2001,
pag. 45); 
- regolamento (CE) n. 333/2002 del Consiglio, del 18  febbraio  2002,
relativo  ad  un  modello  uniforme  di   foglio   utilizzabile   per
l'apposizione di un visto rilasciato dagli  Stati  membri  a  persone
titolari di un documento di  viaggio  non  riconosciuto  dallo  Stato
membro che emette il foglio (GU L 53 del 23.2.2002, pag. 4); 
-  decisione  2002/192/CE  del  Consiglio,  del  28  febbraio   2002,
riguardante  la  richiesta  dell'Irlanda  di  partecipare  ad  alcune
disposizioni dell'acquis di Schengen (GU L 64 del 7.3.2002, pag. 20); 
- regolamento (CE) n. 1030/2002 del Consiglio, del  13  giugno  2002,
che istituisce un  modello  uniforme  per  i  permessi  di  soggiorno
rilasciati a cittadini di paesi terzi (GU L 157 del  15.6.2002,  pag.
1); 
- decisione quadro 2002/946/GAI del Consiglio, del 28 novembre  2002,
relativa al rafforzamento del quadro penale per  la  repressione  del
favoreggiamento dell'ingresso, del transito e del soggiorno  illegali
(GU L 328 del 5.12.2002, pag. 1); 
- direttiva 2002/90/CE del Consiglio, del 28 novembre 2002,  volta  a
definire  il  favoreggiamento  dell'ingresso,  del  transito  e   del
soggiorno illegali (GU L 328 del 5.12.2002, pag. 17); 
-  decisione  2003/170/GAI  del  Consiglio,  del  27  febbraio  2003,
relativa  all'utilizzo  comune  degli   ufficiali   di   collegamento
distaccati all'estero dalle autorita' degli Stati  membri  incaricate
dell'applicazione della legge (GU L 67 del 12.3.2003, pag. 27); 
- decisione 2003/725/GAI del  Consiglio,  del  2  ottobre  2003,  che
modifica l'articolo  40,  paragrafi  1  e  7,  della  convenzione  di
applicazione dell'accordo di Schengen del  14  giugno  1985  relativo
all'eliminazione  graduale  dei  controlli  alle   frontiere   comuni
(GU L 260 dell'11.10.2003, pag. 37); 
- direttiva 2003/110/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa
all'assistenza durante il transito nell'ambito  di  provvedimenti  di
espulsione per via aerea (GU L 321 del 6.12.2003, pag. 26); 
- regolamento (CE) n. 377/2004 del Consiglio, del 19  febbraio  2004,
relativo alla creazione di una rete  di  funzionari  di  collegamento
incaricati dell'immigrazione (GU L 64 del 2.3.2004, pag. 1); 
- direttiva 2004/82/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, concernente
l'obbligo dei vettori di comunicare  i  dati  relativi  alle  persone
trasportate (GU L 261 del 6.8.2004, pag. 24); 
- decisione 2004/573/CE del Consiglio, del 29 aprile  2004,  relativa
all'organizzazione  di  voli  congiunti  per   l'allontanamento   dei
cittadini di paesi terzi illegalmente presenti nel territorio di  due
o piu' Stati membri (GU L 261 del 6.8.2004, pag. 28); 
- decisione  2004/512/CE  del  Consiglio,  dell'8  giugno  2004,  che
istituisce il sistema di informazione  visti  (VIS)  (GU  L  213  del
15.6.2004, pag. 5, e GU L 142M del 30.5.2006, pag. 60); 
- regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio, del 26  ottobre  2004,
che istituisce un'Agenzia europea per la gestione della  cooperazione
operativa alle  frontiere  esterne  degli  Stati  membri  dell'Unione
europea (GU L 349 del 25.11.2004, pag. 1, e GU L 153M  del  7.6.2006,
pag. 136); 
- regolamento (CE) n. 2252/2004 del Consiglio, del 13 dicembre  2004,
relativo alle  norme  sulle  caratteristiche  di  sicurezza  e  sugli
elementi  biometrici  dei  passaporti  e  dei  documenti  di  viaggio
rilasciati dagli Stati membri (GU L 385 del 29.12.2004, pag. 1, e  GU
L 153M del 7.6.2006, pag. 375); 
- decisione 2004/926/CE del Consiglio, del 22 dicembre 2004, relativa
all'attuazione di parte delle disposizioni dell'acquis di Schengen da
parte del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (GU  L  395
del 31.12.2004, pag. 70); 
- decisione 2005/267/CE del Consiglio, del 16  marzo  2005,  relativa
alla creazione sul web di una rete di  informazione  e  coordinamento
sicura per i servizi di gestione dell'immigrazione degli Stati membri
(GU L 83 dell'1.4.2005, pag. 48, e GU  L  159M  del  13.6.2006,  pag.
288); 
-  regolamento  (CE)  n.  562/2006  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, del 15 marzo 2006, che istituisce  un  codice  comunitario
relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte  delle
persone (codice frontiere Schengen) (GU L 105 del 13.4.2006, pag. 1),
esclusi l'articolo 1, prima frase, l'articolo 5, paragrafo 4, lettera
a), il titolo III e le disposizioni del titolo II e relativi allegati
riguardanti il sistema d'informazione Schengen (SIS); 
- decisione quadro 2006/960/GAI del Consiglio, del 18 dicembre  2006,
relativa  alla  semplificazione  dello  scambio  di  informazioni   e
intelligence tra le autorita' degli Stati membri dell'Unione  europea
incaricate dell'applicazione della legge 
(GU L 386 del 29.12.2006, pag. 89); 
-  regolamento  (CE)  n.  1931/2006  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 20 dicembre 2006, che stabilisce  norme  sul  traffico
frontaliero locale  alle  frontiere  terrestri  esterne  degli  Stati
membri e che modifica le disposizioni della convenzione Schengen  (GU
L 405 del 30.12.2006, pag. 1), esclusi l'articolo 4,  lettera  b),  e
l'articolo 9, lettera c); 
-  decisione  2007/471/CE  del  Consiglio,  del   12   giugno   2007,
sull'applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen relative
al Sistema  d'Informazione  Schengen  nella  Repubblica  ceca,  nella
Repubblica di Estonia, nella Repubblica di Lettonia, nella Repubblica
di Lituania, nella Repubblica di Ungheria, nella Repubblica di Malta,
nella Repubblica di Polonia, nella Repubblica  di  Slovenia  e  nella
Repubblica slovacca (GU L 179 del 7.7.2007, pag. 46); 
-  regolamento  (CE)  n.  863/2007  del  Parlamento  europeo  e   del
Consiglio, dell'11 luglio 2007, che istituisce un meccanismo  per  la
creazione di squadre di intervento rapido alle frontiere  e  modifica
il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio limitatamente  a  tale
meccanismo e disciplina  i  compiti  e  le  competenze  degli  agenti
distaccati (GU L 199 del 31.7.2007, pag. 30), escluse le disposizioni
dell'articolo 6, paragrafi 8 e 9, in quanto relative  all'accesso  al
sistema di informazione Schengen; 
- decisione 2007/801/CE del Consiglio, del  6  dicembre  2007,  sulla
piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di  Schengen  nella
Repubblica ceca, nella Repubblica di  Estonia,  nella  Repubblica  di
Lettonia, nella Repubblica di Lituania, nella Repubblica di Ungheria,
nella  Repubblica  di  Malta,  nella  Repubblica  di  Polonia,  nella
Repubblica  di  Slovenia  e  nella  Repubblica  slovacca  (GU  L  323
dell'8.12.2007, pag. 34); 
-  decisione  2008/421/CE  del  Consiglio,   del   5   giugno   2008,
sull'applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen relative
al sistema d'informazione Schengen nella Confederazione svizzera  (GU
L 149 del 7.6.2008, pag. 74); 
- articolo 6 della  decisione  2008/633/GAI  del  Consiglio,  del  23
giugno 2008, relativa all'accesso per la consultazione al sistema  di
informazione visti (VIS) da parte  delle  autorita'  designate  degli
Stati   membri   e   di   Europol   ai   fini   della    prevenzione,
dell'individuazione e dell'investigazione di reati  di  terrorismo  e
altri reati gravi (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 129); 
- decisione 2008/903/CE del Consiglio, del 27  novembre  2008,  sulla
piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di  Schengen  nella
Confederazione svizzera (GU L 327 del 5.12.2008, pag. 15); 
- decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio, del 27 novembre  2008,
sulla  protezione  dei  dati  personali  trattati  nell'ambito  della
cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale (GU L 350 del
30.12.2008, pag. 60); 
- direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del  Consiglio,  del
16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili  negli
Stati membri  al  rimpatrio  di  cittadini  di  paesi  terzi  il  cui
soggiorno e' irregolare (GU L 348 del 24.12.2008, pag. 98); 
- articolo 3 del regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento  europeo
e del Consiglio,  del  13  luglio  2009,  che  istituisce  un  codice
comunitario dei visti (codice dei visti)  (GU L  243  del  15.9.2009,
pag. 1); 
- decisione 2010/252/UE  del  Consiglio,  del  26  aprile  2010,  che
integra  il  codice  frontiere  Schengen  per  quanto   riguarda   la
sorveglianza delle frontiere marittime  esterne  nel  contesto  della
cooperazione  operativa  coordinata  dall'Agenzia  europea   per   la
gestione della cooperazione operativa alle  frontiere  esterne  degli
Stati membri dell'Unione europea (GU L 111 del 4.5.2010, pag. 20); 
-  decisione  2010/365/UE  del  Consiglio,  del   29   giugno   2010,
sull'applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen relative
al sistema d'informazione Schengen nella Repubblica di Bulgaria e  in
Romania (GU L 166 dell'1.7.2010, pag. 17). 
 

                                                         Allegato III 
 
        Elenco di cui all'articolo 15 dell'atto di adesione: 
          adattamenti degli atti adottati dalle istituzioni 
 
 
1. LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI 
 
32005 L 0036: Direttiva  2005/36/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 7 settembre 2005,  relativa  al  riconoscimento  delle
qualifiche professionali (GU L 255 del 30.9.2005, pag. 22) 
 
a) All'articolo 23, il paragrafo 5 e' sostituito dal seguente: 
"5. Fatto salvo l'articolo 43 ter,  ogni  Stato  membro  riconosce  i
titoli di formazione in medicina che  danno  accesso  alle  attivita'
professionali  di  medico  con  formazione  di  base  e   di   medico
specialista, di infermiere responsabile dell'assistenza generale,  di
dentista, di dentista specialista, di veterinario, di  ostetrica,  di
farmacista e di architetto che sono in possesso  di  cittadini  degli
Stati membri e che sono stati rilasciati nell'ex Jugoslavia o  per  i
quali la corrispondente formazione e' iniziata 
a) per la Slovenia, anteriormente al 25 giugno 1991 e 
b) per la Croazia, anteriormente all'8 ottobre 1991, 
qualora le autorita' degli Stati membri summenzionati  attestino  che
detti titoli hanno sul loro territorio la stessa validita'  giuridica
dei titoli che esse rilasciano e, per quanto riguarda gli architetti,
la stessa validita' giuridica dei titoli menzionati, per detti  Stati
membri, all'allegato VI, punto 6, per quanto riguarda l'accesso alle,
e l'esercizio delle, attivita' professionali di medico con formazione
di base, medico specialista, infermiere responsabile  dell'assistenza
generale, dentista, dentista specialista,  veterinario,  ostetrica  e
farmacista, relativamente alle  attivita'  di  cui  all'articolo  45,
paragrafo 2, e di architetto, relativamente  alle  attivita'  di  cui
all'articolo 48. 
Detto attestato deve essere corredato di  un  certificato  rilasciato
dalle medesime autorita', il  quale  dimostri  l'effettivo  e  lecito
esercizio da parte dei cittadini di tali Stati membri, nel territorio
di  questi,  delle  attivita'  in  questione  per  almeno  tre   anni
consecutivi nei cinque anni precedenti il rilascio del certificato." 
b) E' inserito l'articolo seguente: 
"Articolo 43 ter 
I diritti acquisiti in ostetricia non si applicano ai seguenti titoli
ottenuti in Croazia anteriormente al l° luglio 2013: visa  medicinska
sestra  ginekolosko-opstetrickog  smjera   (infermiere   di   livello
superiore  in   area   ostetrico-ginecologica),   medicinska   sestra
ginekolosko-opstetrickog     smjera     (infermiere      in      area
ostetrico-ginecologica), visa medicinska  sestra  primaljskog  smjera
(infermiere  di  livello  superiore  con  diploma   in   ostetricia),
medicinska sestra  primaljskog  smjera  (infermiere  con  diploma  in
ostetricia),  ginekoloskoopstetricka  primalja  (ostetrica  in   area
ostetrico-ginecologica) e primalja (ostetrica).". 
 
2. DIRITTO DELLA PROPRIETA' INTELLETTUALE 
 
I. MARCHIO COMUNITARIO 
 
32009 R 0207: Regolamento (CE) n.  207/2009  del  Consiglio,  del  26
febbraio 2009, sul marchio comunitario (GU L 78 del  24.3.2009,  pag.
1) 
All'articolo 165, il paragrafo 1 e' sostituito dal seguente: 
"1.  A  decorrere  dalla  data  di  adesione  della  Bulgaria,  della
Repubblica  ceca,  dell'Estonia,  della  Croazia,  di  Cipro,   della
Lettonia, della Lituania, dell'Ungheria,  di  Malta,  della  Polonia,
della Romania,  della  Slovenia  e  della  Slovacchia  (in  prosieguo
denominati: "nuovo Stato membro", "nuovi Stati membri"),  un  marchio
comunitario registrato o richiesto a norma del  presente  regolamento
prima della rispettiva data di adesione e' esteso  al  territorio  di
questi Stati membri, affinche' produca gli stessi effetti in tutta la
Comunita'.". 
 
II. CERTIFICATI PROTETTIVI COMPLEMENTARI 
 
1. 31996 R 1610: Regolamento (CE) n. 1610/96 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 23 luglio 1996, sull'istituzione di un certificato
protettivo complementare  per  i  prodotti  titosanitari  (GU  L  198
dell'8.8.1996, pag. 30). 
a) All'articolo 19 bis e' aggiunta la lettera seguente: 
"m) Qualsiasi prodotto titosanitario protetto da un brevetto di  base
in vigore e per il quale, in quanto prodotto fitosanitario, sia stata
rilasciata una prima autorizzazione di immissione in  commercio  dopo
il 1° gennaio 2003 puo' formare oggetto di un certificato in Croazia,
purche' la domanda di certificato sia depositata entro il termine  di
sei mesi dalla data di adesione.". 
b) All'articolo 20, il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: 
"2. Il presente regolamento  si  applica  ai  certificati  protettivi
complementari rilasciati conformemente  alla  legislazione  nazionale
della Repubblica ceca, dell'Estonia, della Croazia, di  Cipro,  della
Lettonia, della Lituania, di Malta,  della  Polonia,  della  Romania,
della Slovenia e della Slovacchia anteriormente alla rispettiva  data
di adesione.". 
2. 32009 R 0469: Regolamento (CE) n. 469/2009 del Parlamento  europeo
e del Consiglio,  del  6  maggio  2009,  sul  certificato  protettivo
complementare per i medicinali (GU L 152 del 16.6.2009, pag. 1) 
a) All'articolo 20 e' aggiunta la lettera seguente: 
"m) qualsiasi medicinale protetto da un brevetto di base in vigore  e
per il quale, in quanto medicinale, sia stata  rilasciata  una  prima
autorizzazione di immissione in commercio dopo  il  1°  gennaio  2003
puo' formare oggetto di un certificato in Croazia, purche' la domanda
di  certificato  venga  depositata  entro  sei  mesi  dalla  data  di
adesione.". 
b) All'articolo 21, il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: 
"2. Il presente regolamento  si  applica  ai  certificati  protettivi
complementari rilasciati conformemente  alla  legislazione  nazionale
della Repubblica ceca, dell'Estonia, della Croazia, di  Cipro,  della
Lettonia, della Lituania, di Malta,  della  Polonia,  della  Romania,
della Slovenia e della Slovacchia anteriormente alla rispettiva  data
di adesione.". 
 
III. DISEGNI E MODELLI COMUNITARI 
 
32002 R 0006: Regolamento  (CE)  n.  6/2002  del  Consiglio,  del  12
dicembre 2001, su disegni e modelli comunitari (GU L 3 del  5.1.2002,
pag. 1) 
All'articolo 110 bis, il paragrafo 1 e' sostituito dal seguente: 
"1.  A  decorrere  dalla  data  di  adesione  della  Bulgaria,  della
Repubblica  ceca,  dell'Estonia,  della  Croazia,  di  Cipro,   della
Lettonia, della Lituania, dell'Ungheria,  di  Malta,  della  Polonia,
della Romania, della  Slovenia  e  della  Slovacchia  (in  prosieguo:
"i(l)nuovi(o) Stati(o) membri(o)"), i disegni  e  modelli  comunitari
protetti o depositati a norma del presente  regolamento  prima  della
rispettiva data di adesione si estendono al loro territorio  al  fine
di produrre gli stessi effetti in tutta la Comunita'.". 
 
3. SERVIZI FINANZIARI 
 
32006 L 0048: Direttiva  2006/48/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 14 giugno  2006,  relativa  all'accesso  all'attivita'
degli enti creditizi ed al suo esercizio (rifusione) (GU  L  177  del
30.6.2006, pag. 1) 
All'articolo 2, dopo la voce relativa alla Francia,  e'  inserita  la
voce seguente: 
"- in Croazia: dalle "kreditne unije"  e  dalla  "Hrvatska  banka  za
obnovu i razvitak";". 
 
4. AGRICOLTURA 
 
1. 31991 R 1601: Regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio,  del  10
giugno  1991,  che  stabilisce  le  regole  generali  relative   alla
definizione,  alla  designazione  e  alla  presentazione   dei   vini
aromatizzati, delle  bevande  aromatizzate  a  base  di  vino  e  dei
cocktail  aromatizzati  di  prodotti  vitivinicoli  (GU  L  149   del
14.6.1991, pag. 1) 
Nell'allegato  II,  dopo  la  denominazione  geografica   "Nürnberger
Glühwein" e' inserita la denominazione geografica seguente: 
"Samoborski bennet". 
2. 32007 R 1234: Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del  22
ottobre 2007, recante organizzazione comune dei  mercati  agricoli  e
disposizioni specifiche per  taluni  prodotti  agricoli  (regolamento
unico OCM) (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) 
a) All'articolo 66 e' inserito il paragrafo seguente: 
"4 bis. Per la Croazia e'  istituita  una  riserva  speciale  per  la
ristrutturazione, come  indicato  nell'allegato  IX,  punto  2.  Tale
riserva  e'  liberata  dal  1°  aprile  della   prima   campagna   di
contingentamento dopo l'adesione, a  condizione  che  il  consumo  in
azienda di latte  e  di  prodotti  lattiero-caseari  in  Croazia  sia
diminuito nel periodo 2008-2012. 
La decisione relativa alla  liberazione  della  riserva  e  alla  sua
distribuzione tra le quote per le consegne e per le  vendite  dirette
e'  adottata  dalla  Commissione  secondo   la   procedura   di   cui
all'articolo 195, paragrafo 2, sulla scorta della valutazione di' una
relazione che la Croazia dovra' presentare entro il 31 dicembre 2013.
Tale relazione esporra'  in  dettaglio  i  risultati  e  le  tendenze
dell'effettivo   processo   di'    ristrutturazione    del    settore
lattiero-caseario  croato  e,  in  particolare,  il  passaggio  dalla
produzione per il consumo in azienda  alla  produzione  destinata  al
mercato.". 
b) All'articolo 103 duodecies, paragrafo  1,  e'  aggiunto  il  comma
seguente: 
"Il presente paragrafo non si applica alla  Croazia  per  l'esercizio
finanziario 2013. La Croazia sottopone alla Commissione  un  progetto
di  programma  quinquennale   di   sostegno   per   il   periodo   di
programmazione 2014-2018.". 
c) All'allegato  III,  parte  II,  il  punto  13  e'  sostituito  dal
seguente: 
"13. "raffineria a tempo pieno": un'unita' di produzione: 
- la cui unica attivita' consiste nella raffinazione di  zucchero  di
canna greggio di importazione, 
oppure 
- che ha raffinato una quantita' pari ad almeno 15 000 tonnellate  di
zucchero di canna greggio di importazione nel corso della campagna di
commercializzazione 2004/2005. Ai fini  del  presente  trattino,  nel
caso della Croazia la campagna di commercializzazione e' la  campagna
2007/2008.". 
d) L'allegato VI e' sostituito dal seguente: 
"ALLEGATO VI 
QUOTE NAZIONALI E REGIONALI 
a decorrere dalla campagna di commercializzazione 2010/2011 
(in tonnellate) 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
i) Nell'allegato XI ter, appendice, punto 2, e' aggiunta  la  lettera
seguente: 
"h) in Croazia, le  superfici  vitate  nelle  sottoregioni  seguenti:
Moslavina,     PrigorjeBilogora,      Plesivica,      Pokuplje      e
Zagorje-Medimurje.". 
j) Nell'allegato XI ter, appendice, punto 3, e' aggiunta  la  lettera
seguente: 
"h) in Croazia, le  superfici  vitate  nelle  sottoregioni  seguenti:
Hrvatsko Podunavlje e Slavonija.". 
k) Nell'allegato XI ter, appendice, punto 4, e' aggiunta  la  lettera
seguente: 
"g) in Croazia, le  superfici  vitate  nelle  sottoregioni  seguenti:
Hrvatska  Istra,  Hrvatsko  primorje,  Dalmatinska  zagora,  Sjeverna
Dalmacija e Srednja i Juzna Dalmacija.". 
3. 32008 R0110: Regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 15 gennaio 2008, relativo alla  definizione,  alla
designazione, alla presentazione, all'etichettatura e alla protezione
delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose e che abroga il
regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio (GU L  39  del  13.2.2008,
pag. 16) 
a) All'articolo 20 e' aggiunto il paragrafo seguente: 
"4. Il termine di presentazione delle  schede  tecniche,  di  cui  al
paragrafo 1, si applica  anche  alle  indicazioni  geografiche  della
Croazia elencate nell'allegato III.". 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
4. 32009 R 0073: Regolamento (CE) n. 73 2009 del  Consiglio,  del  19
gennaio 2009, che stabilisce  norme  comuni  relative  ai  regimi  di
sostegno diretto agli agricoltori nell'ambito della politica agricola
comune  e  istituisce  taluni  regimi  di  sostegno  a  favore  degli
agricoltori, e che modifica i regolamenti (CE) n. 1290/2005, (CE)  n.
247/2006, (CE) n. 378/2007 e abroga il regolamento (CE) n.  1782/2003
(GU L 30 del 31.1.2009, pag. 16). 
a) All'articolo 2, la lettera g) e' sostituita dalla seguente: 
"g) "nuovi Stati membri": la Bulgaria, la Repubblica ceca, l'Estonia,
la Croazia, Cipro, la Lettonia, la Lituania,  l'Ungheria,  Malta,  la
Polonia, la Romania, la Slovenia e la Slovacchia;". 
b) All'articolo 6, paragrafo 2, il  primo  comma  e'  sostituito  dal
seguente: 
"2. Gli Stati  membri  diversi  dai  nuovi  Stati  membri  provvedono
affinche' le terre investite a pascolo permanente alla data  prevista
per le domande di aiuto per superficie per il 2003 siano mantenute  a
pascolo permanente. I nuovi  Stati  membri  diversi  dalla  Bulgaria,
dalla Croazia e dalla Romania provvedono affinche' le terre investite
a pascolo permanente al l° maggio  2004  siano  mantenute  a  pascolo
permanente. La Bulgaria e la Romania provvedono  affinche'  le  terre
investite a pascolo permanente al l° gennaio 2007 siano  mantenute  a
pascolo permanente. La Croazia provvede affinche' le terre  investite
a pascolo peinianente al 1 ° luglio 2013 siano  mantenute  a  pascolo
permanente". 
c) All'articolo  33,  paragrafo  1,  lettera  b),  il  punto  iv)  e'
sostituito dal seguente: 
"iv) a norma dell'articolo 47, paragrafo 2, degli articoli 57  bis  e
59, dell'articolo 64, paragrafo 2, terzo comma,  dell'articolo  65  e
dell'articolo 68, paragrafo 4, lettera c).". 
d) All'articolo 51, paragrafo 1, e' aggiunto il comma seguente: 
"La  Croazia  puo'  decidere  di  avvalersi  delle  facolta'  di  cui
all'articolo  52  e  all'articolo  53,  paragrafo  1,  del   presente
regolamento. Tale decisione e' comunicata alla Commissione  entro  il
15 luglio 2013.". 
e) All'articolo 51, paragrafo 2, e' aggiunto il comma seguente: 
"In deroga al secondo comma, nel caso della Croazia tale massimale e'
stabilito sulla base dei massimali nazionali di cui all'articolo 104,
paragrafo 4, e all'articolo 112, paragrafo  5,  per  quanto  riguarda
rispettivamente i  pagamenti  per  le  carni  ovine  e  caprine  e  i
pagamenti per i bovini di cui agli articoli 52 e  53,  tenendo  conto
dello  schema  di  introduzione  dei   pagamenti   diretti   di   cui
all'articolo 121.". 
f) All'articolo  52,  dopo  il  primo  comma  e'  inserito  il  comma
seguente: 
"In deroga al primo comma, la Croazia puo'  trattenere  fino  al  50%
dell'importo  risultante  dal  massimale  di  cui  all'articolo   51,
paragrafo 2, terzo comma, del presente regolamento al fine di versare
agli agricoltori un pagamento supplementare su base annua.". 
g) All'articolo 53, paragrafo 1, dopo il primo comma e'  inserito  il
comma seguente: 
"In deroga al primo comma, la Croazia puo' trattenere tutto  o  parte
dell'importo  risultante  dal  massimale  di  cui  all'articolo   51,
paragrafo 2, terzo comma, del presente regolamento al fine di versare
agli agricoltori un pagamento supplementare su base annua.". 
h) Al titolo 3, capitolo 3, il titolo e' sostituito dal seguente: 
"Attuazione nei nuovi Stati membri che hanno applicato il  regime  di
pagamento unico per superficie e in Croazia". 
i) All'articolo 55, il titolo e' sostituito dal seguente: 
"Introduzione del regime di pagamento unico negli  Stati  membri  che
hanno applicato il regime di pagamento  unico  per  superficie  e  in
Croazia". 
j) All'articolo 55, paragrafo 1, il primo  comma  e'  sostituito  dal
seguente: 
"1. Salvo se altrimenti disposto nel presente capitolo,  il  presente
titolo si applica ai nuovi Stati membri che hanno applicato il regime
di pagamento unico per superficie previsto al titolo V, capitolo 2, e
alla Croazia.". 
k) All'articolo 57, paragrafo 1, e' aggiunta la frase seguente: 
"Per la Croazia tale riduzione non supera il 20% del massimale  annuo
indicato nella tabella 3 dell'allegato VIII.". 
1) All'articolo 57, paragrafo 3, sono aggiunte le frasi seguenti: 
"In Croazia  l'utilizzazione  della  riserva  nazionale  e'  soggetta
all'autorizzazione della Commissione mediante un atto  di  esecuzione
senza  l'assistenza  del  comitato  di  cui  all'articolo   141.   La
Commissione esamina in particolare l'istituzione di qualsiasi  regime
nazionale di  pagamenti  diretti  applicabile  prima  della  data  di
adesione e le relative condizioni di applicazione.  La  richiesta  di
autorizzare l'utilizzazione  della  riserva  nazionale  e'  trasmessa
dalla Croazia alla Commissione entro il 15 luglio 2013.". 
m) E' inserito l'articolo seguente: 
"Articolo 57 bis 
Riserva nazionale speciale per lo sminamento in Croazia 
1. La Croazia crea una riserva nazionale speciale per  lo  sminamento
che e' utilizzata allo scopo di  assegnare,  durante  un  periodo  di
dieci anni dopo l'adesione, in base a criteri oggettivi e in modo  da
assicurare la parita' di trattamento tra gli agricoltori  ed  evitare
distorsioni del mercato e della concorrenza, diritti  all'aiuto  agli
agricoltori con terreni sminati che tornano ad essere utilizzati  per
le attivita' agricole. 
2. I terreni ammissibili all'assegnazione dei  diritti  all'aiuto  ai
sensi del presente articolo non sono ammissibili all'assegnazione dei
diritti all'aiuto ai sensi degli articoli 59 e 61. 
3. Il valore dei diritti all'aiuto stabiliti  a  norma  del  presente
articolo  non  supera  il  valore  dei  diritti  all'aiuto  stabiliti
rispettivamente a norma degli articoli 59 e 61. 
4. L'importo massimo assegnato alla riserva nazionale speciale per lo
sminamento e' pari a 9 600 000 EUR e forma oggetto  dello  schema  di
introduzione dei pagamenti  diretti  di  cui  all'articolo  121.  Gli
importi annui massimi sono fissati come segue: 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
5. Nel primo anno di attuazione del regime  di  pagamento  unico,  la
Croazia assegna diritti all'aiuto agli  agricoltori  sulla  base  dei
terreni che sono stati sminati e dichiarati dagli  agricoltori  nelle
domande di aiuto presentate nel primo anno di attuazione  del  regime
di pagamento unico e sono  stati  restituiti  all'uso  per  attivita'
agricole tra il 1° gennaio 2005 e il 31 dicembre 2012. 
6. Per gli anni dal 2013 al 2022, i diritti all'aiuto sono  assegnati
agli agricoltori sulla base dei terreni  che  sono  stati  sminati  e
dichiarati dagli agricoltori nell'anno in questione a condizione  che
tali terreni siano stati restituiti all'uso  per  attivita'  agricole
durante l'anno civile precedente e che cio' sia stato comunicato alla
Commissione conformemente al paragrafo 9. 
7.  Al  fine  di  assicurare  un  utilizzo  appropriato   dei   fondi
dell'Unione, la Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo
141, paragrafo 2,  modifica  il  massimale  di  cui  alla  tabella  3
dell'allegato VIII al fine di  aggiungervi  gli  importi  provenienti
dalla riserva nazionale speciale per lo  sminamento  che  sono  stati
assegnati entro il 31 dicembre 2022. 
8.  Tutti  i  terreni  dichiarati  ai  fini  del  presente   articolo
corrispondono  alla  definizione  di  ettaro   ammissibile   di   cui
all'articolo 34, paragrafo 2. 
9. Entro il 15 luglio 2013, la Croazia comunica alla  Commissione  la
superficie dei terreni  ammissibili  conformemente  al  paragrafo  5,
indicando sia i terreni ammissibili ai livelli di  sostegno  a  norma
dell'articolo 59 sia i terreni ammissibili ai livelli di  sostegno  a
norma  dell'articolo  61.  Tale  comunicazione  include  altresi'  le
informazioni sulle  corrispondenti  dotazioni  di  bilancio  e  sugli
importi non utilizzati. A decorrere dal 2014, entro il 31 gennaio  di
ogni anno e' trasmessa alla Commissione una comunicazione  contenente
le stesse  informazioni  relativa  all'anno  civile  precedente,  che
specifica le superfici restituite all'uso per le attivita' agricole e
le corrispondenti dotazioni di bilancio. 
10. Entro il 31 dicembre 2012, tutti i terreni minati e sminati per i
quali gli agricoltori potrebbero ricevere diritti all'aiuto a partire
dalla riserva nazionale speciale per lo sminamento sono recensiti nel
sistema integrato di gestione e di controllo istituito  a  norma  del
titolo II, capitolo 4.". 
n) All'articolo 59 e' aggiunto il paragrafo seguente: 
"4. La Commissione, secondo la procedura  di  cui  all'articolo  141,
paragrafo 2, adotta le norme relative all'assegnazione  iniziale  dei
diritti all'aiuto in Croazia.". 
o) All'articolo 61 e' aggiunto il comma seguente: 
"Per la Croazia la data di cui al primo comma, lettere a) e b), e' il
30 giugno 2011.". 
p) All'articolo 69, paragrafo 1, primo comma, e'  aggiunto  il  testo
seguente: 
"La Croazia puo' decidere, entro la data di adesione, di utilizzare a
decorrere dal primo anno di attuazione del regime di pagamento  unico
di cui all'articolo 59,  paragrafo  2,  sino  al  10%  del  massimale
nazionale di cui  all'articolo  40  come  indicato  nella  tabella  3
dell'allegato VIII.". 
q) All'articolo 69, paragrafo 9, primo comma, dopo la lettera  a)  e'
inserita la lettera seguente: 
"a bis) specificati per il 2022 nel caso della Croazia;". 
r) All'articolo 104, il paragrafo 4 e' sostituito dal seguente: 
"4. Si applicano i seguenti massimali nazionali: 
 
    

         Stati membri             Massimale nazionale
|============================|==========================|
| Bulgaria                   |        2 058 483         |
|----------------------------|--------------------------|
| Repubblica ceca            |           66 733         |
|----------------------------|--------------------------|
| Danimarca                  |          104 000         |
|----------------------------|--------------------------|
| Estonia                    |           48 000         |
|----------------------------|--------------------------|
| Spagna                     |       19 580 000         |
|----------------------------|--------------------------|
| Francia                    |        7 842 000         |
|----------------------------|--------------------------|
| Croazia                    |          542 651         |
|----------------------------|--------------------------|
| Cipro                      |          472 401         |
|----------------------------|--------------------------|
| Lettonia                   |           18 437         |
|----------------------------|--------------------------|
| Lituania                   |           17 304         |
|----------------------------|--------------------------|
| Ungheria                   |        1 146 000         |
|----------------------------|--------------------------|
| Polonia                    |          335 880         |
|----------------------------|--------------------------|
| Portogallo                 |        2 690 000         |
|----------------------------|--------------------------|
| Romania                    |        5 880 620         |
|----------------------------|--------------------------|
| Slovenia                   |           84 909         |
|----------------------------|--------------------------|
| Slovacchia                 |          305 756         |
|----------------------------|--------------------------|
| Finlandia                  |           80 000         |
|----------------------------|--------------------------|
| Totale                     |       41 273 174         |
|============================|==========================|
                                                          ".

    
 
s) All'articolo 112, paragrafo 5, dopo la voce relativa alla Francia,
e' inserita la voce seguente: 
    

"
|============================|==========================|
|         Croazia            |         105 270          |
|============================|==========================|
                                                          ".

    
 
t) L'articolo 121 e' sostituito dal seguente: 
"Articolo 121 
Introduzione dei pagamenti diretti 
"I pagamenti diretti sono introdotti nei nuovi Stati  membri  diversi
dalla Bulgaria,  dalla  Croazia  e  dalla  Romania  conformemente  al
seguente schema degli incrementi, espressi in percentuale del livello
di tali pagamenti applicabile in  quel  momento  negli  Stati  membri
diversi dai nuovi Stati membri: 
-       60% nel 2009, 
-       70% nel 2010, 
-       80% nel 2011, 
-       90% nel 2012, 
-      100% a decorrere dal 2013. 
In  Bulgaria  e  Romania,  i  pagamenti   diretti   sono   introdotti
conformemente  al  seguente  schema  degli  incrementi,  espressi  in
percentuale del livello di tali pagamenti applicabile in quel momento
negli Stati membri diversi dai nuovi Stati membri: 
-       35% nel 2009, -       40% nel  2010,  -       50%  nel  2011,
-       60% nel 2012, -       70% nel  2013,  -       80%  nel  2014,
-       90% nel 2015, 
-      100% a decorrere dal 2016. 
In Croazia, i pagamenti  diretti  sono  introdotti  conformemente  al
seguente schema degli incrementi, espressi in percentuale del livello
di tali pagamenti applicabile in  quel  momento  negli  Stati  membri
diversi dai nuovi Stati membri: 
-       25% nel 2013, -       30% nel  2014,  -       35%  nel  2015,
-       40% nel 2016, -       50% nel  2017,  -       60%  nel  2018,
-       70% nel 2019, -       80% nel 2020, -       90% nel 2021, 
-      100% a decorrere dal 2022.". 
u) All'articolo 132, paragrafo 2, dopo il secondo comma  e'  aggiunto
il comma seguente: 
"In deroga al primo  comma,  lettere  a)  e  b),  la  Croazia  ha  la
possibilita' di integrare  i  pagamenti  diretti  sino  al  100%  del
livello applicabile  negli  Stati  membri  diversi  dai  nuovi  Stati
membri.". 
v) Nell'allegato VII, dopo la voce relativa alla Francia, e' inserita
la voce seguente: 
    

"
|================|================|================|
|    Croazia     |       100      |        1       |
|================|================|================|
                                                     ".

    
w) Nell'allegato VIII e' aggiunta la tabella seguente: 
 
"Tabella 3 (*) 
    

-------|------|-------|-------|-------|-------|-------|--------
Stato  | 2013 |  2014 |  2015 |  2016 |  2017 |  2018 |  2019
membro |      |       |       |       |       |       |
-------|------|-------|-------|-------|-------|-------|--------
Croazia|93 250|111 900|130 550|149 200|186 500|223 800|261 100|

-------|-------|-------|--------
Stato  |  2020 |  2021 |  2022
membro |       |       |
-------|-------|-------|--------
Croazia|298 400|335 700|373 000|

(*) Massimali calcolati tenendo conto dello schema degli
    incrementi di cui all'articolo 121.".

    
 
5. PESCA 
 
1. 32002 R 2371: Regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del  20
dicembre  2002,  relativo  alla  conservazione  e  allo  sfruttamento
sostenibile delle risorse  della  pesca  nell'ambito  della  politica
comune della pesca (GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59) 
Nell'allegato I sono aggiunte le parti seguenti: 
 
"11. ACQUE COSTIERE DELLA CROAZIA* 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
12. ACQUE COSTIERE DELLA SLOVENIA* 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
2. 32006 R 1198: Regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio, del  27
luglio 2006, relativo al Fondo europeo per la pesca  (GU  L  223  del
15.8.2006, pag. 1) 
a) All'articolo 27 e' aggiunto il paragrafo seguente: 
"5. Il FEP puo' contribuire al finanziamento di un  regime  di  premi
individuali per i pescatori che beneficeranno del regime  in  materia
di accesso di cui all'allegato I, parte II, del regolamento  (CE)  n.
2371/2002, modificato dall'atto di adesione della Croazia. Il  regime
puo' applicarsi soltanto nel periodo dal  2014  al  2015  o,  qualora
dovesse verificarsi prima di tale termine, fino alla  data  di  piena
attuazione del lodo arbitrale derivante dall'accordo arbitrale tra il
governo della Repubblica di Slovenia e il governo della Repubblica di
Croazia firmato a Stoccolma il 4 novembre 2009.". 
b) All'articolo 29, il paragrafo 3 e' sostituito dal seguente: 
"3. In deroga al paragrafo 2, nelle regioni ultraperiferiche e  nelle
isole periferiche greche, nonche' nelle isole croate  di  Dugi  otok,
Vis, Mljet e Lastovo, gli aiuti possono essere concessi  a  tutte  le
imprese.". 
c) All'articolo 35, il paragrafo 4 e' sostituito dal seguente: 
"4. In deroga al paragrafo 3, nelle regioni ultraperiferiche e  nelle
isole periferiche greche, nonche' nelle isole croate  di  Dugi  otok,
Vis, Mljet e Lastovo, gli aiuti possono essere concessi  a  tutte  le
imprese.". 
d) All'articolo 53, paragrafo 9, il primo  comma  e'  sostituito  dal
seguente: 
"9. Qualora le  operazioni  siano  finanziate  dal  FEP  nelle  isole
periferiche greche che si trovano in condizioni svantaggiate data  la
loro posizione remota e nelle regioni ultraperiferiche, nonche' nelle
isole croate di Dugi otok, Vis, Mljet e Lastovo, il  massimale  della
partecipazione del FEP per ciascun asse prioritario e' aumentato fino
a 10 punti percentuali nelle  regioni  ammissibili  all'obiettivo  di
convergenza e  fino  a  35  punti  percentuali  per  le  regioni  non
ammissibili all'obiettivo di convergenza.". 
e) Nell'allegato II, lettera  a),  la  tabella  e'  sostituita  dalla
seguente: 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
f) Nell'allegato II, lettera a), il  secondo  comma  del  sottotitolo
"Gruppo 2" e' sostituito dal seguente: 
"A seguito dell'applicazione di (*) e (**), qualora  il  FEP  finanzi
operazioni  di  cui  all'articolo  25,  paragrafo  3,  a  favore   di
pescherecci adibiti alla piccola pesca  costiera,  la  voce  (B)  del
gruppo 2 sara': 
- pari o superiore a 60 punti percentuali (B ≥60%) per le regioni che
rientrano nell'obiettivo di convergenza, le isole periferiche greche,
le isole croate di Dugi otok, Vis, Mljet e Lastovo e le  regioni  che
non rientrano nell'obiettivo di convergenza 
e 
- pari o superiore a 50 punti percentuali (B  ≥50%)  per  le  regioni
ultraperiferiche.". 
 
6. FISCALITA' 
 
1. 32006 L 0112: Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre
2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU  L
347 dell'11.12.2006, pag. 1) 
All'articolo 287 e' aggiunto il punto seguente: 
"19) Croazia: 35 000 EUR.". 
2. 32008 L 0118: Direttiva 2008/118/CE del Consiglio, del 16 dicembre
2008, relativa al regime  generale  delle  accise  e  che  abroga  la
direttiva 92/12/CEE 
(GU L 9 del 14.1.2009, pag. 12) 
All'articolo 46, il paragrafo 3 e' sostituito dal seguente: 
"3. Fatto salvo  l'articolo  32,  gli  Stati  membri  non  menzionati
all'articolo 2, paragrafo 2, terzo e quarto  comma,  della  direttiva
92/79/CEE possono applicare, dal 1°  gennaio  2014,  nel  caso  delle
sigarette che possono essere introdotte  nel  loro  territorio  senza
pagamento  di  un'ulteriore  accisa,  un  limite   quantitativo   non
inferiore a 300 pezzi per quanto riguarda  le  sigarette  immesse  in
provenienza da uno Stato membro che applica, ai  sensi  dell'articolo
2, paragrafo 2, terzo e  quarto  comma,  di  tale  direttiva,  accise
inferiori a quelle risultanti dall'articolo  2,  paragrafo  2,  primo
comma. 
Gli Stati membri di cui all'articolo 2, paragrafo 2, terzo  e  quarto
comma, della direttiva 92/79/CEE che applicano un'accisa di almeno 77
EUR per 1 000 sigarette indipendentemente dal prezzo medio  ponderato
di vendita al minuto possono  applicare,  dal  1°  gennaio  2014,  un
limite quantitativo non inferiore a 300 pezzi per quanto riguarda  le
sigarette immesse nel loro territorio senza pagamento di un'ulteriore
accisa in provenienza da  uno  Stato  membro  che  applica  un'accisa
inferiore ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, terzo comma, di tale
direttiva. 
Gli Stati membri che applicano un limite quantitativo  ai  sensi  del
primo e del secondo comma del  presente  paragrafo  ne  informano  la
Commissione. Essi possono effettuare i controlli  necessari,  purche'
questi  non  compromettano  il  corretto  funzionamento  del  mercato
interno.". 
 
7. POLITICA REGIONALE E COORDINAMENTO DEGLI STRUMENTI STRUTTURALI 
 
1. 32006 R 1083: Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11
luglio 2006, recante  disposizioni  generali  sul  Fondo  europeo  di
sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione
e che  abroga  il  regolamento  (CE)  n.  1260/1999  (GU  L  210  del
31.7.2006, pag. 25) 
a) All'articolo 15, paragrafo 4, secondo comma, e' aggiunta la  frase
seguente: 
"Per la Croazia, la data di tale verifica e' il 31 dicembre 2017.". 
b) All'articolo 18, paragrafo 1, il primo  comma  e'  sostituito  dal
seguente: 
"1. Le risorse disponibili, espresse in prezzi 2004, da  impegnare  a
titolo dei Fondi per il periodo  2007-2013  secondo  la  ripartizione
annuale che figura nell'allegato I,  ammontano  a  308  417  037  817
EUR.". 
c) L'articolo 19 e' sostituito dal seguente: 
"Articolo 19 
Risorse per l'obiettivo "Convergenza" 
Le  risorse   complessive   destinate   all'obiettivo   "Convergenza"
ammontano all'81,56% delle risorse di cui all'articolo 18,  paragrafo
1 (ossia, in totale, a 251 529 800 379 EUR), e sono  cosi'  ripartite
tra le diverse componenti: 
a) il 70,50% (ossia, in totale, 177 324 921 223 EUR) e' destinato  al
finanziamento di cui all'articolo 5, paragrafo  1,  utilizzando  come
criteri di calcolo della ripartizione indicativa per Stato membro  la
popolazione ammissibile, la  prosperita'  regionale,  la  prosperita'
nazionale e il tasso di disoccupazione; 
b) il 4,98% (ossia, in totale, 12 521 289 405 EUR)  e'  destinato  al
sostegno transitorio e specifico di cui all'articolo 8, paragrafo  1,
utilizzando come criteri di calcolo della ripartizione indicativa per
Stato membro la popolazione ammissibile, la prosperita' regionale, la
prosperita' nazionale e il tasso di disoccupazione; 
c) il 23,23% (ossia, in totale, 58 433 589 750 EUR) e'  destinato  al
finanziamento di cui all'articolo 5, paragrafo  2,  utilizzando  come
criteri di calcolo della ripartizione indicativa per Stato membro  la
popolazione, la prosperita' nazionale e la superficie; 
d) l'1,29% (ossia, in totale, 3 250 000  000  EUR)  per  il  sostegno
transitorio e specifico di cui all'articolo 8, paragrafo 3.". 
d)  All'articolo  20,  la  parte  introduttiva  e'  sostituita  dalla
seguente: 
"Le  risorse  complessive  destinate  all'obiettivo   "Competitivita'
regionale e occupazione" ammontano al 15,93%  delle  risorse  di  cui
all'articolo 18, paragrafo 1 (ossia, in totale,  a  49  127  784  318
EUR), e sono cosi' ripartite tra le diverse componenti:". 
e) All'articolo 21, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: 
"1. Le  risorse  complessive  destinate  all'obiettivo  "Cooperazione
territoriale  europea"  ammontano  al  2,52%  delle  risorse  di  cui
all'articolo 18, paragrafo 1 (ossia, in totale, 7 759 453  120  EUR).
Tali risorse, escluso l'importo di cui al paragrafo 22  dell'allegato
II, sono cosi' ripartite tra le diverse componenti: 
a) il 73,86% (ossia, in totale, 5 583 386 893 EUR)  e'  destinato  al
finanziamento della cooperazione transfrontaliera di cui all'articolo
7,  paragrafo  1,  utilizzando  come  criterio   di   calcolo   della
ripartizione indicativa per Stato membro la popolazione ammissibile; 
b) il 20,95% (ossia, in totale, 1 583 594 654 EUR)  e'  destinato  al
finanziamento della cooperazione transnazionale di  cui  all'articolo
7,  paragrafo  2,  utilizzando  come  criterio   di   calcolo   della
ripartizione indicativa per Stato membro la popolazione ammissibile; 
c) il 5,19% (ossia, in totale, 392  471  574  EUR)  e'  destinato  al
finanziamento  della  cooperazione  interregionale,  delle  reti   di
cooperazione e dello scambio di esperienze  di  cui  all'articolo  7,
paragrafo 3. 
2. Il contributo del FESR ai programmi transfrontalieri e relativi ai
bacini marittimi a titolo  dello  strumento  europeo  di  vicinato  e
partenariato nonche' ai programmi  transfrontalieri  a  titolo  dello
strumento di assistenza preadesione di cui  al  regolamento  (CE)  n.
1085/2006 e' pari all'importo di 817 691 234  EUR,  risultante  dalle
indicazioni di  ciascuno  Stato  membro  interessato,  dedotte  dalle
rispettive  dotazioni  di  cui  al  paragrafo  1,  lettera  a).  Tali
contributi del FESR non sono soggetti a ridistribuzione tra gli Stati
membri interessati.". 
f) All'articolo 22 e' aggiunto il comma seguente: 
"In deroga al primo comma, la Croazia  puo'  ripartire  la  dotazione
finanziaria  assegnatale  nell'ambito  dell'obiettivo   "Cooperazione
territoriale europea" tra le tre componenti di cui  all'articolo  21,
paragrafo 1, lettere a), b) e c), nella prospettiva di conseguire  un
livello elevato di efficienza e semplificazione.". 
g) L'articolo 23 e' sostituito dal seguente: 
"Articolo 23 
Risorse per la riserva di efficacia ed efficienza 
Il 3% delle risorse di cui  all'articolo  19,  lettere  a)  e  b),  e
all'articolo  20  puo'  essere  assegnato  dagli  Stati  membri,   ad
eccezione della Croazia, secondo quanto disposto dall'articolo 50.". 
h) L'articolo 28 e' cosi' modificato: 
i) al paragrafo 1, dopo il primo comma e' inserito il comma seguente: 
"Per quanto riguarda la Croazia, il quadro di riferimento  strategico
nazionale copre il periodo che  va  dalla  data  di  adesione  al  31
dicembre 2013."; 
ii) al paragrafo  2,  dopo  il  primo  comma  e'  inserito  il  comma
seguente: 
"La Croazia trasmette il quadro di riferimento  strategico  nazionale
alla Commissione entro tre mesi dalla data di adesione.". 
i) All'articolo 29 e' aggiunto il paragrafo seguente: 
"5. I paragrafi da 1 a 4 non si applicano alla Croazia.". 
j) All'articolo 32, paragrafo 3, e' aggiunto il comma seguente: 
"Per quanto riguarda la Croazia, la Commissione adotta  la  decisione
recante  approvazione  di  un  programma  operativo   da   finanziare
nell'ambito del periodo  di  programmazione  2007-2013  entro  il  31
dicembre 2013. In tale  programma  operativo  la  Croazia  prende  in
considerazione le eventuali osservazioni formulate dalla  Commissione
e lo presenta alla Commissione al piu' tardi tre mesi dalla  data  di
adesione.". 
k) All'articolo 33, paragrafo 1, e' aggiunto il comma seguente: 
"Per quanto riguarda  la  Croazia,  i  programmi  operativi  adottati
anteriormente alla data di adesione possono essere riveduti  solo  ai
fini di un maggior allineamento con il presente regolamento.". 
l) All'articolo 49, paragrafo 3, e' aggiunto il comma seguente: 
"Per quanto riguarda la Croazia, la valutazione ex post dei programmi
operativi e' ultimata entro il 31 dicembre 2016.". 
m) E' inserito l'articolo seguente: 
"Articolo 51 bis 
Gli articoli 50 e 51 non si applicano alla Croazia.". 
n) All'articolo 53, il paragrafo 3 e' sostituito dal seguente: 
"3.   Per   i   programmi   operativi   nell'ambito    dell'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea" nei quali almeno un  partecipante
appartenga a uno Stato membro il cui PIL medio pro capite nel periodo
2001-2003 era inferiore all'85% della media dell'UE a 25 nello stesso
periodo,  o  per  i  programmi  di  cui  la  Croazia  sia  un   paese
partecipante, la partecipazione del FESR  non  e'  superiore  all'85%
della spesa ammissibile. Per tutti gli altri programmi operativi,  la
partecipazione del FESR non e' superiore  al  75%  del  totale  della
spesa ammissibile cofinanziata dal FESR.". 
o) All'articolo 56, paragrafo 1, e' aggiunto il comma seguente: 
"Per quanto riguarda la Croazia, le spese sono  ammissibili  per  una
partecipazione dei Fondi tra la data  di  inizio  dell'ammissibilita'
delle spese fissata in conformita' degli strumenti adottati in virtu'
del regolamento (CE) n. 1085/2006 e 31 dicembre 2016. Tuttavia, per i
programmi operativi  adottati  dopo  l'adesione,  le  spese  per  una
partecipazione dei Fondi sono ammissibili dalla data di  adesione,  a
meno che nella decisione relativa al programma operativo in questione
non sia indicata una data successiva.". 
p) All'articolo 56, paragrafo 3, e' aggiunto il comma seguente: 
"Nonostante le disposizioni specifiche in materia  di  ammissibilita'
di cui 
all'articolo 105 bis, i criteri fissati dal comitato di  sorveglianza
dei  programmi  operativi  per  la  Croazia  non  si  applicano  alle
operazioni per  le  quali  la  decisione  di  approvazione  e'  stata
adottata anteriormente alla data di adesione  e  che  facevano  parte
degli strumenti adottati a norma del regolamento (CE) n. 1085/2006.". 
q) All'articolo 62, il paragrafo 1 e' cosi' modificato: 
i) alla lettera c), dopo primo comma e' inserito il comma seguente: 
  "Per quanto  riguarda  la  Croazia,  l'autorita'  di  audit  di  un
  programma operativo presenta alla Commissione un aggiornamento  del
  piano annuale di lavoro di audit di cui all'articolo 29,  paragrafo
  2, lettera a), del regolamento (CE) n. 718/2007 della  Commissione,
  del 12 giugno 2007, che attua il regolamento (CE) n. 1085/2006  del
  Consiglio, che istituisce uno strumento di  assistenza  preadesione
  (IPA)

*

 , entro tre mesi dalla data di adesione. 
 
 -------- 
 (

*

 ) GU L 170 del 29.6.2007, pag. 1."; 
 
ii) alla lettera d), punto i), e' aggiunto il comma seguente: 
"Per quanto  riguarda  la  Croazia,  il  primo  rapporto  annuale  di
controllo e' presentato entro il 31 dicembre 2013 e copre il  periodo
dal 1° ottobre 2012 al 30 giugno 2013.  I  rapporti  successivi,  che
coprono i periodi dal 1° luglio 2013 al 30 giugno 2014, dal 1° luglio
2014 al 30 giugno 2015 e dal 1° luglio 2015 al 30 giugno  2016,  sono
presentati alla Commissione  rispettivamente  entro  il  31  dicembre
2014, il 31 dicembre 2015 e il  31  dicembre  2016.  Le  informazioni
relative alle attivita' di audit effettuate dopo il  1°  luglio  2016
sono incluse nel  rapporto  di  controllo  finale  a  sostegno  della
dichiarazione di chiusura di cui alla lettera e);"; 
iii) alla lettera e) e' aggiunto il comma seguente: 
"Per quanto riguarda la Croazia, entro il 31 marzo 2018 e' presentata
alla Commissione  una  dichiarazione  di  chiusura  accompagnata  dal
rapporto di controllo finale.". 
r) All'articolo 67, paragrafo 1, e' aggiunto il comma seguente: 
"Per quanto riguarda la Croazia, entro il 31 marzo  2018  l'autorita'
di gestione trasmette un rapporto finale di esecuzione del  programma
operativo.". 
s) L'articolo 71 e' cosi' modificato: 
i) e' inserito il paragrafo seguente: 
"1 bis. Fatto salvo il paragrafo 1, nel piu'  breve  tempo  possibile
dopo la data di adesione o, al piu' tardi, prima che  la  Commissione
effettui qualsiasi pagamento, la Croazia  presenta  alla  Commissione
una descrizione dei sistemi, comprendente  gli  elementi  di  cui  al
paragrafo 1, lettere a) e b)."; 
ii) e' inserito il paragrafo seguente: 
"2 bis. Il paragrafo 2 si applica mutatis mutandis alla  Croazia.  La
relazione  di  cui  al  paragrafo  2,  primo  comma,  e'  considerata
accettata alle stesse condizioni  di  cui  al  paragrafo  2,  secondo
comma. Tuttavia, tale accettazione e' un prerequisito per l'importo a
titolo di prefinanziamento di cui all'articolo 82.". 
t) All'articolo 75 e' inserito il paragrafo seguente: 
"1 bis. Per quanto riguarda  la  Croazia,  i  rispettivi  impegni  di
bilancio provenienti dal FESR, dal Fondo di coesione e dal FSE per il
2013 sono assunti in base alla  decisione  di  cui  all'articolo  28,
paragrafo 3, prima dell'adozione  di  qualsiasi  decisione  da  parte
della Commissione sulla revisione di un programma operativo adottato.
La decisione di cui all'articolo 28,  paragrafo  3,  costituisce  una
decisione di finanziamento ai sensi dell'articolo 75 del  regolamento
(CE, Euratom) n. 1605/2002 per qualsiasi impegno di bilancio a favore
della Croazia.". 
u) All'articolo 78, paragrafo 2, lettera c),  e'  aggiunta  la  frase
seguente: 
"Per quanto riguarda la Croazia sono coperti  dalle  spese  sostenute
dai  beneficiari  nell'attuazione  del  progetto  e  giustificati  da
fatture quietanzate o da documenti  contabili  di  valore  probatorio
equivalente presentati non oltre tre anni dopo l'anno in cui e' stato
versato l'anticipo o il 31  dicembre  2016,  se  anteriore;  in  caso
contrario, la successiva dichiarazione di  spesa  e'  rettificata  di
conseguenza.". 
v) All'articolo 82 e' inserito il paragafo seguente: 
"1 bis. Per quanto riguarda la Croazia, a  seguito  dell'accettazione
della relazione di cui all'articolo 71, paragrafo 2 bis, e a  seguito
dei rispettivi impegni di bilancio di cui all'articolo 75,  paragrafo
l bis, e' corrisposto un unico importo  di  prefinanziamento  per  la
parte restante del periodo 2007-2013 in un'unica rata,  pari  al  30%
del contributo dei Fondi strutturali e  al  40%  del  contributo  del
Fondo di coesione al programma operativo.". 
w) All'articolo 89, paragrafo 1, e' aggiunto il comma seguente: 
"Per quanto riguarda la Croazia, entro il 31 marzo  2018  e'  inviata
una domanda di pagamento che includa la documentazione  di  cui  alla
lettera a), punti i), ii) e iii).". 
x) All'articolo 93 e' inserito il paragrafo seguente: 
"3 bis. In deroga ai paragrafi da 1 a 3, con riferimento alla Croazia
la  Commissione  applica  il  meccanismo  di  disimpegno  di  cui  al
paragrafo 1 nel modo seguente: 
i) il termine per l'eventuale parte di impegni ancora aperti  per  il
2010 e' fissato al 31 dicembre 2013; 
ii) il termine per l'eventuale parte di impegni ancora aperti per  il
2011 e' fissato al 31 dicembre 2014; 
iii) il termine per l'eventuale parte di impegni ancora aperti per il
2012 e' fissato al 31 dicembre 2015; 
iv) l'eventuale parte di impegni per il  2013  ancora  aperti  al  31
dicembre 2016 e' automaticamente disimpegnata qualora la  Commissione
non abbia ricevuto al riguardo una domanda  di  pagamento  ricevibile
entro il 31 marzo 2018.". 
y) All'articolo 95, dopo  il  secondo  comma  e'  inserito  il  comma
seguente: 
"In deroga al primo e al secondo comma, con riferimento alla  Croazia
i termini di cui all'articolo 93, paragrafo 3  bis,  sono  interrotti
alle condizioni di cui al  primo  comma  del  presente  articolo  per
quanto  concerne   gli   importi   corrispondenti   alle   operazioni
interessate.". 
z) All'articolo 98, paragrafo 2, e' aggiunto il comma seguente: 
"Per quanto riguarda la Croazia, i  Fondi  cosi'  svincolati  possono
essere riutilizzati dalla Croazia entro il 31 dicembre 2016.". 
za) E' inserito l'articolo seguente: 
"Articolo 105 bis 
Disposizioni specifiche a seguito dell'adesione della Croazia 
1. I programmi e i grandi progetti che, alla data dell'adesione della
Croazia, sono  stati  approvati  a  norma  del  regolamento  (CE)  n.
1085/2006 e la cui attuazione non e' stata  completata  a  tale  data
sono considerati approvati dalla Commissione  a  norma  del  presente
regolamento, ad eccezione dei  programmi  approvati  a  titolo  delle
componenti di cui all'articolo 3, paragrafo l, lettere a) ed e),  del
regolamento (CE) n. 1085/2006. In  aggiunta,  sono  esclusi  anche  i
programmi seguenti che rientrano nella componente di cui all'articolo
3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 1085/2006: 
 
a) il "programma IPA di cooperazione transfrontaliera Adriatico"; 
b) il programma transfrontaliero "Croazia - Bosnia-Erzegovina"; 
c) il programma transfrontaliero "Croazia - Montenegro"; 
d) il programma transfrontaliero "Croazia - Serbia". 
 
Fatti salvi i paragrafi da 2 a 7, a tali operazioni e grandi progetti
si applicano le  disposizioni  che  disciplinano  l'attuazione  delle
operazioni e dei grandi  progetti  approvati  a  norma  del  presente
regolamento. 
2. Le procedure d'appalto relative alle  operazioni  nell'ambito  dei
programmi o ai grandi progetti di cui al paragrafo 1 per i quali alla
data di adesione e' gia' stato pubblicato  il  bando  di  gara  nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione  europea  sono  espletate  secondo  le
regole stabilite in detto bando di gara. Non  si  applica  l'articolo
165 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002. 
Le procedure  d'appalto  relative  alle  operazioni  nell'ambito  dei
programmi o ai grandi progetti di cui al paragrafo l per i quali alla
data di adesione non e' ancora stato  pubblicato  un  bando  di  gara
nella  Gazzetta  ufficiale  dell'Unione  europea  sono  espletate  in
conformita' dei trattati o degli atti adottati a norma  dei  trattati
nonche' dell'articolo 9 del presente regolamento. 
Le operazioni diverse da quelle di cui al primo e al secondo comma  e
per le quali sono stati lanciati inviti a presentare proposte a norma
dell'articolo 158 del regolamento (CE) n. 718/2007 della  Commissione
o  per  le  quali  erano  state  presentate  domande  alle  autorita'
competenti prima della data di adesione e la  cui  contrattazione  ha
potuto essere conclusa solo dopo tale data sono  attuate  secondo  le
condizioni e le norme di  ammissibilita'  pubblicate  nei  pertinenti
inviti  a  presentare  proposte  o  comunicate   preventivamente   ai
potenziali beneficiari. 
3. I pagamenti effettuati dalla Commissione a titolo dei programmi di
cui al paragrafo 1 sono considerati una partecipazione  dei  Fondi  a
norma del presente regolamento e imputati al  primo  impegno  aperto,
inclusi gli impegni dell'IPA. 
L'eventuale parte di impegni effettuati dalla Commissione nel  quadro
dei programmi di cui al  paragrafo  1  ancora  aperti  alla  data  di
adesione e' disciplinata dal presente regolamento a  decorrere  dalla
data di adesione. 
4. Per le operazioni  approvate  a  norma  del  regolamento  (CE)  n.
1085/2006 per le quali e' stata concessa l'approvazione oppure le cui
rispettive convenzioni di sovvenzione con i beneficiari  finali  sono
state firmate prima della data di adesione, le norme che disciplinano
l'ammissibilita' della spesa in conformita' o in base al  regolamento
(CE) n. 718/2007 della Commissione  restano  applicabili,  tranne  in
casi  debitamente  giustificati  su  cui  la  Commissione  decide   a
richiesta della Croazia. 
La norma di ammissibilita' di cui al primo comma si applica anche  ai
grandi progetti di cui al paragrafo 1 per i quali prima della data di
adesione sono stati firmati accordi bilaterali di progetto. 
5. Per quanto riguarda la Croazia, ogni riferimento ai  Fondi,  quali
definiti nell'articolo 1, secondo comma, si intende comprensivo anche
dello strumento di assistenza preadesione istituito  dal  regolamento
(CE) n. 1085/2006. 
6. Termini specifici applicabili alla Croazia si applicano inoltre ai
seguenti programmi transfrontalieri che rientrano nella componente di
cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE)  n.
1085/2006, di cui la Croazia e' un paese partecipante: 
 
a) il programma transfrontaliero "Ungheria-Croazia" e 
b) il programma transfrontaliero "Slovenia-Croazia". 
 
Termini specifici applicabili  alla  Croazia  a  norma  del  presente
regolamento non si applicano ai programmi operativi  a  titolo  delle
componenti transnazionale e interregionale nell'ambito dell'obiettivo
"Cooperazione territoriale europea", di cui la Croazia  e'  un  paese
partecipante. 
7. Qualora si rendano necessarie misure per agevolare la  transizione
della Croazia dal regime precedente l'adesione  a  quello  risultante
dall'applicazione del presente articolo,  la  Commissione  adotta  le
misure del caso.". 
zb) L'allegato I e' sostituito dal seguente: 
 
"ALLEGATO I 
Ripartizione annuale degli  stanziamenti  d'impegno  per  il  periodo
2007-2013 
(di cui all'articolo 18) 
    

                                         (EUR, prezzi 2004)
---------------|-----------------|----------------|----------------
      2007     |       2008      |      2009      |      2010
42 863 000 000 | 43 318 000 000  | 43 862 000 000 | 43 860 000 000
---------------|-----------------|----------------|----------------

---------------|-----------------|----------------|----------------
      2011     |       2012      |      2013      |
44 073 000 000 | 44 723 000 000  | 45 718 037 817 |
---------------|-----------------|----------------|----------------
                                                                   ".

    
zc) L'allegato II e' cosi' modificato: 
i) al punto 5 sono aggiunte le lettere seguenti: 
"c)  per  la  Croazia,  le  risorse  per   il   finanziamento   della
cooperazione transfrontaliera ammonteranno a 7 028 744 EUR  a  prezzi
2004; 
d) per la Croazia, le risorse per il finanziamento della cooperazione
transnazionale ammonteranno a 1 874 332 EUR a prezzi 2004."; 
ii) e' inserito il punto seguente: 
"7 bis. "Per la Croazia, il livello  massimo  del  trasferimento  dai
Fondi sara' pari al 3,5240% del PIL."; 
iii) e' inserito il punto seguente: 
"9  bis.  "Per  la  Croazia,  i  calcoli  del  PIL  effettuati  dalla
Commissione  saranno  basati  sulle  statistiche  e   le   previsioni
pubblicate nel maggio 2011.". 
zd) L'allegato III e' sostituito dal seguente: 
"ALLEGATO III 
Massimali applicabili ai tassi di cofinanziamento 
(di cui all'articolo 53) 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
2. 32006 R 1084: Regolamento (CE) n. 1084/2006 del Consiglio, dell'11
luglio 2006,  che  istituisce  un  Fondo  di  coesione  e  abroga  il
regolamento (CE) n. 1164/94 (GU L 210 del 31.7.2006, pag. 79) 
E' inserito l'articolo seguente: 
"Articolo 5 bis 
Disposizioni specifiche a seguito dell'adesione della Croazia 
1. Le misure che, alla data di adesione della Croazia, hanno  formato
oggetto di decisioni della Commissione sull'assistenza ai  sensi  del
regolamento (CE) n. 1267/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999,  che
istituisce  uno   strumento   per   le   politiche   strutturali   di
preadesione*, e la cui attuazione non e' stata completata entro  tale
data si considerano approvate dalla Commissione a norma del  presente
regolamento. 
Fatti salvi i paragrafi da 2 a 5, alle  misure  di  cui  al  presente
paragrafo, primo comma, si applicano le disposizioni che disciplinano
l'attuazione delle azioni approvate a norma del presente  regolamento
e del regolamento (CE) n. 1083/2006. 
2. Le procedure d'appalto relative alle misure di cui al paragrafo  1
per le quali alla data di adesione e' gia' stato pubblicato il  bando
di gara nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea  sono  espletate
secondo le regole stabilite in detto bando di gara.  Non  si  applica
l'articolo  165  del  regolamento  (CE,  Euratom)  n.  1605/2002  del
Consiglio,  del  25  giugno  2002,  che  stabilisce  il   regolamento
finanziario  applicabile  al  bilancio   generale   delle   Comunita'
europee**. 
Le procedure d'appalto relative a una misura di cui  al  paragrafo  1
per la quale alla data di adesione non e' ancora stato pubblicato  un
bando di gara  nella  Gazzetta  ufficiale  dell'Unione  europea  sono
espletate in conformita' dei trattati o degli atti adottati  a  norma
dei  trattati,  nonche'  dell'articolo  9  del  regolamento  (CE)  n.
1083/2006. 
3. I pagamenti effettuati dalla Commissione a titolo di una misura di
cui al paragrafo 1 sono considerati una partecipazione  del  Fondo  a
norma del presente regolamento. 
I pagamenti effettuati dalla Commissione a titolo di  una  misura  di
cui al paragrafo 1 sono imputati al primo impegno  aperto  effettuato
in primo luogo a norma del regolamento (CE) n. 1267/1999 e in secondo
luogo a norma del presente regolamento  e  del  regolamento  (CE)  n.
1083/2006. 
Le condizioni per i pagamenti intermedi o per il  saldo  finale  sono
quelle definite nell'allegato II, articolo D,  paragrafo  2,  lettere
b), c) e d), e paragrafi 3, 4 e 5, del regolamento (CE) n. 1164/94. 
4. Per le misure di cui al paragrafo 1,  le  norme  che  disciplinano
l'ammissibilita' della spesa in conformita' del regolamento  (CE)  n.
1267/1999  o  specificamente  stabilite  nei  pertinenti  accordi  di
finanziamento  restano  applicabili,  tranne  in   casi   debitamente
giustificati su cui la Commissione decide a richiesta della Croazia. 
5. Qualora si rendano necessarie misure per agevolare la  transizione
della Croazia dal regime precedente l'adesione  a  quello  risultante
dall'applicazione del presente articolo,  la  Commissione  adotta  le
misure del caso. 
    

_______________
* GU L 161 del 26.6.1999, pag. 73.
** GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.".

    
 
8. AMBIENTE 
 
1. 32003 L 0087: Direttiva 2003/87/CE del Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 13 ottobre 2003, che  istituisce  un  sistema  per  lo
scambio di quote di emissioni dei gasa effetto serra nella  Comunita'
e che modifica la direttiva 96/61/CE del  Consiglio  (GU  L  275  del
25.10.2003, pag. 32) 
a) All'articolo 9, primo comma, e' aggiunta la frase seguente: 
"Il quantitativo comunitario  di  quote  sara'  aumentato  a  seguito
dell'adesione della Croazia solo  del  quantitativo  di  quote  messe
all'asta dalla Croazia a norma dell'articolo 10, paragrafo 1.". 
b) Nell'allegato II  bis,  dopo  la  voce  relativa  alla  Spagna  e'
inserita la voce seguente: 
"Croazia 26%". 
2. 32009 D 0406: Decisione n. 406/2009/CE del  Parlamento  europeo  e
del Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi degli Stati
membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra  al  fine  di
adempiere agli impegni della Comunita' in materia di riduzione  delle
emissioni di gas a  effetto  serra  entro  il  2020  (GU  L  140  del
5.6.2009, pag. 136) 
Nell'allegato II, dopo la voce relativa alla Francia e'  inserita  la
voce seguente: 
"Croazia 11%". 
    

                      ________________________

    
 

                                                          Allegato IV 
 
Elenco  di  cui  all'articolo  16  dell'atto   di   adesione:   altre
                       disposizioni permanenti 
 
 
1. DIRITTO DELLA PROPRIETA' INTELLETTUALE 
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, parte  terza,  titolo
II, Libera circolazione delle merci 
 
MECCANISMO SPECIFICO 
 
Per quanto riguarda la Croazia, il detentore o il beneficiario di  un
brevetto o di un certificato protettivo  complementare  (CPC)  di  un
medicinale depositato in uno Stato membro in un momento in  cui  tale
protezione non poteva essere ottenuta in Croazia per il  prodotto  ha
la possibilita' di far valere i diritti derivanti dal brevetto o  dal
CPC per impedirne l'importazione e la commercializzazione nello Stato
membro o negli Stati membri  in  cui  il  prodotto  in  questione  e'
protetto da brevetto o CPC, anche se detto prodotto e' stato  immesso
sul mercato in Croazia per la prima volta  dal  detentore  o  con  il
consenso del detentore. 
Chiunque intenda importare o commercializzare uno dei  medicinali  di
cui al primo capoverso  in  uno  Stato  membro  in  cui  il  prodotto
beneficia di un brevetto o di un CPC deve dimostrare alle  competenti
autorita', nella domanda relativa a tale importazione, di averne dato
notifica con un mese di anticipo al detentore o beneficiario di  tale
protezione. 
 
2. POLITICA DELLA CONCORRENZA 
 
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, parte  terza,  titolo
VII, capo 1, Regole di concorrenza 
1. I seguenti regimi di aiuti e gli aiuti  individuali  istituiti  in
Croazia  prima  della  data  di   adesione   e   ancora   applicabili
successivamente  a  detta  data  sono  da  considerare,  al   momento
dell'adesione, come  aiuti  esistenti  ai  sensi  dell'articolo  108,
paragrafo 1, TFUE: 
   a) misure di aiuto istituite prima del l° marzo 2002; 
   b) misure di aiuto elencate nell'appendice del presente allegato; 
   c) misure di aiuto che anteriormente alla data  di  adesione  sono
state esaminate dall'Agenzia croata  della  concorrenza  e  giudicate
compatibili  con  l'acquis  dell'Unione  e  nei  cui   confronti   la
Commissione  non  ha  sollevato  obiezioni  per  seri   dubbi   sulla
compatibilita' della misura con il mercato interno,  ai  sensi  della
procedura di cui al punto 2. 
Tutte le misure ancora applicabili  dopo  la  data  di  adesione  che
costituiscono un aiuto di Stato e che non  soddisfano  le  condizioni
sopra elencate sono considerate, dalla data di adesione, nuovi  aiuti
ai fini dell'applicazione dell'articolo 108, paragrafo 3, TFUE. 
Le suddette disposizioni non si applicano agli aiuti  alle  attivita'
connesse con la produzione,  la  trasformazione  o  l'immissione  sul
mercato dei prodotti elencati nell'allegato I del TUE e del TFUE. 
2. Qualora desideri che la Commissione esamini una misura di aiuto in
base alla procedura descritta al punto  1,  lettera  c),  la  Croazia
trasmette periodicamente alla Commissione: 
   a) un elenco delle  misure  di  aiuto  esistenti  che  sono  state
valutate dall'Agenzia croata della concorrenza e  da  essa  giudicate
compatibili con l'acquis dell'Unione, e 
   b) ogni altra informazione fondamentale per la  valutazione  della
compatibilita' della misura di aiuto da esaminare, 
conformemente al modello di relazione fornito dalla Commissione. 
Se, entro tre mesi dal ricevimento delle informazioni complete  sulla
misura di aiuto esistente o dal ricevimento della dichiarazione della
Croazia nella quale si informa la  Commissione  che  le  informazioni
fornite si considerano complete  poiche'  le  ulteriori  informazioni
richieste  non  sono  disponibili  o  sono  gia'  state  fornite,  la
Commissione non ha espresso seri  dubbi  sulla  compatibilita'  della
stessa con il mercato interno, si  ritiene  che  la  Commissione  non
abbia sollevato obiezioni. 
Tutte le misure di aiuto sottoposte alla  Commissione  in  base  alla
procedura di cui al punto 1, lettera c), prima della data di adesione
sono sottoposte a tale  procedura  indipendentemente  dal  fatto  che
durante il periodo di esame  la  Croazia  sia  gia'  divenuta  membro
dell'Unione. 
  3. Un'eventuale decisione della Commissione di sollevare  obiezioni
  nei confronti di una misura, ai sensi del punto 1, lettera  c),  e'
  considerata come  una  decisione  di  avviare  il  procedimento  di
  indagine formale ai sensi del  regolamento  (CE)  n.  659/1999  del
  Consiglio, del 22  marzo1999,  recante  modalita'  di  applicazione
  dell'articolo 93 del trattato CE(

1

 ) (ora articolo 108 TFUE). 
 
 -------- 
 (

1

 ) GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1. 
 
Se e' presa anteriormente alla data di adesione, gli effetti di  tale
decisione decorrono solo dalla data di adesione. 
 
3. AGRICOLTURA 
 
a) Trattato  sul  funzionamento  dell'Unione  europea,  parte  terza,
titolo III, Agricoltura e pesca 
   1.  Le  scorte  pubbliche  detenute  dalla   Croazia   alla   data
   dell'adesione  e  derivanti  dalla  politica  da  essa  attuata  a
   sostegno del mercato sono prese a  carico  dall'Unione  al  valore
   risultante dall'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera
   d), e dell'allegato VIII del regolamento (CE)  n.  884/2006  della
   Commissione, del 21 giugno 2006, recante modalita'  d'applicazione
   del regolamento (CE) n.  1290/2005  del  Consiglio  in  ordine  al
   finanziamento da parte del  Fondo  europeo  di  garanzia  agricola
   (FEAGA) degli interventi sotto forma di ammasso  pubblico  e  alla
   contabilizzazione delle operazioni di ammasso  pubblico  da  parte
   degli organismi pagatori degli Stati  membri(

1

  ).  Tale  presa  a
   carico delle scorte pubbliche e' operata a condizione  che  per  i
   prodotti in questione l'intervento  pubblico  avvenga  all'interno
   dell'Unione e che le scorte rispondano ai requisiti dell'Unione in
   materia di interventi. 
 
 -------- 
 (

1

 ) GU L 171 del 23.6.2006, pag. 35, e GU L  326M  del  10.12.2010,
 pag. 70. 
 
   2. La Croazia e'  tenuta  a  un  pagamento  al  bilancio  generale
dell'Unione europea per qualsiasi scorta, sia privata  che  pubblica,
che si trovi in  libera  pratica  nel  territorio  croato  alla  data
dell'adesione e risulti quantitativamente superiore a quella che puo'
essere considerata una scorta normale di riporto. 
L'importo di tale pagamento e' fissato a un livello che  rispecchi  i
costi legati agli effetti delle scorte eccedentarie sui  mercati  dei
prodotti agricoli. 
Il livello delle  scorte  eccedentarie  e'  determinato  per  ciascun
prodotto tenendo conto  delle  caratteristiche  dello  stesso  e  dei
relativi mercati nonche' della normativa dell'Unione applicabile. 
3. Le scorte di cui al punto 1  sono  detratte  dalla  quantita'  che
supera le scorte normali di riporto. 
  4. La Commissione attua ed applica le disposizioni di cui ai  punti
  da 1 a 3 conformemente  alla  procedura  di  cui  all'articolo  41,
  paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1290/2005 del  Consiglio,  del
  21 giugno 2005, relativo al finanziamento della  politica  agricola
  comune(

1

 ), o, se opportuno, conformemente alla  procedura  di  cui
  all'articolo 195, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007, o
  conformemente  alla  pertinente   procedura   di   comitato   quale
  determinata nella normativa applicabile. 
 
 -------- 
 (

1

 ) GU L 209 dell'11.8.2005, pag. 1. 
 

        
      
b) Trattato  sul  funzionamento  dell'Unione  europea,  parte  terza,
titolo VII, capo I, Regole di concorrenza 
Fatte salve  le  procedure  relative  agli  aiuti  esistenti  di  cui
all'articolo 108 TFUE, i regimi di aiuti e le singole misure di aiuto
concesse ad attivita' connesse con la produzione e  il  commercio  di
prodotti elencati nell'allegato I del TUE e del  TFUE,  ad  eccezione
dei prodotti della pesca e dei prodotti da essa  derivati,  istituiti
in Croazia prima della data di adesione  e  ancora  applicabili  dopo
tale  data,  sono  considerati  come   aiuti   esistenti   ai   sensi
dell'articolo 108, paragrafo 1, TFUE alle seguenti condizioni: 
- le misure di aiuto sono comunicate alla Commissione  entro  quattro
mesi  dalla  data  di  adesione.  Tale   comunicazione   include   le
informazioni relative alla base  giuridica  di  ciascuna  misura.  Le
misure di aiuto esistenti e i progetti  destinati  a  istituire  o  a
modificare aiuti portati a conoscenza della Commissione  prima  della
data di adesione si considerano comunicati alla data di adesione.  La
Commissione pubblica un elenco di tali aiuti. 
Tali misure di aiuto sono considerate come aiuti "esistenti" ai sensi
dell'articolo 108, paragrafo 1, TFUE  per  tre  anni  dalla  data  di
adesione. 
Entro tre anni  dalla  data  di  adesione  la  Croazia  modifica,  se
necessario,  tali  misure  di  aiuto  al  fine  di  conformarsi  agli
orientamenti  applicati  dalla  Commissione.   Dopo   tale   periodo,
qualsiasi aiuto giudicato incompatibile  con  detti  orientamenti  e'
considerato nuovo aiuto. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
4. PESCA 
 
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, parte  terza,  titolo
VII, capo 1, Regole di concorrenza 
Fatte salve  le  procedure  relative  agli  aiuti  esistenti  di  cui
all'articolo 108 TFUE, i regimi di aiuti e le singole misure di aiuto
concesse ad attivita' connesse con la produzione e  il  commercio  di
prodotti della pesca e derivati elencati nell'allegato I  del  TUE  e
del TFUE, istituiti in Croazia prima della data di adesione e  ancora
applicabili dopo tale data, sono considerati come aiuti esistenti  ai
sensi dell'articolo 108, paragrafo 1, TFUE alle seguenti condizioni: 
- le misure di aiuto sono comunicate alla Commissione  entro  quattro
mesi  dalla  data  di  adesione.  Tale   comunicazione   include   le
informazioni relative alla base  giuridica  di  ciascuna  misura.  Le
misure di aiuto esistenti e i progetti  destinati  a  istituire  o  a
modificare aiuti portati a conoscenza della Commissione  prima  della
data di adesione si considerano comunicati alla data di adesione.  La
Commissione pubblica un elenco di tali aiuti. 
Tali misure di aiuto sono  considerate  come  aiuti  "esistenti"  ai'
sensi dell'articolo 108, paragrafo 1, TFUE per tre anni dalla data di
adesione. 
Entro tre anni  dalla  data  di  adesione  la  Croazia  modifica,  se
necessario,  tali  misure  di  aiuto  al  fine   di   conformarsi   a
orientamenti  applicati  dalla  Commissione.   Dopo   tale   periodo,
qualsiasi aiuto giudicato incompatibile  con  detti  orientamenti  e'
considerato nuovo aiuto. 
 
5. UNIONE DOGANALE 
 
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, parte  terza,  titolo
II, Libera circolazione delle merci, capo 1, Unione doganale 
31992 R 2913: Regolamento (CEE) n.  2913/92  del  Consiglio,  del  12
ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario (GU L 302
del 19.10.1992, pag. 1). 
31993 R 2454: Regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione,  del  2
luglio  1993,  che  fissa  talune  disposizioni  d'applicazione   del
regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce  il  codice
doganale comunitario (GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1). 
Il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio e il regolamento  (CEE)
n. 2454/93 della Commissione si applicano  alla  Croazia  secondo  le
seguenti specifiche disposizioni. 
 
PROVA DELLA POSIZIONE DELL'UNIONE (SCAMBI NELL'UNIONE ALLARGATA) 
 
l. In deroga all'articolo 20 del regolamento  (CEE)  n.  2913/92  del
Consiglio, le merci che  alla  data  di  adesione  sono  in  custodia
temporanea o rientrano tra i regimi doganali di cui  all'articolo  4,
punto 15, lettera b), e punto  16,  lettere  da  b)  a  h),  di  tale
regolamento nell'Unione allargata o che sono  in  fase  di  trasporto
dopo  essere  state  assoggettate  alle  formalita'  di  esportazione
nell'Unione allargata sono esenti da dazi doganali o da altre  misure
doganali quando sono dichiarate per l'immissione  in  libera  pratica
nell'Unione  allargata,  purche'  sia  presente  uno   dei   seguenti
requisiti: 
a)  prova  dell'origine  preferenziale  correttamente  rilasciata   o
compilata prima della data di adesione in base all'ASA; 
b) uno dei mezzi atti a comprovare la posizione  dell'Unione  di  cui
all'articolo 314  quater  del  regolamento  (CEE)  n.  2454/93  della
Commissione; 
c) un carnet ATA rilasciato prima della data di adesione in uno Stato
membro attuale o in Croazia. 
2. Al fine del rilascio della prova di cui al punto  1,  lettera  b),
con riferimento alla situazione alla data di adesione e  in  aggiunta
alle disposizioni di cui all'articolo 4,  punto  7,  del  regolamento
(CEE) n. 2913/92 del Consiglio, per "merci comunitarie" si  intendono
le merci: 
- interamente ottenute nel  territorio  della  Croazia  a  condizioni
identiche a quelle di cui all'articolo 23 del  regolamento  (CEE)  n.
2913/92 del Consiglio e senza aggiunta di merci  importate  da  altri
paesi o territori; 
- importate da paesi o da territori diversi dalla Croazia  e  immesse
in libera pratica in Croazia, o 
- ottenute o prodotte in Croazia, sia esclusivamente da merci di  cui
al secondo trattino, sia da merci di cui al primo e secondo trattino. 
3. Ai fini della verifica della prova di cui al punto 1, lettera  a),
si applicano le disposizioni relative alla definizione  di  "prodotti
originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa di cui all'ASA.
Le richieste di successiva verifica  di  tale  prova  sono  accettate
dalle autorita' doganali competenti  degli  Stati  membri  attuali  e
della Croazia per un periodo di tre anni a decorrere dal  rilascio  o
dalla compilazione della prova dell'origine in  questione  e  possono
essere avanzate da tali autorita'  per  un  periodo  di  tre  anni  a
decorrere dall'accettazione della prova  dell'origine  a  complemento
della dichiarazione di libera pratica. 
 
PROVA DELL'ORIGINE PREFERENZIALE (SCAMBI CON PAESI TERZI, COMPRESA LA
TURCHIA,  NEL  QUADRO  DEGLI  ACCORDI  PREFERENZIALI  IN  MATERIA  DI
AGRICOLTURA E PRODOTTI CARBOSIDERURGICI) 
 
4. Fatta salva l'applicazione di  misure  risultanti  dalla  politica
commerciale comune, le prove dell'origine debitamente  rilasciate  da
paesi terzi o compilate  nel  contesto  degli  accordi  preferenziali
conclusi dalla  Croazia  con  tali  paesi  terzi  sono  accettate  in
Croazia, a condizione che: 
   a)  l'acquisizione  di  tale  origine  conferisca  un  trattamento
tariffario preferenziale in base alle misure tariffarie preferenziali
contenute in accordi o regimi che l'Unione  ha  concluso  con,  o  ha
adottato nei confronti di, paesi terzi o gruppi di paesi terzi di cui
all'articolo 20, paragrafo 3, lettere d) ed e), del regolamento (CEE)
n. 2913/92 del Consiglio; 
   b) la prova dell'origine e i documenti di  trasporto  siano  stati
rilasciati o compilati entro il giorno precedente la data di adesione
e 
   c) la prova dell'origine sia presentata  alle  autorita'  doganali
entro quattro mesi dalla data di adesione. 
Nel caso di merci dichiarate per l'immissione in  libera  pratica  in
Croazia prima della data di adesione,  anche  la  prova  dell'origine
rilasciata o compilata a posteriori in base ad accordi  preferenziali
in vigore in Croazia alla data dell'immissione in libera pratica puo'
essere accettata in Croazia, a condizione che tale prova dell'origine
sia presentata alle autorita' doganali entro quattro mesi dalla  data
di adesione. 
5. La Croazia puo' mantenere le autorizzazioni con cui lo  status  di
"esportatori autorizzati"  e'  stato  conferito  nel  contesto  degli
accordi conclusi con paesi terzi, a condizione che: 
   a) una simile disposizione figuri anche negli accordi o regimi che
l'Unione ha concluso con, o ha adottato nei confronti di, paesi terzi
o gruppi di paesi terzi prima della data di adesione, e 
   b) gli esportatori autorizzati applichino  le  regole  di  origine
previste in tali accordi o regimi. 
Tali autorizzazioni sono sostituite  dalla  Croazia,  entro  un  anno
dalla data di adesione,  con  nuove  autorizzazioni  rilasciate  alle
condizioni stabilite nella normativa dell'Unione. 
6. Ai fini della verifica della prova di cui al punto 4 si  applicano
le disposizioni relative alla definizione di "prodotti  originari"  e
ai metodi di cooperazione amministrativa di cui  agli  accordi  o  ai
regimi pertinenti. Le richieste di successiva verifica di tale  prova
sono accettate dalle autorita' doganali competenti degli Stati membri
attuali e della Croazia per un periodo di tre anni  a  decorrere  dal
rilascio o dalla compilazione della prova dell'origine in questione e
possono essere avanzate da tali autorita' per un periodo di tre  anni
a decorrere dall'accettazione della prova dell'origine a  complemento
della dichiarazione di libera pratica. 
7. Fatta salva l'applicazione di  misure  risultanti  dalla  politica
commerciale comune, le prove dell'origine rilasciate  o  compilate  a
posteriori da paesi terzi nel contesto degli  accordi  o  dei  regimi
preferenziali conclusi dall'Unione con tali paesi  terzi  o  adottati
nei  confronti  di  tali  paesi  sono  accettate   in   Croazia   per
l'immissione  in  libera  pratica  delle  merci  che,  alla  data  di
adesione, sono in fase di trasporto o in custodia temporanea,  presso
un deposito doganale o una zona franca in uno di tali paesi  terzi  o
in Croazia, a condizione che la Croazia non abbia accordi  di  libero
scambio in vigore con il paese terzo, in  relazione  ai  prodotti  in
questione, al momento del rilascio dei documenti di trasporto e che: 
   a)  l'acquisizione  di  tale  origine  conferisca  un  trattamento
tariffario preferenziale in base alle misure tariffarie preferenziali
contenute in accordi o regimi che l'Unione  ha  concluso  con,  o  ha
adottato nei confronti di, paesi terzi o gruppi di paesi terzi di cui
all'articolo 20, paragrafo 3, lettere d) ed e), del regolamento (CEE)
n. 2913/92 del Consiglio; 
   b) i documenti di trasporto siano stati rilasciati entro il giorno
precedente la data di adesione e 
   c) la prova dell'origine rilasciata o compilata a  posteriori  sia
presentata alle autorita' doganali entro quattro mesi dalla  data  di
adesione. 
8. Ai fini della verifica delle prove di cui al punto 7 si  applicano
le disposizioni relative alla definizione di "prodotti  originari"  e
ai metodi di cooperazione amministrativa di cui  agli  accordi  o  ai
regimi pertinenti. 
 
PROVA DELLA POSIZIONE DOGANALE CONFORMEMENTE ALLE DISPOSIZIONI  SULLA
LIBERA  PRATICA  DEI  PRODOTTI  INDUSTRIALI  ALL'INTERNO  DELL'UNIONE
DOGANALE UE-TURCHIA 
 
  9. La prova dell'origine debitamente  rilasciata  dalla  Turchia  o
  dalla  Croazia  o  compilata  nel  quadro  di  accordi  commerciali
  preferenziali in vigore tra  loro  e  che  preveda  un  divieto  di
  restituzione dei dazi doganali o di esenzione da  tali  dazi  sulle
  merci in questione e' accettata nei  rispettivi  paesi  come  prova
  della posizione  doganale  conformemente  alle  disposizioni  sulla
  libera pratica dei prodotti industriali di cui  alla  decisione  n.
  1/95 del Consiglio di  associazione  CE-Turchia,  del  22  dicembre
  1995,  relativa  all'attuazione  della  fase   finale   dell'unione
  doganale(

1

 ) (in prosieguo: "decisione n. 1/95"), a condizione che: 
 
 -------- 
 (

1

 ) GU L 35 del 13.2.1996, pag. 1. 
 
   a) la prova dell'origine e i documenti di  trasporto  siano  stati
rilasciati o compilati entro il giorno precedente la data di adesione
e 
   b) la prova dell'origine sia presentata  alle  autorita'  doganali
entro quattro mesi dalla data di adesione. 
Nel caso di merci dichiarate per l'immissione in  libera  pratica  in
Turchia o in Croazia, prima della data di adesione, nel quadro  degli
accordi commerciali preferenziali di cui al  primo  comma,  anche  le
prove dell'origine rilasciate o compilate a posteriori in base a tali
accordi possono essere accettate a condizione  che  siano  presentate
alle autorita' doganali entro quattro mesi dalla data di adesione. 
10. Ai fini della verifica della prova di cui al punto 9 si applicano
le disposizioni relative alla definizione di "prodotti  originari"  e
ai metodi di cooperazione amministrativa di cui ai pertinenti accordi
preferenziali. Le richieste di successiva verifica di tale prova sono
accettate dalle autorita'  doganali  competenti  degli  Stati  membri
attuali e della Croazia per un periodo di tre anni  a  decorrere  dal
rilascio o dalla compilazione della prova dell'origine in questione e
possono essere avanzate da tali autorita' per un periodo di tre  anni
a decorrere dall'accettazione della prova dell'origine a  complemento
della dichiarazione di libera pratica. 
11. Fatta salva l'applicazione di misure  risultanti  dalla  politica
commerciale comune, un certificato di circolazione  A.TR.  rilasciato
conformemente alle disposizioni sulla  libera  pratica  dei  prodotti
industriali, di cui alla decisione n. 1/95, e' accettato  in  Croazia
per l'immissione in libera pratica delle  merci  che,  alla  data  di
adesione, sono in fase di trasporto dopo  essere  state  assoggettate
alle formalita' di esportazione nell'Unione o in Turchia  o  sono  in
custodia  temporanea  o  rientrano  tra  i  regimi  doganali  di  cui
all'articolo 4, punto 16, lettere da b) a h), del  regolamento  (CEE)
n. 2913/92 del Consiglio in Turchia o in Croazia, a condizione che: 
   a) per le merci in  questione  non  sia  presentata  alcuna  prova
dell'origine di cui al punto 9; 
   b) le merci siano  conformi  alle  condizioni  per  l'applicazione
delle disposizioni sulla libera pratica dei prodotti industriali; 
   c) i documenti di trasporto siano stati rilasciati entro il giorno
precedente la data di adesione e 
   d) il  certificato  di  circolazione  A.TR.  sia  presentato  alle
autorita' doganali entro quattro mesi dalla data di adesione. 
  12. Ai fini della verifica del certificato di circolazione A.TR. di
  cui al punto 11 si applicano le disposizioni relative  al  rilascio
  dei certificati di circolazione A.TR. e ai metodi  di  cooperazione
  amministrativa di cui alla decisione  n.  1/2006  del  Comitato  di
  cooperazione doganale  CE-Turchia,  del  26  luglio  2006,  recante
  modalita' di applicazione della decisione n. 1/95 del Consiglio  di
  associazione CE-Turchia(

1

 ). 
 
 -------- 
 (

1

 ) GU L 265 del 26.9.2006, pag. 18. 
 
REGIMI DOGANALI 
 
13. La custodia temporanea e i regimi doganali di cui all'articolo 4,
punto 16, lettere da b) a h), del regolamento (CEE)  n.  2913/92  del
Consiglio iniziati prima dell'adesione sono ultimati  o  appurati  in
base alle condizioni stabilite nella normativa dell'Unione. 
Qualora la conclusione o l'appuramento diano luogo a  un'obbligazione
doganale,  l'importo  del  dazio  all'importazione  che  deve  essere
corrisposto  e'  quello  in   vigore   al   momento   dell'insorgenza
dell'obbligazione in conformita'  della  tariffa  doganale  comune  e
l'importo corrisposto e' considerato risorsa propria dell'Unione. 
14. Le procedure che disciplinano il deposito doganale, fissate negli
articoli da 84 a 90 e da 98 a 113 del regolamento  (CEE)  n.  2913/92
del Consiglio e negli articoli da 496 a 535 del regolamento (CEE)  n.
2454/93 della Commissione, si applicano alla Croazia  ferme  restando
le seguenti disposizioni specifiche: 
   - qualora l'importo di un'obbligazione doganale sia determinato in
base  alla  natura  delle  merci  di  importazione   e   qualora   la
dichiarazione che vincola tali merci al regime  sia  stata  accettata
prima della data  di  adesione,  la  classificazione  tariffaria,  il
quantitativo,  il  valore  in  dogana  e  l'origine  delle  merci  di
importazione al momento  del  loro  vincolo  al  regime  sono  quelli
risultanti dalla  normativa  applicabile  in  Croazia  alla  data  di
accettazione della dichiarazione da parte delle autorita' doganali. 
15. Le procedure che disciplinano il perfezionamento attivo,  fissate
negli articoli da 84 a 90 e da 114 a 129  del  regolamento  (CEE)  n.
2913/92 del Consiglio e negli articoli da 496 a 523 e da  536  a  550
del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, si applicano alla
Croazia ferme restando le seguenti disposizioni specifiche: 
   - qualora l'importo di un'obbligazione doganale sia determinato in
base  alla  natura  delle  merci  di  importazione   e   qualora   la
dichiarazione che vincola tali merci al regime  sia  stata  accettata
prima della data  di  adesione,  la  classificazione  tariffaria,  il
quantitativo,  il  valore  in  dogana  e  l'origine  delle  merci  di
importazione al momento  del  loro  vincolo  al  regime  sono  quelli
risultanti dalla  normativa  applicabile  in  Croazia  alla  data  di
accettazione della dichiarazione da parte delle autorita' doganali; 
   - qualora l'appuramento dia luogo a un'obbligazione doganale,  per
mantenere   la   parita'   di   trattamento   tra   i   titolari   di
un'autorizzazione stabiliti negli Stati membri attuali e  i  titolari
stabiliti in Croazia, viene pagato un interesse compensativo sui dazi
all'importazione esigibili, in base alle condizioni  stabilite  nella
normativa dell'Unione a decorrere dalla data di adesione; 
   - se la dichiarazione di perfezionamento attivo e' stata accettata
in base al  sistema  del  rimborso,  quest'ultimo  viene  effettuato,
secondo le condizioni stabilite nella normativa dell'Unione, a cura e
a carico della Croazia qualora l'obbligazione doganale  relativamente
alla quale e' stato richiesto il rimborso  sia  insorta  prima  della
data di adesione. 
16. Le procedure che disciplinano  l'ammissione  temporanea,  fissate
negli articoli da 84 a 90 e da 137 a 144  del  regolamento  (CEE)  n.
2913/92 del Consiglio e negli articoli da 496 a 523 e da  553  a  584
del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, si applicano alla
Croazia ferme restando le seguenti disposizioni specifiche: 
   - qualora l'importo di un'obbligazione doganale sia determinato in
base  alla  natura  delle  merci  di  importazione   e   qualora   la
dichiarazione che vincola tali merci al regime  sia  stata  accettata
prima della data  di  adesione,  la  classificazione  tariffaria,  il
quantitativo, il valore  in  dogana  e  all'origine  delle  merci  di
importazione al momento  del  loro  vincolo  al  regime  sono  quelli
risultanti dalla  normativa  applicabile  in  Croazia  alla  data  di
accettazione della dichiarazione da partc delle autorita' doganali; 
   - qualora l'appuramento dia luogo a un'obbligazione doganale,  per
mantenere   la   parita'   di   trattamento   tra   i   titolari   di
un'autorizzazione stabiliti negli Stati membri attuali e  i  titolari
stabiliti in Croazia, viene pagato un interesse compensativo sui dazi
all'importazione esigibili, in base alle condizioni  stabilite  nella
normativa dell'Unione a decorrere dalla data di adesione. 
17. Le procedure che disciplinano il perfezionamento passivo, fissate
negli articoli da 84 a 90 e da 145 a 160  del  regolamento  (CEE)  n.
2913/92 del Consiglio e negli articoli da 496 a 523 e da  585  a  592
del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, si applicano alla
Croazia ferme restando le seguenti disposizioni specifiche: 
   - l'articolo 591, secondo comma, del regolamento (CEE) n.  2454/93
della  Commissione  si  applica  mutatis  mutandis   all'esportazione
temporanea di merci che sono state  esportate  temporaneamente  dalla
Croazia prima della data di adesione. 
 
ALTRE DISPOSIZIONI 
 
18. Le autorizzazioni concesse dalla Croazia anteriormente alla  data
di adesione per il ricorso ai regimi doganali di cui all'articolo  4,
punto 16, lettere d), e) e g), o allo status di  operatore  economico
autorizzato di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 2,  del  regolamento
(CEE) n. 2913/92 del Consiglio restano valide  fino  al  termine  del
loro periodo di validita' o, se precedente, fino a un anno dalla data
di adesione. 
19. Le  procedure  che  disciplinano  l'insorgenza  dell'obbligazione
doganale, la contabilizzazione e il recupero  a  posteriori,  fissate
negli articoli da 201 a 232 del  regolamento  (CEE)  n.  2913/92  del
Consiglio e negli articoli da 859 a 876 bis del regolamento (CEE)  n.
2454/93 della Commissione, si applicano alla Croazia  ferme  restando
le seguenti disposizioni specifiche: 
   - il  recupero  e'  effettuato  alle  condizioni  stabilite  nella
normativa dell'Unione. Tuttavia, qualora l'obbligazione doganale  sia
insorta prima della data di adesione, il  recupero  e'  effettuato  a
cura e in favore della Croazia alle condizioni in essa vigenti  prima
dell'adesione. 
20. Le procedure che disciplinano il rimborso e lo sgravio dei  dazi,
fissate negli articoli da 235 a 242 del regolamento (CEE) n.  2913/92
del Consiglio e negli articoli da 877 a 912 del regolamento (CEE)  n.
2454/93 della Commissione, si applicano alla Croazia  ferme  restando
le seguenti disposizioni specifiche: 
   - il rimborso e lo sgavio dei dazi sono effettuati alle condizioni
stabilite nella normativa dell'Unione. Tuttavia, qualora i dazi per i
quali e' chiesto il rimborso o lo sgravio riguardino  un'obbligazione
doganale insorta prima della  data  di  adesione,  detto  rimborso  o
sgravio e' effettuato  a  cura  della  Croazia,  a  sue  spese,  alle
condizioni in essa vigenti prima dell'adesione. 
 
 
                                           Appendice dell'ALLEGATO IV 
 
 
Elenco delle misure di aiuto esistenti previste al punto  1,  lettera
b), del meccanismo d'aiuto esistente di cui alla sezione 2 ("Politica
                         della concorrenza") 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 

                                                           ALLEGATO V 
 
Elenco  di  cui  all'articolo 18  dell'atto   di   adesione:   misure
                             transitorie 
 
1. LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI 
32001 L 0083: Direttiva  2001/83/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio,  del  6  novembre  2001,  recante  un  codice  comunitario
relativo ai medicinali per  uso  umano  (GU  L  311  del  28.11.2001,
pag. 67) 
In deroga ai requisiti di qualita', sicurezza  ed  efficacia  fissati
nella  direttiva 2001/83/CE,  le  autorizzazioni  all'immissione   in
commercio dei medicinali non  soggetti  all'articolo 3,  paragrafo 1,
del  regolamento  (CE)  n. 726/2004  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 31 marzo 2004, che  istituisce  procedure  comunitarie
per l'autorizzazione e la sorveglianza dei medicinali per uso umano e
veterinario, e che istituisce l'agenzia europea per i  medicinali(1),
e figuranti nell'elenco (nell'appendice del presente allegato fornita
dalla Croazia) rilasciate, a norma del diritto  croato,  prima  della
data di adesione restano valide fino al loro rinnovo  in  conformita'
dell'acquis dell'Unione o fino a quattro anni dalla data di adesione,
se questa data e' anteriore. 
 
--------- 
(1) GU L 136 del 30.4.2004, pag. 1. 
 
Le autorizzazioni all'immissione in commercio basate su questa deroga
non godono del mutuo riconoscimento negli Stati  membri  fintantoche'
tali  prodotti  non  siano  stati  autorizzati   conformemente   alla
direttiva 2001/83/CE. 
Le autorizzazioni nazionali  all'immissione  in  commercio  che  sono
state concesse a norma del diritto nazionale  prima  dell'adesione  e
non sono basate su questa deroga nonche'  ogni  nuova  autorizzazione
all'immissione   in   commercio   devono   essere    conformi    alla
direttiva 2001/83/CE a decorrere dalla data di adesione. 
 
2. LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE 
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea 
31996 L  0071:  Direttiva  96/71/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei  lavoratori
nell'ambito di una prestazione di servizi (GU  L  18  del  21.1.1997,
pag. 1). 
32004 L 0038: Direttiva  2004/38/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 29 aprile 2004,  relativa  al  diritto  dei  cittadini
dell'Unione e dei  loro  familiari  di  circolare  e  di  soggiornare
liberamente nel  territorio  degli  Stati  membri,  che  modifica  il
regolamento (CEE) n.  1612/68  ed  abroga  le  direttive  64/221/CEE,
68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE,
90/365/CEE e 93/96/CEE (GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77). 
32011 R 0492: Regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento  europeo  e
del Consiglio, del 5 aprile 2011, relativo alla  libera  circolazione
dei lavoratori all'interno dell'Unione (GU L 141 del 27.5.2011,  pag.
1). 
1. L'articolo 45 e l'articolo 56,  primo  comma,  TFUE  si  applicano
pienamente soltanto, per quanto attiene alla libera circolazione  dei
lavoratori e alla libera prestazione di  servizi  che  implichino  la
temporanea circolazione di lavoratori ai sensi dell'articolo 1  della
direttiva 96/71/CE, fra la Croazia, da  un  lato,  e  ciascuno  degli
Stati membri attuali,  d'altro  lato,  fatte  salve  le  disposizioni
transitorie di cui ai punti da 2 a 13. 
2. In deroga agli articoli da 1 a 6 del regolamento (UE) n. 492/2011,
e fino alla fine del periodo di due anni dopo la  data  di  adesione,
gli Stati membri attuali applicheranno  le  misure  nazionali,  o  le
misure contemplate da accordi bilaterali, che disciplinano  l'accesso
dei cittadini croati al proprio mercato del lavoro. Gli Stati  membri
attuali possono continuare ad applicare tali misure  sino  alla  fine
del periodo di cinque anni dopo la data di adesione. 
I cittadini croati occupati legalmente in uno  Stato  membro  attuale
alla data di adesione e ammessi al mercato del lavoro di  tale  Stato
membro per un periodo ininterrotto pari  o  superiore  a  dodici mesi
avranno accesso al mercato del lavoro di tale Stato membro ma non  al
mercato del  lavoro  di  altri  Stati  membri  che  applicano  misure
nazionali. 
Anche i cittadini croati ammessi al mercato del lavoro di  uno  Stato
membro attuale dopo l'adesione per un  periodo  ininterrotto  pari  o
superiore a dodici mesi godono degli stessi diritti. 
I cittadini croati di cui al secondo e terzo comma cessano di  godere
dei diritti ivi menzionati  qualora  volontariamente  abbandonino  il
mercato del lavoro dello Stato membro attuale di cui trattasi. 
I cittadini croati occupati legalmente in uno  Stato  membro  attuale
alla data di adesione, o durante un periodo  in  cui  sono  applicate
misure nazionali, e che sono stati ammessi al mercato del  lavoro  di
tale Stato membro per un periodo inferiore a dodici mesi  non  godono
dei diritti di cui al secondo e terzo comma. 
3. Prima della fine del periodo di due anni successivo alla  data  di
adesione, il Consiglio esamina il  funzionamento  delle  disposizioni
transitorie di cui al punto 2, sulla  base  di  una  relazione  della
Commissione. 
Al termine dell'esame e non piu' tardi della fine del periodo di  due
anni successivo alla data  di  adesione,  gli  Stati  membri  attuali
comunicano alla Commissione se intendono continuare ad  applicare  le
misure nazionali o le misure contemplate da accordi bilaterali, o  se
da quel momento in poi intendono applicare gli articoli da 1 a 6  del
regolamento (UE) n. 492/2011. In mancanza di tale  comunicazione,  si
applicano gli articoli da 1 a 6 del regolamento (UE) n. 492/2011. 
4. Su richiesta della  Croazia  si  potra'  effettuare  un  ulteriore
esame. La procedura di cui al punto 3 va applicata e completata entro
sei mesi dalla data di ricevimento della richiesta croata. 
5. Gli Stati membri che, alla fine del periodo di cinque anni di  cui
al punto 2, mantengono le misure nazionali o le misure contemplate da
accordi bilaterali possono, dopo  averne  informato  la  Commissione,
continuare ad applicare dette misure fino alla fine del settimo  anno
successivo  all'adesione  qualora  si  verifichino  o   rischino   di
verificarsi gravi perturbazioni  del  loro  mercato  del  lavoro.  In
mancanza di tale comunicazione, si applicano gli articoli da  1  a  6
del regolamento (UE) n. 492/2011. 
6. Durante il periodo di  sette  anni  successivo  all'adesione,  gli
Stati membri in cui, a norma dei punti 3, 4 o  5,  si  applicano  gli
articoli da 1 a 6 del regolamento (UE) n. 492/2011  in  relazione  ai
cittadini croati e che rilasciano  permessi  di  lavoro  a  cittadini
croati  durante  tale  periodo  a  fini  di  controllo  vi  procedono
automaticamente. 
7. Gli Stati membri in cui, a norma dei punti 3, 4 o 5, si  applicano
gli articoli da 1 a 6 del regolamento (UE) n. 492/2011 nei  confronti
dei cittadini croati possono ricorrere alle procedure  descritte  nel
secondo e terzo comma del presente punto fino alla fine  del  periodo
di sette anni dopo la data dell'adesione. 
Quando uno degli Stati membri di cui al primo comma subisce o prevede
perturbazioni sul suo  mercato  del  lavoro  che  possono  comportare
rischi gravi per il tenore di vita o il livello  dell'occupazione  in
una data regione o per una data professione, ne avvisa la Commissione
e gli altri Stati membri, fornendo loro ogni  opportuna  indicazione.
Sulla base di tali informazioni, lo Stato membro puo'  chiedere  alla
Commissione  di  dichiarare   parzialmente   o   totalmente   sospesa
l'applicazione degli articoli da  1  a  6  del  regolamento  (UE)  n.
492/2011  per  ristabilire  la  normalita'   in   detta   regione   o
professione. La Commissione decide in merito alla sospensione e  alla
sua durata e portata entro due settimane al massimo  dal  ricevimento
della richiesta e notifica al Consiglio la sua decisione.  Entro  due
settimane dalla decisione della Commissione, qualsiasi  Stato  membro
puo' chiedere l'abrogazione o la modifica di tale decisione da  parte
del Consiglio. Il Consiglio delibera  a  maggioranza  qualificata  su
tale domanda entro due settimane. 
Gli Stati membri di cui al primo comma hanno  la  facolta',  in  casi
urgenti ed eccezionali, di sospendere l'applicazione  degli  articoli
da  1  a  6  del   regolamento   (UE)   n.   492/2011,   trasmettendo
successivamente una comunicazione motivata alla Commissione. 
8. Finche' l'applicazione degli articoli da 1  a  6  del  regolamento
(UE) n. 492/2011 e' sospesa a norma  dei  punti  2,  3,  4,  5  e  7,
l'articolo 23 della direttiva 2004/38/CE si applica  in  Croazia  nei
confronti dei cittadini degli Stati membri  attuali,  e  negli  Stati
membri attuali nei confronti  dei  cittadini  croati,  alle  seguenti
condizioni,  nella  misura  in  cui  esso  riguarda  il  diritto  dei
familiari dei lavoratori di esercitare un'attivita' lavorativa: 
- il coniuge di un lavoratore e i loro discendenti di eta'  inferiore
a 21 anni  o  a  carico  che  al  momento  dell'adesione  soggiornano
regolarmente con il lavoratore nel territorio  di  uno  Stato  membro
hanno, dal momento dell'adesione, immediato accesso  al  mercato  del
lavoro di tale Stato membro. Cio' non si applica ai familiari  di  un
lavoratore legalmente ammesso al mercato del lavoro  di  detto  Stato
membro per un periodo inferiore a dodici mesi; 
- il coniuge di un lavoratore e i loro discendenti di eta'  inferiore
a 21 anni o a carico che soggiornano regolarmente con  il  lavoratore
nel  territorio  di  uno  Stato  membro  da   una   data   successiva
all'adesione,  ma  durante   il   periodo   di   applicazione   delle
disposizioni transitorie esposte sopra, hanno accesso al mercato  del
lavoro dello Stato membro in questione non appena abbiano soggiornato
in detto Stato membro per almeno  diciotto  mesi  o  dal  terzo  anno
successivo all'adesione, se quest'ultima data e' precedente. 
Tali  disposizioni  lasciano  impregiudicate  eventuali  misure  piu'
favorevoli, siano esse  misure  nazionali  o  misure  contemplate  da
accordi bilaterali. 
9.  Qualora  le   disposizioni   della   direttiva   2004/38/EC   che
sostituiscono  le  disposizioni  della   direttiva   68/360/CEE   del
Consiglio, del 15 ottobre  1968,  relativa  alla  soppressione  delle
restrizioni al trasferimento e  al  soggiorno  dei  lavoratori  degli
Stati Membri e delle loro famiglie all'interno della  Comunita'  (1),
non possano essere dissociate dalle disposizioni del regolamento (UE)
n. 492/2011, la cui applicazione e' stata  differita  in  conformita'
dei punti 2, 3, 4, 5, 7 e 8, la Croazia e gli  Stati  membri  attuali
possono  derogare  a  tali  disposizioni  nella   misura   necessaria
all'applicazione dei punti 2, 3, 4, 5, 7 e 8. 
 
--------- 
(1) GU L 257 del 19.10.1968, pag. 13. Direttiva modificata da  ultimo
dall'atto di adesione del 2003 (GU L 236 del 23.9.2003,  pag.  33)  e
abrogata con effetto dal 30 aprile 2006  dalla  direttiva  2004/38/CE
del Parlamento europeo e del  Consiglio  (GU  L  158  del  30.4.2004,
pag. 77). 
 
10.  Laddove  misure  nazionali  o  misure  contemplate  da   accordi
bilaterali siano applicate dagli Stati membri attuali in virtu' delle
disposizioni transitorie esposte sopra, la Croazia puo' continuare ad
applicare misure equivalenti nei confronti dei cittadini dello  Stato
membro o degli Stati membri interessati. 
11. Gli Stati  membri  attuali  che  applicano  misure  nazionali  in
conformita' dei punti 2, 3, 4, 5, 7, 8 e 9  possono  introdurre,  nel
rispetto del diritto interno, una liberta' di circolazione piu' ampia
di quella esistente  al  momento  dell'adesione,  compreso  il  pieno
accesso al mercato del lavoro. A decorrere dal terzo anno  successivo
all'adesione, gli Stati membri attuali che applicano misure nazionali
possono  in  qualsiasi  momento  decidere  di  applicare  invece  gli
articoli da 1 a 6 del regolamento (UE) n. 492/2011. La Commissione e'
informata di tale decisione. 
12. Per far fronte a  gravi  perturbazioni  o  al  rischio  di  gravi
perturbazioni in specifici settori sensibili di servizi  dei  mercati
del lavoro della Germania e dell'Austria che  potrebbero  verificarsi
in  talune  regioni  in   seguito   alla   prestazione   di   servizi
transnazionali,  secondo   quanto   definito   all'articolo 1   della
direttiva 96/71/CE, la Germania e l'Austria, qualora  applichino,  in
virtu' delle misure transitorie suindicate, misure nazionali o misure
contemplate da accordi bilaterali concernenti la libera  circolazione
di lavoratori croati, possono, previa comunicazione alla Commissione,
derogare all'articolo 56, primo comma, TFUE,  al  fine  di  limitare,
nell'ambito  della  prestazione  di  servizi  da  parte  di   imprese
stabilite in Croazia, la temporanea circolazione di lavoratori il cui
diritto di svolgere un'attivita' lavorativa in Germania o in  Austria
e' soggetto a misure nazionali. 
L'elenco dei settori di servizi che potrebbero essere interessati  da
tale deroga e' il seguente: 
    

- per la Germania:

  Settore                            Codice NACE(*), salvo
                                     diversamente specificato

  Costruzioni, incluse               45.1-4;
  le attivita'  collegate             Attivita' elencate nell'allegato
                                     della direttiva 96/71/CE

  Servizi di pulizia e               74.70 Servizi di pulizia e di
  di disinfestazione                 disinfestazione

  Altri servizi                      74.87 Solo attivita' dei
                                     decoratori d'interni

    
(*) NACE: Cfr.  31990  R  3037:  Regolamento  (CEE)  n.  3037/90  del
Consiglio,  del   9 ottobre 1990,   relativo   alla   classificazione
statistica  delle  attivita'  economiche  nelle   Comunita'   europee
(GU L 293 del 24.10.1990, pag. 1); 
    

- per l'Austria:

   Settore                           Codice NACE (*), salvo
                                     diversamente specificato

   Attivita' dei servizi              01.41
   connessi all'orticoltura

   Taglio, modellatura e             26.7
   finitura della pietra

   Fabbricazione di strutture        28.11
   metalliche e di parti di
   strutture

   Costruzioni, incluse le           45.1-4;
   attivita' collegate                Attivita' elencate nell'allegato
                                     della direttiva 96/71/CE

   Servizi di vigilanza              74.60

   Servizi di pulizia e              74.70
   di disinfestazione

   Attivita' infermieristica          85.14
   a domicilio
   Assistenza sociale non            85.32
   residenziale

    
(*) NACE: Cfr.  31990  R  3037:  Regolamento  (CEE)  n.  3037/90  del
Consiglio,  del  9  ottobre  1990,  relativo   alla   classificazione
statistica delle attivita' economiche nelle Comunita' europee  (GU  L
293 del 24.10.1990, pag. 1). 
 
Qualora  la  Germania  o  l'Austria   deroghino   alle   disposizioni
dell'articolo 56, primo comma,  TFUE,  in  conformita'  del  primo  e
secondo capoverso del presente punto, la Croazia  puo',  dopo  averne
informato la Commissione, adottare misure equivalenti. 
L'applicazione del presente punto non deve determinare condizioni  di
temporanea circolazione dei lavoratori, nell'ambito della prestazione
di servizi transnazionali tra la Germania o l'Austria e  la  Croazia,
piu' restrittive di  quelle  esistenti  alla  data  della  firma  del
trattato di adesione. 
13. L'applicazione dei punti  da  2  a  5  e  da  7  a  11  non  deve
determinare condizioni di accesso dei cittadini croati ai mercati del
lavoro  degli  Stati  membri  attuali  piu'  restrittive  di   quelle
esistenti alla data della firma del trattato di adesione. 
Nonostante l'applicazione dei punti da  1  a  12,  gli  Stati  membri
attuali introducono, in  qualsiasi  periodo  in  cui  sono  applicate
misure nazionali o  misure  contemplate  da  accordi  bilaterali,  un
trattamento preferenziale per  i  lavoratori  cittadini  degli  Stati
membri rispetto a quelli che sono cittadini di paesi terzi in  ordine
all'accesso al proprio mercato del lavoro. 
I lavoratori migranti croati e le rispettive famiglie che soggiornano
regolarmente e sono occupati in un altro Stato membro o i  lavoratori
migranti  di  altri  Stati  membri  e  le  rispettive  famiglie   che
soggiornano regolarmente e sono occupati in Croazia non devono essere
trattati in modo piu' restrittivo  di  quelli  provenienti  da  paesi
terzi che soggiornano e  sono  occupati,  rispettivamente,  in  detto
Stato membro o in Croazia. Inoltre,  in  applicazione  del  principio
della preferenza dell'Unione, i lavoratori  migranti  provenienti  da
paesi terzi che soggiornano e sono occupati  in  Croazia  non  devono
beneficiare di un trattamento piu' favorevole di quello riservato  ai
cittadini croati. 
 
3. LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI 
Trattato sull'Unione europea e trattato sul funzionamento dell'Unione
europea 
Nonostante gli obblighi sanciti  dai  trattati  sui  quali  si  fonda
l'Unione europea, la Croazia puo' mantenere in vigore, per un periodo
di sette anni dalla data di adesione, le restrizioni  previste  nella
legge sui terreni agricoli (GU 152/08), in  vigore  alla  data  della
firma del trattato di adesione, in ordine all'acquisizione di terreni
agricoli da parte di cittadini di un altro Stato membro, di cittadini
degli Stati Parti dell'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) e
di persone giuridiche costituite secondo le leggi di un  altro  Stato
membro o di uno Stato Parte dell'accordo SEE. Tuttavia, un  cittadino
di uno Stato membro o una persona  giuridica  costituita  secondo  le
leggi di un altro Stato membro non possono in nessun  caso  ricevere,
per  quanto  riguarda  l'acquisizione   di   terreni   agricoli,   un
trattamento meno favorevole di quello che sarebbe stato  praticato  a
tale cittadino o persona giuridica alla data della firma del trattato
di adesione  ne'  un  trattamento  piu'  restrittivo  rispetto  a  un
cittadino o a una persona giuridica di un paese terzo. 
Gli agricoltori autonomi che sono cittadini di un altro Stato  membro
e desiderano stabilirsi e risiedere in Croazia non sono soggetti alle
disposizioni del primo capoverso o a norme  e  procedure  diverse  da
quelle previste per i cittadini croati. 
Un riesame generale di detta misura transitoria  ha  luogo  entro  la
fine del terzo  anno  dopo  la  data  di  adesione.  A  tal  fine  la
Commissione  presenta  una  relazione  al  Consiglio.  Il  Consiglio,
deliberando  all'unanimita'  su  proposta  della  Commissione,   puo'
decidere di ridurre o interrompere il periodo transitorio di  cui  al
primo capoverso. 
Qualora vi siano prove sufficienti del fatto che,  allo  scadere  del
periodo transitorio, vi saranno gravi perturbazioni o rischi di gravi
perturbazioni sul mercato dei  terreni  agricoli  della  Croazia,  la
Commissione, su  richiesta  della  Croazia,  decide  in  ordine  alla
proroga di tre  anni  del  periodo  transitorio.  Tale  proroga  puo'
interessare unicamente determinate zone  geografiche  particolarmente
colpite. 
 
4. AGRICOLTURA 
I. MISURE TRANSITORIE PER LA CROAZIA 
1. 32001 L 0113: Direttiva 2001/113/CE del Consiglio, del 20 dicembre
2001, relativa alle confetture, gelatine e  marmellate  di  frutta  e
alla crema di marroni destinate all'alimentazione umana (GU L 10  del
12.1.2002, pag. 67) 
In  deroga  all'obbligo  di  cui  all'articolo  8.  l'immissione   in
commercio  sul  mercato  croato  dei  prodotti   denominati   "domaca
marmelada"   e   "ekstra   domaca   marmelada"   e'   ammessa    fino
all'esaurimento delle scorte esistenti alla data di adesione. 
2. 32006 R 0510: Regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio,  del  20
marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche  e
delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari  (GU
L 93 del 31.3.2006, pag. 12, e GU L 335 M del 13.12.2008, pag. 213) 
a) All'articolo 5, paragrafo 8, il secondo comma  e'  sostituito  dal
seguente: 
"La Bulgaria, la Romania e la Croazia mettono in vigore  le  suddette
disposizioni legislative, regolamentari  e  amministrative  entro  un
anno dalla rispettiva data di adesione.". 
b) All'articolo 5, paragrafo 11, il primo  comma  e'  sostituito  dal
seguente: 
"11. Per la Bulgaria, la Romania e la Croazia la protezione nazionale
delle  indicazioni  geografiche  e  delle   denominazioni   d'origine
esistente alla data  della  loro  adesione  puo'  continuare  per  un
periodo di dodici mesi dalla rispettiva data di adesione.". 
3. 32007 R 1234: Regolamento (CE)  n. 1234/2007  del  Consiglio,  del
22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per  taluni  prodotti  agricoli  (regolamento
unico OCM) (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1) 
a) All'articolo 118 quaterdecies e' aggiunto il paragrafo seguente: 
"5. In deroga ai paragrafi da 1 a  4  la  Croazia  e'  autorizzata  a
immettere sul mercato nazionale o esportare in paesi terzi  vini  con
la denominazione "Mlado vino portugizac", fino all'esaurimento  delle
scorte esistenti alla data di adesione. La  Croazia  costituisce  una
banca dati informatizzata con  informazioni  sulle  scorte  esistenti
alla data di adesione  e  assicura  che  queste  siano  verificate  e
dichiarate alla Commissione.". 
b) All'articolo 118 vicies e' aggiunto il paragrafo seguente: 
"5. Per la Croazia le denominazioni di vini pubblicate nella GU C 116
del 14 aprile 2011 sono protette ai sensi del  presente  regolamento,
con riserva dell'esito favorevole della procedura di opposizione.  La
Commissione  le  iscrive  nel  registro   di   cui   all'articolo 118
quindecies. 
I paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo si applicano alle seguenti
condizioni: il termine di cui al paragrafo 3 e' un anno dalla data di
adesione della Croazia. Il termine di cui al paragrafo 4  e'  quattro
anni dalla data di adesione della Croazia." 
4. 32009 R 0073: Regolamento (CE) n. 73/2009 del  Consiglio,  del  19
gennaio 2009, che stabilisce  norme  comuni  relative  ai  regimi  di
sostegno diretto agli agricoltori nell'ambito della politica agricola
comune  e  istituisce  taluni  regimi  di  sostegno  a  favore  degli
agricoltori, e che modifica i  regolamenti  (CE)  n. 1290/2005,  (CE)
n. 247/2006,  (CE)  n. 378/2007  e   abroga   il   regolamento   (CE)
n. 1782/2003 (GU L 30 del 31.1.2009, pag. 16). 
a) In deroga all'obbligo di cui  all'articolo  4,  paragrafo  1,  del
regolamento (CE) n. 73/2009 di ottemperare  ai  criteri  di  gestione
obbligatori elencati nell'allegato II  del  regolamento  stesso,  gli
agricoltori croati che beneficiano di pagamenti  diretti  introducono
nel campo di applicazione della condizionalita' i criteri di gestione
obbligatori di cui all'allegato II, punti A, B e C  conformemente  al
seguente calendario: dal 1º gennaio  2014  per  il  punto A,  dal  1º
gennaio 2016 per il punto B e dal 1º gennaio 2018 per il punto C. 
b) Dopo il titolo V, capitolo 1, del regolamento (CE) n. 73/2009 sono
inseriti il titolo di capitolo e l'articolo seguenti: 
"CAPITOLO 1 bis 
Regime di pagamento unico 
Articolo 121 bis 
Regime di pagamento unico in Croazia 
Per la Croazia l'applicazione degli articoli 4, 5, 23,  24  e  25  e'
facoltativa fino al  31  dicembre  2013  nella  misura  in  cui  tali
disposizioni  riguardano  i  criteri  di  gestione   obbligatori.   A
decorrere dal 1° gennaio 2014 gli agricoltori che ricevono  pagamenti
nell'ambito del regime di pagamento unico in Croazia  ottemperano  ai
criteri di gestione obbligatori di cui all'allegato II in conformita'
del seguente calendario: 
a) i criteri di cui all'allegato II, punto A si applicano a decorrere
dal 1º gennaio 2014; 
b) i criteri di cui all'allegato II, punto B si applicano a decorrere
dal 1º gennaio 2016; 
c) i criteri di cui all'allegato II, punto C si applicano a decorrere
dal 1º gennaio 2018.". 
II. CONTINGENTE TARIFFARIO TRANSITORIO PER  LO  ZUCCHERO  GREGGIO  DI
CANNA DESTINATO ALLA RAFFINAZIONE 
Alla  Croazia  si  riserva  un  contingente  d'importazione   annuale
autonomo erga omnes di 40 000 tonnellate di zucchero greggio di canna
destinato alla raffinazione, ad un dazio di 98,00 EUR per tonnellata,
per  un  periodo  massimo  di  tre  campagne  di  commercializzazione
successive all'adesione.  Qualora  dai  negoziati  con  altri  membri
dell'Organizzazione mondiale  del  commercio,  in  base  all'articolo
XXIV.6 dell'accordo generale sulle tariffe doganali e  sul  commercio
relativo agli adeguamenti compensativi, a seguito dell'adesione della
Croazia derivi un'apertura di contingenti  compensativi  di  zucchero
prima della fine del periodo transitorio, il contingente  di  40  000
tonnellate assegnato alla Croazia e' chiuso  totalmente  o  in  parte
all'apertura dei contingenti compensativi. La Commissione  adotta  le
necessarie misure di attuazione conformemente alla procedura  di  cui
all'articolo 195, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007,  in
combinato disposto con l'articolo 13, paragrafo 1,  lettera  b),  del
regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio. 
III. MISURE TEMPORANEE IN MATERIA DI PAGAMENTI DIRETTI PER LA CROAZIA 
Il rimborso dei pagamenti diretti concessi agli  agricoltori  per  il
2013 e' subordinato all'applicazione da parte  della  Croazia,  prima
dell'adesione,  di  norme  identiche  a  quelle  stabilite  per  tali
pagamenti diretti nel regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio e nel
regolamento (CE) n. 1120/2009 della Commissione, del 29 ottobre 2009,
recante modalita' di applicazione del regime di  pagamento  unico  di
cui al titolo III del regolamento (CE) n. 73/2009 del  Consiglio  che
stabilisce norme  comuni  relative  ai  regimi  di  sostegno  diretto
nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi
di sostegno a favore degli agricoltori(1), nel  regolamento  (CE)  n.
1121/2009 della Commissione, del 29 ottobre 2009,  recante  modalita'
di applicazione del regolamento (CE)  n. 73/2009  del  Consiglio  per
quanto riguarda i regimi di sostegno a favore  degli  agricoltori  di
cui ai titoli IV e V di detto regolamento(2), e nel regolamento  (CE)
n.  1122/2009  della  Commissione,  del  30 novembre  2009,   recante
modalita'  di  applicazione  del  regolamento  (CE)  n.  73/2009  del
Consiglio per quanto riguarda la condizionalita', la modulazione e il
sistema integrato di gestione e di controllo nell'ambito  dei  regimi
di sostegno diretto agli agricoltori di cui al medesimo regolamento e
modalita' di applicazione  del  regolamento  (CE)  n.  1234/2007  del
Consiglio per quanto  riguarda  la  condizionalita'  nell'ambito  del
regime di sostegno per il settore vitivinicolo(3). 
 
---------- 
(1) GU L 316 del 2.12.2009, pag. 1. 
(2) GU L 316 del 2.12.2009, pag. 27. 
(3) GU L 316 del 2.12.2009, pag. 65. 
 
5. SICUREZZA ALIMENTARE E POLITICA VETERINARIA E FITOSANITARIA 
I. GALLINE OVAIOLE 
31999 L 0074: Direttiva 1999/74/CE del Consiglio, del 19 luglio 1999,
che stabilisce le  norme  minime  per  la  protezione  delle  galline
ovaiole (GU L 203 del 3.8.1999, pag. 53) 
In deroga all'articolo 6 della  direttiva 1999/74/CE  del  Consiglio,
per quanto riguarda la Croazia le galline ovaiole  attive  alla  data
dell'adesione  possono  essere  tenute  in  gabbie  non  conformi  ai
requisiti  strutturali  di  cui  al  suddetto  articolo.  La  Croazia
garantisce che tali gabbie cessino di essere utilizzate entro  dodici
mesi dall'adesione. 
Le uova provenienti  da  tali  gabbie  non  modificate  sono  immesse
unicamente sul  mercato  nazionale  della  Croazia.  Tali  uova  e  i
relativi  imballaggi  sono  chiaramente  identificati  mediante   uno
speciale marchio che consente i necessari controlli. Una  descrizione
precisa di tale speciale marchio e' comunicata  alla  Commissione  al
piu' tardi un anno prima della data di adesione. 
II. STABILIMENTI (SETTORI DELLE CARNI, DEL LATTE, DEI PRODOTTI ITTICI
E DEI SOTTOPRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE) 
32004 R 0852: Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento  europeo  e
del  Consiglio,  del  29 aprile  2004,   sull'igiene   dei   prodotti
alimentari (GU L 139 del 30.4.2004, pag. 1). 
32004 R 0853: Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento  europeo  e
del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in
materia di igiene per gli alimenti di origine animale (GU L  139  del
30.4.2004, pag. 55) 
32009 R 1069: Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo  e
del Consiglio, del 21 ottobre 2009, recante norme sanitarie  relative
ai sottoprodotti di  origine  animale  e  ai  prodotti  derivati  non
destinati al consumo umano  e  che  abroga  il  regolamento  (CE)  n.
1774/2002 (regolamento sui sottoprodotti di origine  animale)  (GU  L
300 del 14.11.2009, pag. 1) 
1. I requisiti strutturali di cui: 
a) al regolamento (CE)  n. 852/2004  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio: 
- allegato II, capitolo II; 
b) al regolamento (CE)  n. 853/2004  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio: 
- allegato III, sezione I, capitoli II e III, 
- allegato III, sezione II, capitoli II e III, 
- allegato III, sezione V, capitolo I; 
c) al regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione, del 25 febbraio
2011, recante disposizioni di applicazione del  regolamento  (CE)  n.
1069/2009 del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio  recante  norme
sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai  prodotti
derivati non destinati al consumo umano, e della  direttiva  97/78/CE
del Consiglio per quanto riguarda  taluni  campioni  e  articoli  non
sottoposti a controlli veterinari alla frontiera(1): 
- allegato IV, capo I, 
- allegato IX, capi I, II e III, 
- allegato X, capi I e II, e 
- allegato XIII, 
non si applicano ad alcuni stabilimenti nei settori delle carni,  del
latte, dei prodotti ittici e dei sottoprodotti di origine animale  in
Croazia  fino  al 31 dicembre 2015,  ferme  restando  le   condizioni
fissate in appresso. 
 
---------- 
(1) GU L 54 del 26.2.2011, pag. 1. 
 
2. Finche' gli stabilimenti di cui al punto  1  beneficiano  di  tale
punto, i prodotti provenienti da detti stabilimenti  sono  unicamente
immessi sul mercato nazionale croato o sui  mercati  di  paesi  terzi
secondo  la  pertinente  normativa  dell'Unione  o   utilizzati   per
lavorazioni  successive  in  stabilimenti   in   Croazia   ugualmente
disciplinati  dal  punto   1,   indipendentemente   dalla   data   di
commercializzazione. 
3. Gli alimenti provenienti dagli stabilimenti  di  cui  al  punto  1
recano un bollo sanitario o un marchio di identificazione diverso  da
quello previsto dall'articolo 5 del regolamento (CE) n. 853/2004. Una
descrizione  precisa  dei  diversi  bolli  sanitari   o   marchi   di
identificazione e' comunicata alla Commissione al piu' tardi un  anno
prima della data di adesione. 
4. I punti 2 e 3 si applicano inoltre a tutti i prodotti  provenienti
da uno stabilimento integrato per la trasformazione della carne,  del
latte o dei prodotti  ittici  se  una  qualsiasi  delle  parti  dello
stabilimento in questione e' soggetta al punto 1. 
5. La Croazia mantiene sotto costante osservazione  l'attuazione  del
programma nazionale per l'adeguamento degli stabilimenti  e  fornisce
alla  Commissione  un  piano  annuale  dei  progressi  realizzati  al
riguardo. La Croazia provvede a elaborare un piano di adeguamento per
ogni singolo stabilimento corredato di  un  calendario  di  messa  in
conformita' ai requisiti strutturali e a metterlo,  su  richiesta,  a
disposizione della Commissione. 
6. Con debito anticipo prima dell'adesione, la Commissione  stila  un
elenco degli stabilimenti di cui al punto  1.  Tale  elenco  e'  reso
pubblico e comprende  la  denominazione  e  l'indirizzo  di  ciascuno
stabilimento. 
7. La Croazia garantisce  che  gli  stabilimenti  che  alla  data  di
adesione non si siano pienamente conformati all'acquis dell'Unione in
materia di sicurezza alimentare,  tranne  qualora  siano  contemplati
dalla presente misura transitoria, cessino le attivita'. 
8. Le modalita'  di  applicazione  intese  a  garantire  il  regolare
funzionamento del regime transitorio in relazione ai regolamenti (CE)
n. 852/2004  e  n. 853/2004   possono   essere   adottate   a   norma
rispettivamente dell'articolo 12, secondo comma,  e  dell'articolo 9,
secondo comma. 
9. Le modalita'  di  applicazione  intese  a  garantire  il  regolare
funzionamento del regime transitorio in relazione al regolamento (CE)
n. 1069/2009  possono  essere  adottate  a  norma   dell'articolo 52,
paragrafo 4, dello stesso. 
III. COMMERCIALIZZAZIONE DELLE SEMENTI 
32002 L 0053: Direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002,
relativa al catalogo comune delle varieta'  delle  specie  di  piante
agricole (GU L 193 del 20.7.2002, pag. 1). 
32002 L 0055: Direttiva 2002/55/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002,
relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi (GU L  193
del 20.7.2002, pag. 33) 
La Croazia  puo'  rinviare  fino  al 31 dicembre 2014  l'applicazione
dell'articolo 4,   paragrafo 1,   della   direttiva   2002/53/CE    e
dell'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2002/55/CE  per  quanto
concerne la commercializzazione nel suo territorio di  sementi  delle
varieta' elencate nei rispettivi cataloghi nazionali  delle  varieta'
delle specie di piante agricole e  delle  varieta'  delle  specie  di
ortaggi che non sono state ufficialmente  accettate  ai  sensi  delle
suddette direttive. Durante tale  periodo,  dette  sementi  non  sono
commercializzate nel territorio di altri Stati membri. 
IV. NEUM 
31997 L 0078: Direttiva 97/78/CE del Consiglio, del 18 dicembre 1997,
che  fissa  i  principi  relativi  all'organizzazione  dei  controlli
veterinari per i prodotti che provengono dai paesi terzi e  che  sono
introdotti nella Comunita' (GU L 24 del 30.1.1998, pag. 9) 
L'articolo 1 e' sostituito dal seguente: 
"Articolo 1 
1. Controlli veterinari sui  prodotti  provenienti  dai  paesi  terzi
introdotti  in  uno  dei  territori  elencati  nell'allegato I   sono
effettuati dagli Stati membri a norma della presente direttiva e  del
regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del  Consiglio,
del 29 aprile 2004,  relativo  ai  controlli   ufficiali   intesi   a
verificare la conformita' alla normativa in materia di mangimi  e  di
alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali(*). 
2. In deroga al paragrafo 1, le partite di prodotti  provenienti  dal
territorio della Croazia e in transito attraverso il territorio della
Bosnia-Erzegovina a Neum ("corridoio di Neum") prima di rientrare nel
territorio croato attraverso i punti di entrata di Klek o Zaton  Doli
possono essere esentate dai controlli veterinari,  a  condizione  che
siano soddisfatti i seguenti requisiti: 
a) la Croazia dispone, alla data dell'adesione o anteriormente a tale
data, di punti di entrata a nord e a sud del corridoio di Neum dotati
di attrezzature e personale e pronti ad assicurare  il  rispetto  dei
requisiti di cui al presente paragrafo; 
b) la Croazia assicura che: 
  i) per il trasporto delle partite siano usati solo veicoli chiusi; 
  ii) i veicoli  che  trasportano  le  partite  siano  sigillati  con
sigilli numerati in maniera unica prima di transitare  nel  corridoio
di Neum; 
  iii)  sia  tenuto  un  registro  nel   quale   sia   precisata   la
corrispondenza tra sigilli  numerati  e  veicoli,  per  consentire  i
necessari controlli; 
  iv) la data e l'ora in cui i veicoli  che  trasportano  le  partite
lasciano il territorio della Croazia e vi rientrano siano registrate,
in modo da poter calcolare la durata totale del transito; 
c) la Croazia  assicura  che  le  partite  non  siano  autorizzate  a
rientrare nel territorio della Croazia se: 
  i) e' stato rotto o sostituito un sigillo del  veicolo  durante  il
transito attraverso il corridoio di Neum, e/o 
  ii) la durata totale del  transito  e'  notevolmente  superiore  al
tempo totale di transito accettabile, tenuto conto della distanza  di
transito complessiva, a meno che  l'autorita'  competente  non  abbia
effettuato una valutazione dei rischi per la  salute  umana  e  degli
animali e non abbia adottato misure efficaci, proporzionate e  mirate
sulla base di tale valutazione; 
d)  la  Croazia  informa  la  Commissione  periodicamente  e  secondo
necessita' del mancato rispetto dei requisiti di cui alla  lettera b)
e delle misure adottate ai sensi della lettera c); 
e) se necessario, e' adottata una decisione di sospensione  o  revoca
della  deroga  al   paragrafo I   secondo   la   procedura   di   cui
all'articolo 29; 
f) se del caso, le modalita' d'applicazione  del  presente  paragrafo
possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 29. 
 
---------- 
(*) GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1.". 
 
6. PESCA 
32006 R 1967: Regolamento (CE) n. 1967/2006  del  Consiglio,  del  21
dicembre 2006, relativo alle misure di gestione per  lo  sfruttamento
sostenibile delle risorse della pesca nel Mar Mediterraneo e  recante
modifica del regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il regolamento
(CE) n. 1626/94 (GU L 409 del 30.12.2006, pag. 11. Rettifica nella GU
L 36 dell'8.2.2007, pag. 6) 
a) In deroga all'articolo 13, paragrafi 1 e 2, fino al 30 giugno 2014
e' temporaneamente consentito l'utilizzo di reti a strascico da parte
di navi immatricolate  e  operanti  solo  in  Istria  occidentale,  a
profondita' inferiori a 50 metri e  a  una  distanza  minima  di  1,5
miglia nautiche dalla costa. 
Tale  deroga  si  applica  nella   regione   indicata   come   Istria
occidentale, delimitata da una linea diretta  verso  nord  e  da  una
linea  diretta  verso  ovest  a  partire  dal  punto  di   coordinate
geografiche φ=44.52135 e λ=14.29244. 
Per navi di lunghezza fuoritutto inferiore a 15  metri,  fino  al  30
giugno 2014 la Croazia e' temporaneamente  autorizzata  a  utilizzare
reti a strascico in acque di profondita' superiore a 50 metri e a una
distanza minima di 1 miglio nautico dalla costa, mantenendo tutte  le
altre  restrizioni  spaziali  e  temporali  applicate  alla  data  di
adesione. 
b) In deroga all'articolo 17, paragrafo 1, fino al 31  dicembre  2014
un numero limitato di navi, non  superiore  a  2000,  comprese  nella
categoria  specifica  della  pesca  non  commerciale  "piccola  pesca
artigianale per il fabbisogno personale", e' autorizzato a utilizzare
200 metri al massimo di  reti  da  imbrocco,  purche'  continuino  ad
applicarsi  tutte  le  altre  restrizioni  in  vigore  alla  data  di
adesione. Entro e non oltre la data di adesione la  Croazia  presenta
alla Commissione l'elenco delle  navi  interessate  da  tale  periodo
transitorio, indicandone caratteristiche e capacita' espresse in GT e
kW. 
 
7. POLITICA DEI TRASPORTI 
1. 31992 R 3577: Regolamento (CEE) n. 3577/92 del  Consiglio,  del  7
dicembre 1992, concernente l'applicazione del principio della  libera
prestazione dei servizi  ai  trasporti  marittimi  all'interno  degli
Stati membri (cabotaggio marittimo) 
(GU L 364 del 12.12.1992, pag. 7) 
All'articolo 6 sono aggiunti i paragrafi seguenti: 
"4. In deroga all'articolo 4, paragrafo 1, secondo comma, i contratti
di servizio pubblico conclusi prima  della  data  di  adesione  della
Croazia possono continuare ad essere applicati fino  al  31  dicembre
2016. 
5. In deroga all'articolo 1, paragrafo 1, fino al 31 dicembre 2014  i
servizi di crociera effettuati tra porti croati  da  navi  di  stazza
inferiore  a  650  tonnellate  lorde   sono   riservati   alle   navi
immatricolate in  Croazia  e  battenti  bandiera  croata  gestite  da
compagnie di navigazione stabilite  conformemente  alla  legislazione
croata e il cui centro d'attivita' principale e'  situato  e  il  cui
controllo effettivo e' esercitato in Croazia. 
6.  In  deroga  all'articolo  1,  paragrafo  1,  e  per  il   periodo
transitorio fino  al  31  dicembre  2014,  la  Commissione  puo',  su
richiesta motivata di uno Stato membro, decidere, entro trenta giorni
lavorativi a decorrere dal ricevimento  della  pertinente  richiesta,
che le navi che beneficiano della deroga di cui al  paragrafo  5  del
presente articolo non effettuino servizi di crociera tra i  porti  di
talune zone di uno Stato membro diverso dalla Croazia ove si dimostri
che l'esercizio di tali  servizi  disturbi  o  rischi  di  disturbare
gravemente il mercato del trasporto interno nelle  zone  interessate.
Se,  trascorsi  trenta  giorni  lavorativi,  la  Commissione  non  ha
adottato una decisione, lo Stato membro interessato ha il diritto  di
applicare misure di salvaguardia finche'  la  Commissione  non  abbia
deciso.  In  caso  di  emergenza,  lo  Stato  membro  puo'   adottare
unilateralmente misure provvisorie appropriate, che possono  rimanere
in vigore per un periodo non superiore a tre mesi. Tale Stato  membro
ne  informa  immediatamente  la  Commissione.  La  Commissione   puo'
abrogare  le  misure  o  confermarle  finche'  non  abbia  preso  una
decisione definitiva. Gli  Stati  membri  sono  tenuti  informati  al
riguardo.". 
2. 32009 R 1072: Regolamento (CE) n. 1072/2009 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 21 ottobre 2009,  che  fissa  norme  comuni  per
l'accesso al mercato internazionale del trasporto di merci su  strada
(rifusione) (GU L 300 del 14.11.2009, pag. 72) 
In deroga all'articolo  8  del  regolamento  (CE)  n.  1072/2009,  si
applicano le seguenti disposizioni: 
- per un periodo di due anni dalla data di adesione della Croazia, le
imprese stabilite in Croazia sono escluse dal cabotaggio negli  altri
Stati membri; 
- per un periodo di due anni dalla data di  adesione  della  Croazia,
gli altri Stati membri possono comunicare alla Commissione  se  hanno
intenzione di prorogare  il  periodo  transitorio  di  cui  al  primo
trattino per un  massimo  di  due  anni  o  se  hanno  intenzione  di
applicare l'articolo 8  per  le  imprese  stabilite  in  Croazia.  In
mancanza di siffatta comunicazione si applica l'articolo 8; 
- ognuno degli Stati membri attuali puo' in qualsiasi momento, per un
periodo di due anni dalla data di adesione della Croazia,  comunicare
alla Commissione l'intenzione di applicare l'articolo 8 nei confronti
delle imprese stabilite in Croazia; 
- soltanto i vettori stabiliti negli Stati membri in cui  si  applica
l'articolo 8 nei confronti delle imprese stabilite in Croazia possono
effettuare operazioni di cabotaggio in Croazia; 
- per un periodo  di  quattro  anni  dalla  data  di  adesione  della
Croazia, qualsiasi Stato membro che applichi l'articolo  8  puo',  in
caso di grave perturbazione del proprio mercato nazionale o di  parti
di  esso  dovuta  all'attivita'  di   cabotaggio   o   aggravata   da
quest'ultima, come un'eccedenza importante dell'offerta rispetto alla
domanda  oppure  una  minaccia  per  l'equilibrio  finanziario  o  la
sopravvivenza di un numero significativo di imprese di  trasporto  di
merci su strada, chiedere alla Commissione di sospendere del tutto  o
in parte l'applicazione dell'articolo 8 nei confronti  delle  imprese
stabilite in Croazia. In tal caso si applica l'articolo 10. 
Gli Stati membri che applicano la misura transitoria di cui al  primo
capoverso,  primo  e  secondo  trattino,   possono   progressivamente
scambiarsi autorizzazioni di cabotaggio in base ad accordi bilaterali
con la Croazia. 
Gli accordi transitori di cui al primo e  al  secondo  capoverso  non
devono portare, in qualsiasi Stato membro, a una maggiore limitazione
dell'accesso dei vettori croati all'attivita' di cabotaggio  rispetto
alla situazione  esistente  all'atto  della  firma  del  trattato  di
adesione. 
 
8. FISCALITA' 
1. 31992 L 0079: Direttiva 92/79/CEE del Consiglio,  del  19  ottobre
1992, relativa al ravvicinamento delle imposte sulle sigarette (GU  L
316 del 31.10.1992, pag. 8) 
All'articolo 2, paragrafo 2, e' aggiunto il comma seguente: 
"Alla Croazia e' concesso un periodo transitorio fino al 31  dicembre
2017 al fine di raggiungere i requisiti di cui  al  primo  e  secondo
comma. Tuttavia, a decorrere dal 1º gennaio 2014, l'accisa  non  puo'
essere inferiore a 77 EUR per 1 000 sigarette, indipendentemente  dal
prezzo medio ponderato di vendita al minuto.". 
2. 32006 L 0112: Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre
2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU  L
347 dell'11.12.2006, pag. 1) 
a) All'articolo 13, il paragrafo 2 e' sostituito dal seguente: 
"2.  Gli  Stati  membri  possono  considerare  come  attivita'  della
pubblica amministrazione le attivita' degli enti di diritto  pubblico
quando esse sono esenti a norma degli articoli 132, 135, 136  e  371,
degli  articoli  da  374  a  377,  dell'articolo  378,  paragrafo  2,
dell'articolo 379, paragrafo  2,  o  degli  articoli  da  380  a  390
quater.". 
b) All'articolo 80, paragrafo 1, la lettera b)  e'  sostituita  dalla
seguente: 
"b) se il corrispettivo e' inferiore al valore normale e il cedente o
prestatore non ha interamente diritto alla detrazione ai sensi  degli
articoli da 167 a 171 e degli articoli da 173 a 177 e l'operazione e'
esente ai sensi degli articoli 132, 135, 136, 371,  375,  376  e 377,
dell'articolo 378, paragrafo 2, dell'articolo  379,  paragrafo  2,  o
degli articoli da 380 a 390 quater;". 
c) All'articolo 136, la lettera a) e' sostituita dalla seguente: 
"a)  le  cessioni  di  beni,   gia'   destinati   esclusivamente   ad
un'attivita' esente a norma degli articoli 132, 135, 371, 375, 376  e
377, dell'articolo 378, paragrafo 2, dell'articolo 379, paragrafo  2,
e degli articoli da 380 a 390 quater, ove  questi  beni  non  abbiano
formato oggetto di un diritto a detrazione;". 
d) All'articolo 221, il paragrafo 3 e' sostituito dal seguente: 
"3.  Gli  Stati  membri  possono  dispensare   i   soggetti   passivi
dall'obbligo previsto all'articolo 220, paragrafo 1,  o  all'articolo
220 bis di emettere  una  fattura  per  le  cessioni  di  beni  o  le
prestazioni di servizi che essi effettuano nel loro territorio e  che
beneficiano  di  un'esenzione,  con  o  senza  diritto  a  detrazione
dell'IVA pagata nella fase precedente, in forza degli articoli 110  e
111, dell'articolo 125, paragrafo 1, dell'articolo 127, dell'articolo
128, paragrafo 1, dell'articolo 132, dell'articolo 135, paragrafo  1,
lettere da h) a  l),  degli  articoli  136,  371,  375,  376  e  377,
dell'articolo 378, paragrafo 2, dell'articolo  379,  paragrafo  2,  e
degli articoli da 380 a 390 quater.". 
e) E' inserito l'articolo seguente: 
"Articolo 390 quater 
La Croazia puo' continuare ad esentare, alle condizioni esistenti  in
tale  Stato  membro  alla  data  della  sua  adesione,  le   seguenti
operazioni: 
a) le cessioni di terreni edificabili, con o senza fabbricati, di cui
all'articolo 135, paragrafo 1, lettera j), e all'allegato X, parte B,
punto 9), non rinnovabili, fino al 31 dicembre 2014; 
b) i trasporti  internazionali  di  persone  di  cui  all'allegato X,
parte B, punto 10), fintantoche' la stessa esenzione e' applicata  in
uno degli Stati membri facenti parte dell'Unione prima  dell'adesione
della Croazia.". 
f) L'articolo 391 e' sostituito dal seguente: 
"Articolo 391 
Gli Stati membri che esentano le operazioni di cui agli articoli 371,
375, 376 e 377, all'articolo  378,  paragrafo  2,  all'articolo  379,
paragrafo 2, o agli articoli da 380 a 390 quater possono accordare ai
soggetti passivi la facolta' di  optare  per  l'imposizione  di  tali
operazioni.". 
g) All'allegato X, il titolo e' sostituito (anche nel  sommario)  dal
seguente: 
"ELENCO DELLE OPERAZIONI OGGETTO DELLE DEROGHE DI CUI  AGLI  ARTICOLI
370 E 371 E AGLI ARTICOLI DA 375 A 390 QUATER". 
 
9. LIBERTA', SICUREZZA E GIUSTIZIA 
32006 R 0562: Regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento  europeo  e
del  Consiglio,  del  15  marzo  2006,  che  istituisce   un   codice
comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere  da
parte delle  persone  (codice  frontiere  Schengen)  (GU  L  105  del
13.4.2006, pag. 1) 
E' inserito l'articolo seguente: 
"Articolo 19 bis 
In deroga alle disposizioni del presente regolamento sull'istituzione
di valichi di frontiera e fino all'entrata in vigore di una decisione
del Consiglio sulla piena applicazione delle disposizioni dell'acquis
di Schengen  in  Croazia  ai  sensi  dell'articolo  4,  paragrafo  2,
dell'atto di  adesione  o,  se  anteriore,  fino  alla  modifica  del
presente regolamento per includervi le disposizioni che  disciplinano
il  controllo  di  frontiera  ai  valichi  comuni,  la  Croazia  puo'
mantenere i valichi comuni alla frontiera con la Bosnia-Erzegovina. A
questi valichi le guardie di frontiera di una delle parti  effettuano
verifiche all'ingresso e all'uscita sul territorio dell'altra  parte.
Le guardie di frontiera  croate  effettuano  tutte  le  verifiche  in
ingresso e uscita in conformita' dell'acquis dell'Unione,  anche  per
quanto attiene  agli  obblighi  degli  Stati  membri  in  materia  di
protezione  internazionale  e  di  non  respingimento.  I  pertinenti
accordi bilaterali che istituiscono i valichi di frontiera comuni  in
questione sono in caso modificati a tal fine.". 
 
10. AMBIENTE 
I. NORMATIVA ORIZZONTALE 
1. 32003 L 0087: Direttiva 2003/87/CE del Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 13 ottobre 2003, che  istituisce  un  sistema  per  lo
scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunita'
e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio 
(GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32). 
a) Per quanto riguarda l'inclusione di tutti i voli tra due aerodromi
situati nel territorio croato e di tutti  i  voli  tra  un  aerodromo
situato nel territorio croato e un  aerodromo  situato  in  un  paese
esterno  al  SEE  (in  prosieguo:  "attivita'  di   trasporto   aereo
supplementari"), si applicano le seguenti disposizioni: 
  i)  in  deroga  all'articolo 3  quater,  paragrafo 2,  il   periodo
indicato all'articolo 13, paragrafo 1, che ha inizio  il  1°  gennaio
2013, decorre dal 1° gennaio 2014 per le attivita' di trasporto aereo
supplementari; 
  ii) in deroga all'articolo 3 quater,  paragrafo 4,  la  Commissione
decide, secondo la procedura di  cui  alla  stessa  disposizione,  in
merito alle emissioni storiche del trasporto aereo per  le  attivita'
di trasporto  aereo  supplementari  entro  sei  mesi  dalla  data  di
adesione; 
  iii) in deroga all'articolo 3 quinquies, paragrafo 2,  a  decorrere
dal 1° gennaio 2014 la percentuale di quote da mettere  all'asta  per
le attivita' di trasporto aereo supplementari e' la percentuale delle
quote  rimanenti  dopo  aver  calcolato  il  numero  delle  quote  da
assegnare  a  titolo   gratuito   a   norma   dell'articolo 3 sexies,
paragrafo 3, lettera d), e il numero delle quote  da  accantonare  in
una riserva speciale a norma dell'articolo 3 septies; 
  iv) in deroga all'articolo 3 quinquies, paragrafo 3,  le  emissioni
attribuite al trasporto aereo  prodotte  da  attivita'  di  trasporto
aereo supplementari sono  decise  dalla  Commissione  per  l'anno  di
riferimento 2010 in base ai migliori dati disponibili. Il  numero  di
quote che devono essere messe all'asta  dagli  Stati  membri  le  cui
emissioni complessive attribuite al trasporto aereo includono  quelle
prodotte da voli provenienti da un aerodromo  croato  e'  adeguato  a
decorrere dal 1° luglio 2013, al fine di  riassegnare  i  diritti  di
messa all'asta relativi a dette emissioni alla Croazia; 
  v)  in  deroga  all'articolo 3 sexies,   paragrafo 1,   l'anno   di
controllo per  le  attivita'  di  trasporto  aereo  supplementari  e'
il 2012 e le domande per l'attribuzione delle quote  sono  presentate
alle autorita' croate competenti entro il 31 marzo 2013; 
  vi)  in  deroga  all'articolo 3 sexies,  paragrafo 2,  la   Croazia
presenta  alla  Commissione  domande  relative  alle   attivita'   di
trasporto aereo supplementari entro il 1º luglio 2013; 
  vii) in deroga all'articolo 3 sexies, paragrafo 3,  la  Commissione
adotta una decisione in merito alle materie di cui alle lettere da a)
a e) di detto paragrafo in  relazione  alle  attivita'  di  trasporto
aereo supplementari entro il 30 settembre 2013; 
  viii) in deroga all'articolo 3 sexies, paragrafo 3, lettera d), per
le attivita' di trasporto aereo supplementari il numero di  quote  da
assegnare a titolo gratuito e' calcolato moltiplicando  il  parametro
di riferimento di cui alla lettera e) per la somma dei dati  relativi
alle tonnellate-chilometro dichiarati nelle  domande  trasmesse  alla
Commissione a norma dell'articolo 3 sexies, paragrafo 2, adeguati per
tenere  conto  della  modifica  media   delle   tonnellate-chilometro
riconducibili ad attivita' di trasporto aereo contemplate dall'EU ETS
rispetto  ai  livelli  del  2010.  Se  necessario,  il  parametro  di
riferimento puo' essere  assoggettato  a  un  fattore  di  correzione
uniforme che deve essere applicato dalla Commissione; 
  ix) in deroga all'articolo 3 sexies, paragrafo 3, per le  attivita'
di trasporto aereo supplementari il parametro di riferimento  di  cui
alla lettera e) di detto paragrafo e' lo stesso di  quello  calcolato
per le  attivita'  di  trasporto  aereo  contemplate  dall'EU  ETS  a
decorrere dal 1° gennaio 2012; 
  x)  in  deroga  all'articolo 3 sexies,  paragrafo 5,  la  data   di
rilascio  delle  quote  per   le   attivita'   di   trasporto   aereo
supplementari e' il 28 febbraio 2014; 
  xi)  in  deroga  all'articolo 3 septies,  per  quanto  riguarda  le
attivita' di trasporto aereo supplementari, i riferimenti al  secondo
anno civile del periodo che ha inizio nel 2013 si intendono fatti  al
2014 e i riferimenti  al  terzo  anno  civile  di  detto  periodo  si
intendono fatti al 2015; 
  xii) in deroga all'articolo 14, paragrafo 3, per  le  attivita'  di
trasporto aereo supplementari la data di cui  a  detto  paragrafo  e'
il 1° luglio 2013; 
  xiii)  in  deroga  all'articolo 18 bis,   paragrafo 1,   la   nuova
attribuzione delle responsabilita'  di  gestione  per  gli  operatori
aerei alla Croazia avviene nel corso del 2014, dopo l'adempimento  da
parte dell'operatore degli obblighi che  gli  incombono  relativi  al
2013, a meno che la precedente autorita' di gestione e la Croazia non
concordino una data diversa a  seguito  di  una  richiesta  da  parte
dell'operatore aereo entro sei mesi dalla data in cui la  Commissione
pubblica  l'elenco  aggiornato  degli  operatori  che   tiene   conto
dell'adesione della Croazia. In tal caso, la  riassegnazione  avviene
entro il 2020 in relazione  al  periodo  di  scambio  che  ha  inizio
nel 2021; 
  xiv) in deroga all'allegato I, punto 6, le attivita'  di  trasporto
aereo supplementari sono incluse a decorrere dal 1° gennaio 2014. 
b) Fatte salve le suddette deroghe, la Croazia  mette  in  vigore  le
disposizioni legislative, regolamentari e  amministrative  necessarie
per assicurare di  potersi  conformare  alla  direttiva  a  decorrere
dall'adesione per l'intero anno 2013. 
2. 32010 R 0920: Regolamento (UE) n. 920/2010 della Commissione,  del
7 ottobre 2010, relativo ad un sistema  standardizzato  e  sicuro  di
registri a norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo  e
del Consiglio e della decisione n. 280/2004/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio (GU L 270 del 14.10.2010, pag. 1) 
Gli articoli 16, 29, 41, 46 e 54  e  l'allegato VIII,  relativi  alle
attivita' di trasporto aereo, si applicano in Croazia a decorrere dal
1° gennaio 2014. 
II. QUALITA' DELL'ARIA 
32008 L 0050: Direttiva  2008/50/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 21  maggio  2008,  relativa  alla  qualita'  dell'aria
ambiente  e  per  un'aria  piu'  pulita   in   Europa   (GU   L   152
dell'11.6.2008, pag. 1) 
a) In deroga all'allegato XIV, l'anno di riferimento di cui al  punto
A, primo capoverso,  e'  il  secondo  anno  dopo  la  fine  dell'anno
dell'adesione della Croazia. L'indicatore di  esposizione  media  per
tale  anno  di  riferimento  e'  la  concentrazione  media  dell'anno
dell'adesione  e  del  primo  e  del   secondo   anno   dopo   l'anno
dell'adesione. 
b) In deroga  all'allegato XIV,  punto B,  l'obiettivo  di  riduzione
dell'esposizione  e'  calcolato  in   relazione   all'indicatore   di
esposizione media nell'anno di riferimento che  e'  il  secondo  anno
dopo la fine dell'anno dell'adesione della Croazia. 
III. GESTIONE DEI RIFIUTI 
31999 L 0031: Direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999,
relativa alle discariche di rifiuti (GU L 182 del 16.7.1999, pag. 1) 
a) In deroga all'articolo 5, paragrafo 2, primo comma, lettere a), b)
e c), il requisito  relativo  alla  riduzione  del  quantitativo  dei
rifiuti   urbani   biodegradabili   da    collocare    a    discarica
rispettivamente al 75%, 50% e 35% del totale (in  peso)  dei  rifiuti
urbani biodegradabili prodotti nel 1997 si applica in Croazia secondo
i termini specificati in appresso. 
La Croazia assicura una diminuzione  graduale  del  quantitativo  dei
rifiuti urbani biodegradabili da collocare  a  discarica  secondo  il
seguente schema: 
  i) entro il 31 dicembre  2013  la  percentuale  di  rifiuti  urbani
biodegradabili collocati a discarica e' ridotta al 75% del totale (in
peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1997; 
  ii) entro il 31 dicembre 2016  la  percentuale  di  rifiuti  urbani
biodegradabili collocati a discarica e' ridotta al 50% del totale (in
peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1997; 
  iii) entro il 31 dicembre 2020 la  percentuale  di  rifiuti  urbani
biodegradabili collocati a discarica e' ridotta al 35% del totale (in
peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1997. 
b)  In  deroga  all'articolo 14,  lettera c),  tutte  le   discariche
preesistenti in Croazia si conformano  ai  requisiti  previsti  dalla
direttiva entro il 31 dicembre 2018, fatti salvi i requisiti  di  cui
all'allegato I, punto 1. 
La Croazia garantisce una riduzione graduale  dei  rifiuti  collocati
nelle discariche non conformi preesistenti conformemente ai  seguenti
quantitativi massimi annuali: 
entro il 31 dicembre 2013: 1 710 000 tonnellate; 
entro il 31 dicembre 2014: 1 410 000 tonnellate; 
entro il 31 dicembre 2015: 1 210 000 tonnellate; 
entro il 31 dicembre 2016: 1 010 000 tonnellate; 
entro il 31 dicembre 2017: 800 000 tonnellate. 
Entro il 31 dicembre di ogni anno, a partire dall'anno  di  adesione,
la Croazia trasmette alla Commissione una  relazione  sull'attuazione
graduale della direttiva e sul rispetto degli obiettivi intermedi. 
IV. QUALITA' DELL'ACQUA 
1. 31991 L 0271: Direttiva 91/271/CEE del Consiglio,  del  21  maggio
1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane (GU L  135
del 30.5.1991, pag. 40) 
In deroga agli articoli 3, 4, 5, 6 e  7,  i  requisiti  per  le  reti
fognarie e il trattamento delle acque reflue urbane si  applicano  in
Croazia a decorrere dal 1º gennaio 2024,  conformemente  ai  seguenti
obiettivi intermedi: 
a) entro il 31  dicembre  2018  e'  conseguita  la  conformita'  alla
direttiva negli agglomerati con un  numero  di  abitanti  equivalenti
superiore a 15 000, ad eccezione dei seguenti agglomerati costieri: 
Bibinje - Sukošan, 
Biograd, 
Jelsa - Vrboska, 
Makarska, 
Mali Lošinj, 
Malinska - Njivice, 
Nin, 
Pirovac - Tisno - Jezera, 
Pula - sjever, 
Vela Luka, 
Vir; 
b) entro il 31  dicembre  2020  e'  conseguita  la  conformita'  alla
direttiva negli agglomerati con un  numero  di  abitanti  equivalenti
superiore a 10 000  le  cui  acque  reflue  sono  scaricate  in  aree
sensibili nonche' per gli impianti di trattamento situati all'interno
dei bacini drenanti del Danubio e  di  altre  aree  sensibili  e  che
contribuiscono  all'inquinamento  di  tali  aree  e  per  gli  undici
agglomerati costieri elencati alla lettera a); 
c) entro il  31 dicembre  2023  e'  conseguita  la  conformita'  alla
direttiva negli agglomerati con un  numero  di  abitanti  equivalenti
superiore a 2 000. 
2. 31998 L 0083: Direttiva 98/83/CE del  Consiglio,  del  3  novembre
1998, concernente la qualita' delle acque destinate al consumo  umano
(GU L 330 del 5.12.1998, pag. 32) 
A  titolo  di  deroga,  i  parametri  microbiologici  e  i  parametri
indicatori di cui all'allegato I, rispettivamente parte A e parte  C,
si applicano alle seguenti  zone  di  approvvigionamento  d'acqua  in
Croazia a decorrere dal 1º gennaio 2019: 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
V. PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATE DELL'INQUINAMENTO (IPPC) 
1.   31999    L    0013:    Direttiva 1999/13/CE    del    Consiglio,
dell'11 marzo 1999, sulla limitazione  delle  emissioni  di  composti
organici volatili dovute  all'uso  di  solventi  organici  in  talune
attivita' e in taluni impianti (GU L 85 del 29.3.1999, pag. 1) 
a) In deroga all'articolo 5 e agli allegati II A e  II  B,  i  valori
limite di emissione di composti organici volatili dovuti  all'uso  di
solventi organici  in  talune  attivita'  e  in  taluni  impianti  si
applicano ai seguenti impianti in  Croazia  a  decorrere  dalle  date
sotto indicate: 
 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 
VI. SOSTANZE CHIMICHE 
32006 R 1907: Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo  e
del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la
valutazione,  l'autorizzazione  e  la  restrizione   delle   sostanze
chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per  le  sostanze
chimiche, che modifica  la  direttiva  1999/45/CE  e  che  abroga  il
regolamento (CEE) n. 793/93  del  Consiglio  e  il  regolamento  (CE)
n. 1488/94 della Commissione, nonche'  la  direttiva  76/769/CEE  del
Consiglio e le direttive  della  Commissione  91/155/CEE,  93/67/CEE,
93/105/CE e 2000/21/CE (GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1) 
a) In deroga all'articolo 23, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 28  che
stabiliscono il termine  per  la  registrazione  e  la  registrazione
preliminare delle  sostanze  ivi  menzionate,  ai  fabbricanti,  agli
importatori e ai produttori di articoli stabiliti in Croazia concesso
un periodo di adattamento di sei mesi dalla data di adesione  per  la
registrazione  preliminare  delle  sostanze  soggette  a  un   regime
transitorio. Il termine per la prima e la  seconda  registrazione  di
cui all'articolo 23, paragrafi 1 e 2, e' di dodici mesi dalla data di
adesione. 
b) Gli articoli 6, 7, 9, 17, 18 e 33 non si applicano in Croazia  per
un periodo di sei mesi dalla data di adesione. 
c)  In  deroga  alle  disposizioni  transitorie  specificate  per  le
sostanze incluse nell'allegato XIV,  se  il  termine  ultimo  per  la
presentazione delle domande scade prima della  data  dell'adesione  o
meno di sei mesi dopo tale data, ai richiedenti stabiliti in  Croazia
e' concesso un periodo di adattamento  di  sei  mesi  dalla  data  di
adesione entro il quale devono pervenire le domande d'autorizzazione. 
 
                                            Appendice dell'ALLEGATO V 
 
Elenco(*),  fornito  dalla  Croazia,  dei  medicinali  per  i   quali
l'autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata a  norma  del
diritto croato anteriormente alla data di adesione rimane valida fino
al relativo rinnovo in conformita' dell'acquis dell'Unione o fino  al
            30 giugno 2017, se questa data e' anteriore. 
 
 
L'inclusione in tale elenco di per se' non indica se il medicinale in
questione formi o meno oggetto di un'autorizzazione all'immissione in
commercio in conformita' dell'acquis dell'Unione. 
 
---------- 
(*) Cfr. GU C ... 
 

                                                          ALLEGATO VI 
 
Sviluppo rurale (di cui all'articolo 35, paragrafo  2,  dell'atto  di
                              adesione) 
 
MISURE TEMPORANEE SUPPLEMENTARI IN MATERIA DI SVILUPPO RURALE PER  LA
CROAZIA 
 
A.  Sostegno   alle   aziende   che   praticano   un'agricoltura   di
semisussistenza in fase di ristrutturazione 
Relativamente alla Croazia, nel  quadro  legislativo  dello  sviluppo
rurale per il  periodo  di  programmazione  2014-2020,  e'  concesso,
conformemente ai principi di cui all'articolo 34 del regolamento (CE)
n. 1698/2005 del Consiglio, un  sostegno  speciale  agli  agricoltori
delle aziende  agricole  di  semisussistenza  in  base  alle  domande
accolte entro  il  31  dicembre  2017,  a  condizione  che  la  nuova
regolamentazione di sviluppo rurale per il periodo di  programmazione
2014-2020 non preveda misure e/o sostegni generali simili. 
B. Associazioni di produttori 
Relativamente alla Croazia, nel  quadro  legislativo  dello  sviluppo
rurale per  il  periodo  di  programmazione  2014-2020,  il  sostegno
speciale  per   favorire   la   costituzione   e   il   funzionamento
amministrativo   di   associazioni   di   produttori   e'   concesso,
conformemente ai principi di cui all'articolo 35 del regolamento (CE)
n.  1698/2005  del  Consiglio,  alle   associazioni   di   produttori
riconosciute ufficialmente dall'autorita'  competente  della  Croazia
entro il 31 dicembre 2017, a condizione che la nuova regolamentazione
di sviluppo rurale per il periodo  di  programmazione  2014-2020  non
preveda misure e/o sostegni generali simili. 
C. Leader 
Relativamente alla Croazia, nel  quadro  legislativo  dello  sviluppo
rurale per il periodo  di  programmazione  2014-2020,  il  contributo
minimo del FEASR al  programma  di  sviluppo  rurale  per  Leader  e'
fissato  in  media  a  un  livello  pari  almeno  alla  meta'   della
percentuale del bilancio che si applica agli altri Stati membri,  ove
tale requisito sia fissato. 
D. Integrazioni ai pagamenti diretti 
1. Un sostegno puo' essere concesso agli agricoltori  ammissibili  ai
pagamenti  o  agli  aiuti  diretti  nazionali  integrativi   di   cui
all'articolo 132 del regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio. 
2. Il sostegno concesso a un agricoltore per gli anni  2014,  2015  e
2016 non supera la differenza tra: 
(a) il livello di pagamenti diretti applicabile in Croazia per l'anno
in questione ai sensi  dell'articolo  121  del  regolamento  (CE)  n.
73/2009 del Consiglio, e 
(b) il 45% del livello di pagamenti diretti  applicabile  nell'Unione
nella sua composizione al 30 aprile 2004 dell'anno in questione. 
3. Il contributo  dell'Unione  al  sostegno  concesso  in  base  alla
presente sottosezione D in Croazia per gli anni 2014, 2015 e 2016 non
e' superiore al 20% della rispettiva dotazione totale annua FEASR. 
4.  L'aliquota  del  contributo  dell'Unione  alle  integrazioni   ai
pagamenti diretti non e' superiore all'80%. 
E. Strumento di assistenza preadesione - Sviluppo rurale 
1. La Croazia puo'  continuare  a  concludere  contratti  o  assumere
impegni nell'ambito del programma IPARD ai sensi del regolamento (CE)
n. 718/2007 della Commissione, del  12  giugno  2007,  che  attua  il
regolamento (CE) n.  1085/2006  del  Consiglio,  che  istituisce  uno
strumento di assistenza preadesione (IPA)(1), fino a che non inizi  a
concludere contratti o  assumere  impegni  ai  sensi  del  pertinente
regolamento in materia di sviluppo rurale. La Croazia  comunica  alla
Commissione la data in cui inizia a concludere contratti  o  assumere
impegni ai sensi del pertinente regolamento in  materia  di  sviluppo
rurale. 
2. La Commissione adotta le misure all'uopo necessarie in conformita'
della procedura  di  cui  all'articolo  5  del  regolamento  (UE)  n.
182/2011 del Parlamento europeo  e  del  Consiglio.  A  tal  fine  la
Commissione e' assistita dal comitato IPA  di  cui  all'articolo  14,
paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1085/2006 del Consiglio. 
 
--------- 
(1) GU L 170 del 29.6.2007, pag. 1. 
 
F. Valutazione ex post IPARD 
Nel quadro legislativo  dello  sviluppo  rurale  per  il  periodo  di
programmazione  2014-2020,  per  quanto  riguarda  l'attuazione   del
programma IPARD per la Croazia, le spese relative alla valutazione ex
post del programma IPARD, di cui  all'articolo  191  del  regolamento
(CE)  n.  718/2007  della  Commissione,  possono  essere  ammissibili
nell'ambito dell'assistenza tecnica. 
G. Ammodernamento delle aziende agricole 
Relativamente alla Croazia, nel  quadro  legislativo  dello  sviluppo
rurale per  il  periodo  di  programmazione  2014-2020,  l'intensita'
massima dell'aiuto per l'ammodernamento delle aziende agricole e' del
75% dell'importo dell'investimento ammissibile per l'attuazione della
direttiva 91/676/CEE del Consiglio, del 12  dicembre  1991,  relativa
alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato  dai  nitrati
provenienti da fonti agricole(1), entro un termine massimo di quattro
anni dalla data di adesione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2,  e
dell'articolo 5, paragrafo 1, di detta direttiva. 
 
--------- 
(1) GU L 375 del 31.12.1991, pag. 1. 
 
H. Rispetto dei requisiti 
Relativamente alla Croazia, nel  quadro  legislativo  dello  sviluppo
rurale per il periodo  di  programmazione  2014-2020,  i  criteri  di
gestione obbligatori di cui all'allegato II del regolamento  (CE)  n.
73/2009 del Consiglio applicabili in tale periodo  di  programmazione
sono rispettati secondo il seguente  calendario:  i  criteri  di  cui
all'allegato II, punto A, si applicano a  decorrere  dal  1º  gennaio
2014; i criteri di cui all'allegato  II,  punto  B,  si  applicano  a
decorrere dal 1º gennaio 2016; i  criteri  di  cui  all'allegato  II,
punto C, si applicano a decorrere dal 1º gennaio 2018. 
 

                                                         ALLEGATO VII 
 
Impegni specifici assunti dalla Repubblica di Croazia  nei  negoziati
di adesione (di cui all'articolo  36,  paragrafo  1,  secondo  comma,
                       dell'atto di adesione) 
 
1. Continuare ad assicurare un'efficace  attuazione  della  strategia
per la riforma del sistema giudiziario e del relativo piano d'azione; 
2.  continuare  a  rafforzare  l'indipendenza,  la   responsabilita',
l'imparzialita' e la professionalita' della magistratura; 
3. continuare a migliorare l'efficienza della magistratura; 
4. continuare a migliorare la gestione dei casi di crimini di  guerra
nazionali; 
5. continuare a registrare costanti risultati significativi basati su
efficienti, efficaci e imparziali indagini, azioni penali e  pronunce
giurisdizionali nei casi di criminalita' organizzata e  corruzione  a
tutti i livelli, compresa la corruzione ad alto livello, e in settori
vulnerabili quali gli appalti pubblici; 
6. continuare a migliorare i risultati registrati  nel  rafforzamento
delle  misure  di  prevenzione  della  lotta  alla  corruzione  e  al
conflitto di interessi; 
7. continuare a rafforzare la protezione delle minoranze,  anche  con
l'efficace attuazione della legge costituzionale  sui  diritti  delle
minoranze nazionali; 
8. continuare ad affrontare le questioni in  sospeso  riguardanti  il
rimpatrio dei rifugiati; 
9. continuare a migliorare la tutela dei diritti umani; 
10. continuare a  collaborare  pienamente  con  il  Tribunale  penale
internazionale per l'ex Jugoslavia. 
 

                                                        ALLEGATO VIII 
 
Impegni  assunti  dalla   Repubblica   di   Croazia   riguardo   alla
ristrutturazione  dell'industria   cantieristica   croata   (di   cui
  all'articolo 36, paragrafo 1, terzo comma, dell'atto di adesione) 
 
Le societa'  cantieristiche  da  sottoporre  a  ristrutturazione  (in
prosieguo: "le societa'") sono le seguenti: 
- Brodogradevna  industrija  3.  MAJ  dionicko  društvo,  Rijeka  (in
prosieguo: "3. MAJ") 
- BRODOTROGIR d.d., Trogir (in prosieguo: "Brodotrogir") 
-  BRODOGRADEVNA  INDUSTRIJA  SPLIT,  dionicko  društvo,  Split   (in
prosieguo: "Brodosplit") 
-   BRODOSPLIT-BRODOGRADILIŠTE   SPECIJALNIH   OBJEKATA   društvo   s
ogranicenom odgovornošcu, Split (in prosieguo: "BSO") 
- BRODOGRADILIŠTE KRALJEVICA dionicko društvo za izgradnju i popravak
brodova, Kraljevica (in prosieguo: "Kraljevica"). 
La Croazia ha convenuto di realizzare la  ristrutturazione  di  dette
societa' mediante la loro privatizzazione secondo  una  procedura  di
gara d'appalto competitiva. I  piani  di  ristrutturazione  per  tali
societa'  sono  stati  sottoposti  dagli   offerenti   ed   accettati
dall'Agenzia croata della concorrenza e dalla Commissione. I piani di
ristrutturazione  saranno  inseriti  nei  rispettivi   contratti   di
privatizzazione da concludere tra la Croazia e gli  acquirenti  delle
societa'. 
I piani di ristrutturazione presentati per  ciascuna  delle  societa'
summenzionate  precisano  le  seguenti  condizioni  fondamentali   da
rispettare nel corso del processo di ristrutturazione: 
- tutti gli aiuti di Stato ricevuti da tali societa' a decorrere  dal
1º marzo 2006 devono essere considerati aiuti alla  ristrutturazione.
Le societa' forniscono un contributo al piano di  ristrutturazione  a
partire dalle proprie risorse che deve essere reale, non provenire da
un aiuto di Stato e rappresentare almeno il 40% del totale dei  costi
di ristrutturazione. 
- La capacita'  di  produzione  globale  delle  societa'  e'  ridotta
rispetto ai livelli del 1º giugno 2011 da 471  324  TSLC  a  372  346
TSLC. Le societa' riducono la propria  capacita'  di  produzione  non
piu'  tardi  di  dodici  mesi  dopo  la  firma   del   contratto   di
privatizzazione. La riduzione di capacita'  e'  attuata  mediante  la
chiusura  permanente  di  scali  di  costruzione,   la   designazione
esclusiva di  scali  di  costruzione  per  scopi  militari  ai  sensi
dell'articolo 346 TFUE e/o mediante la riduzione delle superfici.  Le
TSLC sono le unita' di misura della produzione calcolate in base alle
norme OCSE applicabili. 
- La produzione annua totale delle societa' e'  limitata  a  323  600
TSLC per un periodo di dieci anni a decorrere dal 1º gennaio 2011. La
produzione delle societa' sara' limitata ai seguenti livelli(1): 
  - 3. MAJ: 109 570 TSLC 
  - Brodotrogir: 54 955 TSLC 
  - Brodosplit e BSO: 132 078 TSLC 
  - Kraljevica: 26 997 TSLC 
che le singole societa' possono convenire di riesaminare. Sulla  base
di accordi vincolanti, possono stabilire espressamente quale porzione
delle singole  quote  di  produzione  (espresse  in  TSLC)  intendono
scambiarsi. Il limite della produzione annua totale di 323  600  TSLC
deve essere rispettato. 
 
---------- 
(1) La produzione annua di una determinata societa' e' calcolata come
segue: l'inizio della produzione di una nave e'  rappresentato  dalla
data prevista dell'inizio della lavorazione dell'acciaio,  mentre  la
fine della produzione e' la data  prevista  di  consegna  della  nave
indicata nel contratto stipulato con l'acquirente (o la data prevista
di consegna della nave incompleta allorche' due societa' intervengono
nella costruzione di una nave). Il numero di  TSLC  corrispondenti  a
una nave e' assegnato in modo lineare agli anni  civili  relativi  al
processo produttivo. La produzione totale di una societa' in un  anno
specifico e' calcolata sommando il numero di TSLC prodotte nel  corso
di quell'anno. 
 
- I piani di ristrutturazione specificano inoltre una serie di  altre
misure che ciascuna societa' attuera' per assicurare  il  ritorno  ad
una situazione di redditivita' a lungo termine. 
Ogni modifica successiva di tali piani si  conforma  alle  condizioni
fondamentali nel processo di  ristrutturazione  summenzionate  ed  e'
sottoposta alla Commissione per accordo. 
Le societa' non ricevono aiuti di emergenza o  alla  ristrutturazione
finche' non siano trascorsi almeno dieci anni dalla data della  firma
del contratto di  privatizzazione.  Al  momento  dell'adesione  della
Croazia, la Commissione ordina alla Croazia il recupero di  eventuali
aiuti di emergenza o  alla  ristrutturazione  erogati  in  violazione
della presente disposizione, inclusi gli interessi composti. 
I piani  di  ristrutturazione  accettati  dall'Agenzia  croata  della
concorrenza e  dalla  Commissione  saranno  inseriti  nei  rispettivi
contratti di privatizzazione che saranno conclusi tra  la  Croazia  e
gli acquirenti delle societa'. I contratti  di  privatizzazione  sono
sottoposti  alla  Commissione  per  accordo  e  sono  firmati   prima
dell'adesione della Croazia. 
La  Commissione  segue  attentamente  l'attuazione   dei   piani   di
ristrutturazione  e  il  rispetto  delle  condizioni  stabilite   nel
presente allegato riguardo  al  livello  degli  aiuti  di  Stato,  al
contributo proprio, alle riduzioni  di  capacita',  alla  limitazione
della produzione e alle misure adottate per assicurare il  ritorno  a
una situazione di redditivita'. 
Tale   controllo   e'   effettuato   ogni   anno   del   periodo   di
ristrutturazione. La Croazia rispetta pienamente l'intero sistema  di
controllo. In particolare: 
- la Croazia trasmette alla Commissione relazioni semestrali relative
alla  ristrutturazione  delle  societa'  beneficiarie,  entro  il  15
gennaio e il 15 luglio di ogni anno fino alla  fine  del  periodo  di
ristrutturazione; 
- le relazioni contengono le informazioni  necessarie  a  seguire  il
processo di ristrutturazione, il  contributo  proprio,  la  riduzione
della capacita', la limitazione della produzione e le misure adottate
per assicurare il ritorno a una situazione di redditivita'; 
- la Croazia presenta relazioni sulla produzione annua delle societa'
in corso di ristrutturazione entro il 15 luglio di  ogni  anno,  fino
alla fine del 2020; 
- la Croazia chiede alle  societa'  di  comunicare  obbligatoriamente
tutti i dati che in altre circostanze potrebbero  essere  considerati
riservati. La Commissione  assicura  che  le  informazioni  riservate
relative a ciascuna societa' non siano divulgate. 
La Commissione puo' decidere in  qualsiasi  momento  di  nominare  un
consulente indipendente con il compito di valutare  i  risultati  dei
controlli, effettuare qualsiasi ricerca necessaria  e  riferire  alla
Commissione. La Croazia fornira'  piena  cooperazione  al  consulente
indipendente nominato dalla Commissione e assicurera' che abbia pieno
accesso a tutte le informazioni necessarie  per  svolgere  i  compiti
affidatigli dalla Commissione. 
Al momento dell'adesione della Croazia, la  Commissione  ordina  alla
Croazia  il  recupero  di  tutti  gli  aiuti  di  emergenza  o   alla
ristrutturazione erogati a decorrere dal 1º marzo 2006 a una societa'
specifica, incluso l'interesse composto, se: 
- il contratto di privatizzazione per detta societa'  non  e'  ancora
stato firmato o non include pienamente le  condizioni  stabilite  nel
piano  di  ristrutturazione  accettato  dall'Agenzia   croata   della
concorrenza e dalla Commissione, o 
- la societa' non ha fornito un contributo reale, non proveniente  da
un aiuto di Stato a partire dalle  proprie  risorse  che  rappresenti
almeno il 40% del totale dei costi di ristrutturazione, o 
- la riduzione della capacita' globale di  produzione  non  e'  stata
attuata  entro   dodici   mesi   dalla   firma   del   contratto   di
privatizzazione. In tal caso  il  recupero  dell'aiuto  e'  richiesto
soltanto da parte delle societa' che non hanno raggiunto le riduzioni
di capacita' individuali seguenti: 
  - 3. MAJ: di 46 543 TSLC; 
  - Brodotrogir: di 15 101 TSLC; 
  - Brodosplit e BSO: di 29 611 TSLC; 
  - Kraljevica: di 9 636 TSLC; o 
- la limitazione globale della produzione per le societa' (ossia  323
600 TSLC) e' stata  superata  in  uno  qualsiasi  degli  anni  civili
compresi tra il 2011 e il 2020; in tal caso, e' richiesto il recupero
dell'aiuto per le societa' che hanno superato i limiti di  produzione
individuali (se del caso, modificati  da  un  accordo  giuridicamente
vincolante con un'altra societa' cantieristica). 
 

                                                          ALLEGATO IX 
 
             Impegni assunti dalla Repubblica di Croazia 
       riguardo alla ristrutturazione del settore dell'acciaio 
                (di cui all'articolo 36, paragrafo 1, 
                 terzo comma, dell'atto di adesione) 
 
Con lettera del 23 maggio 2011 la Croazia ha informato la Commissione
di aver ottenuto il riconoscimento del debito da parte del produttore
siderurgico  CMC  Sisak   d.o.o.,   corrispondente   all'aiuto   alla
ristrutturazione, erogato a  tale  societa'  nel  corso  del  periodo
compreso tra il 1º marzo 2002  e  il  28  febbraio  2007,  maggiorato
dell'interesse  composto(1).  L'aiuto  di  Stato  ricevuto,   escluso
l'interesse composto, ammonta a 19 117 572,36 HRK. 
Al momento dell'adesione della Croazia, qualora l'importo  totale  di
tale  aiuto,  maggiorato  dell'interesse  composto,  non  sia   stato
rimborsato dalla CMC Sisak d.o.o., la Commissione ordina alla Croazia
il recupero di eventuali aiuti di emergenza e  alla  ristrutturazione
erogati a tale societa'  a  decorrere  dal  1º  marzo  2006,  incluso
l'interesse composto. 
 
---------- 
(1) Da calcolare ai sensi degli articoli da 9 a  11  del  regolamento
(CE) n. 794/2004 della  Commissione,  del  21  aprile  2004,  recante
disposizioni di esecuzione  del  regolamento  (CE)  n.  659/1999  del
Consiglio recante modalita'  di  applicazione  dell'articolo  93  del
trattato CE (GU L 140 del 30.4.2004, pag. 1),  modificato  da  ultimo
dal regolamento (CE) n. 1125/2009 della Commissione  (GU  L  308  del
24.11.2009, pag. 5). 
 

        
      
                               PARTE I 
                            TRASFERIMENTO 
 
                             PROTOCOLLO 
                 SU TALUNE DISPOSIZIONI CONCERNENTI 
                UN EVENTUALE TRASFERIMENTO UNA TANTUM 
          ALLA REPUBBLICA DI CROAZIA DI UNITA' DI QUANTITA' 
       ASSEGNATE RILASCIATE NEL QUADRO DEL PROTOCOLLO DI KYOTO 
             ALLA CONVENZIONE QUADRO DELLE NAZIONI UNITE 
     SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI NONCHE' LA RELATIVA COMPENSAZIONE 
 
 
 
LE ALTE PARTI CONTRAENTI, 
RILEVANDO che, tenuto conto  delle  circostanze  storiche  specifiche
prodottesi  in  Croazia,  e'  stato  convenuto  di   manifestare   la
disponibilita'  a  fornire  assistenza  alla  Croazia  attraverso  un
trasferimento una tantum di unita' di quantita' assegnate  rilasciate
nel quadro del protocollo di  Kyoto  alla  convenzione  quadro  delle
Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ("protocollo di Kyoto"), 
RILEVANDO che tale trasferimento sarebbe effettuato una  sola  volta,
non costituirebbe un precedente e rispecchierebbe la natura unica  ed
eccezionale della situazione in Croazia, 
  SOTTOLINEANDO che tale  trasferimento  dovrebbe  essere  compensato
  dalla Croazia attraverso un adeguamento dei suoi obblighi ai  sensi
  della  decisione  n.  406/2009/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
  Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi  degli  Stati
  membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine  di
  adempiere agli impegni della  Comunita'  in  materia  di  riduzione
  delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020(

1

 ),in modo da
  assicurare  l'integrita'  ambientale  evitando  un  aumento   della
  quantita'  totale  di  emissioni  consentite  dell'Unione  e  della
  Croazia fino al 2020, 
 
 
  HANNO CONVENUTO LE DISPOSIZIONI SEGUENTI: 
 
 
                              ARTICOLO 1 
 
  La presente parte si applica alle misure relative  a  un  eventuale
  trasferimento una tantum  di  un  numero  di  unita'  di  quantita'
  assegnate rilasciate nel quadro del protocollo di Kyoto (AAU)  alla
  Croazia. 
 
 -------- 
 (

1

 ) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136. 
 

                             ARTICOLO 2 
 
Nessun trasferimento e'  effettuato  qualora  la  Croazia  non  abbia
ritirato il suo ricorso contro la decisione della  sezione  operativa
del comitato di controllo del rispetto del  protocollo  di  Kyoto  in
conformita' delle regole e scadenze pertinenti  che  disciplinano  il
ritiro dei ricorsi prima dell'avvio della Conferenza  dell'UNFCCC  di
Durban (28 novembre - 9 dicembre 2011). 
L'eventuale trasferimento e' subordinato  all'accertamento  da  parte
della squadra di riesame a livello di esperti  dell'UNFCCC,  dopo  un
periodo di adeguamento, del mancato adempimento  della  Croazia  agli
impegni di cui all'articolo 3 del protocollo di Kyoto. 
Nessun trasferimento e'  effettuato  qualora  la  Croazia  non  abbia
compiuto tutti i ragionevoli sforzi per adempiere agli impegni di cui
all'articolo 3 del protocollo di Kyoto,  incluso  il  pieno  utilizzo
delle unita' di assorbimento derivante da attivita' di uso del suolo,
cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura. 
 

                             ARTICOLO 3 
 
  L'eventuale decisione sul  trasferimento  di  AAU  e'  adottata  in
  conformita' della procedura  d'esame  di  cui  all'articolo  5  del
  regolamento  (UE)  n.  182/2011  del  Parlamento  europeo   e   del
  Consiglio, del 16 febbraio 2011,  che  stabilisce  le  regole  e  i
  principi generali relativi alle modalita'  di  controllo  da  parte
  degli Stati membri dell'esercizio delle  competenze  di  esecuzione
  attribuite alla Commissione(

1

 ). La Commissione  e'  assistita  dal
  comitato sui cambiamenti climatici istituito dall'articolo 9  della
  decisione n. 280/2004/CE del Parlamento europeo  e  del  Consiglio,
  dell'11 febbraio 2004, relativa ad un meccanismo per monitorare  le
  emissioni di gas a effetto serra nella Comunita' e per  attuare  il
  protocollo di Kyoto(

2

 ). Tale comitato e' un comitato ai sensi  del
  regolamento  (UE)  n.  182/2011  del  Parlamento  europeo   e   del
  Consiglio. Una siffatta decisione non e' adottata qualora  non  sia
  espresso alcun parere. 
  Le AAU  da  trasferire  sono  tratte  dal  numero  di  AAU  di  cui
  all'articolo 2 della decisione 2006/944/CE della  Commissione,  del
  14 dicembre 2006, recante determinazione dei livelli  di  emissione
  rispettivamente assegnati alla Comunita' e a ciascuno  degli  Stati
  membri nell'ambito del protocollo di Kyoto ai sensi della decisione
  2002/358/CE del Consiglio(

3

 ). 
  L'eventuale trasferimento non supera il numero totale di 7 000  000
  di AAU. 
 
 -------- 
 (

1

 ) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13 
 
 -------- 
 (

2

 ) GU L 49 del 19.2.2004, pag. 1 
 
 -------- 
 (

3

 ) GU L 358 del 16.12.2006, pag. 87.  Decisione  modificata  dalla
 decisione 2010/778/UE della Commissione (GU L  332  del  16.12.2010,
 pag. 41) 
 
 

                              PARTE II 
                            COMPENSAZIONE 
 

                             ARTICOLO 4 
 
La presente parte  si  applica  alla  compensazione  a  carico  della
Croazia  in  caso  di  trasferimento  di  AAU  in  conformita'  delle
disposizioni della parte I. 
 

                             ARTICOLO 5 
 
1. La Croazia compensa le eventuali AAU ad essa trasferite tramite un
adeguamento, ai sensi del presente articolo,  dei  suoi  obblighi  ai
sensi della decisione n. 406/2009/CE del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio. 
In particolare l'ammontare di  tonnellate  di  biossido  di  carbonio
equivalente delle eventuali AAU trasferite e' sottratto, ai sensi del
presente articolo, dalle  assegnazioni  annuali  di  emissioni  della
Croazia una volta determinate ai sensi dell'articolo 3, paragrafo  2,
della  decisione  n.  406/2009/CE  del  Parlamento  europeo   e   del
Consiglio. 
2. La Commissione pubblica le cifre  delle  assegnazioni  annuali  di
emissioni della Croazia risultanti dalla  sottrazione  effettuata  in
conformita' del paragrafo 1. 

        
      
 
                             ATTO FINALE 
 
                      I. TESTO DELL'ATTO FINALE 
 
 
1. I plenipotenziari di: 
 
SUA MAESTA' IL RE DEI BELGI, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI BULGARIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CECA, 
 
SUA MAESTA' LA REGINA DI DANIMARCA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI ESTONIA, 
 
IL PRESIDENTE DELL'IRLANDA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELLENICA, 
 
SUA MAESTA' IL RE DI SPAGNA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE, 
 
LA REPUBBLICA DI CROAZIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI CIPRO, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LETTONIA, 
 
LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI LITUANIA, 
 
SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DI LUSSEMBURGO, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI UNGHERIA, 
 
IL PRESIDENTE DI MALTA, 
 
SUA MAESTA' LA REGINA DEI PAESI BASSI, 
 
IL PRESIDENTE FEDERALE DELLA REPUBBLICA D'AUSTRIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI POLONIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE, 
 
IL PRESIDENTE DELLA ROMANIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SLOVENIA, 
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SLOVACCA, 
 
LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI FINLANDIA, 
 
IL GOVERNO DEL REGNO DI SVEZIA, 
 
SUA MAESTA' LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA 
E IRLANDA DEL NORD, 
 
Riuniti a Bruxelles, addi nove dicembre  duemilaundici  in  occasione
della firma del trattato tra il Regno del Belgio,  la  Repubblica  di
Bulgaria, la Repubblica ceca, il Regno di  Danimarca,  la  Repubblica
federale  di  Germania,  la  Repubblica  di  Estonia,  l'Irlanda,  la
Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica  francese,  la
Repubblica  italiana,  la  Repubblica  di  Cipro,  la  Repubblica  di
Lettonia, la Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo, la
Repubblica di Ungheria, la Repubblica di Malta, il  Regno  dei  Paesi
Bassi,  la  Repubblica  d'Austria,  la  Repubblica  di  Polonia,   la
Repubblica portoghese, la Romania,  la  Repubblica  di  Slovenia,  la
Repubblica slovacca, la Repubblica di Finlandia, il Regno di  Svezia,
il Regno Unito di Gran Bretagna e  Irlanda  del  Nord  (Stati  membri
dell'Unione europea) e la Repubblica di Croazia relativo all'adesione
della Repubblica di Croazia all'Unione europea. 
Hanno constatato che i seguenti testi sono stati stabiliti e adottati
alla Conferenza  tra  gli  Stati  membri  dell'Unione  europea  e  la
Repubblica di Croazia per  l'adesione  della  Repubblica  di  Croazia
all'Unione europea: 
 
I. il trattato tra il Regno del Belgio, la Repubblica di Bulgaria, la
Repubblica ceca, il Regno di Danimarca,  la  Repubblica  federale  di
Germania,  la  Repubblica  di  Estonia,  l'Irlanda,   la   Repubblica
ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese,  la  Repubblica
italiana, la Repubblica di  Cipro,  la  Repubblica  di  Lettonia,  la
Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo,  la  Repubblica
di Ungheria, la Repubblica di Malta, il Regno  dei  Paesi  Bassi,  la
Repubblica  d'Austria,  la  Repubblica  di  Polonia,  la   Repubblica
portoghese, la Romania, la  Repubblica  di  Slovenia,  la  Repubblica
slovacca, la Repubblica di Finlandia, il Regno di  Svezia,  il  Regno
Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (Stati  membri  dell'Unione
europea) e la  Repubblica  di  Croazia  relativo  all'adesione  della
Repubblica di Croazia all'Unione europea (in prosieguo: "trattato  di
adesione"); 
 
II. l'atto relativo alle condizioni di adesione della  Repubblica  di
Croazia e agli adattamenti  del  trattato  sull'Unione  europea,  del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea  e  del  trattato  che
istituisce la Comunita' europea dell'energia atomica  (in  prosieguo:
"atto di adesione"); 
III. i testi elencati in appresso, allegati all'atto di adesione: 
 
A. Allegato I: Elenco delle convenzioni e dei protocolli ai quali  la
Repubblica di  Croazia  aderisce  dalla  data  di  adesione  (di  cui
all'articolo 3, paragrafo 4, dell'atto di adesione) 
 
Allegato  II:  Elenco  delle  disposizioni  dell'acquis  di  Schengen
integrate nell'ambito dell'Unione europea e  degli  atti  basati  sul
medesimo o ad esso altrimenti collegati che saranno applicabili nella
Repubblica di Croazia a decorrere dall'adesione e saranno  vincolanti
per quest'ultima (di cui all'articolo 4, paragrafo  1,  dell'atto  di
adesione) 
 
Allegato III: Elenco di cui all'articolo 15  dell'atto  di  adesione:
adattamenti degli atti adottati dalle istituzioni 
 
Allegato IV: Elenco di cui all'articolo  16  dell'atto  di  adesione:
altre disposizioni permanenti 
 
Allegato V: Elenco di cui  all'articolo  18  dell'atto  di  adesione:
misure transitorie 
 
Allegato VI: Sviluppo rurale (di cui  all'articolo 35,  paragrafo  2,
dell'atto di adesione) 
 
Allegato VII: Impegni specifici assunti dalla Repubblica  di  Croazia
nei negoziati di adesione  (di  cui  all'articolo  36,  paragrafo  1,
secondo comma, dell'atto di adesione) 
Allegato VIII: Impegni assunti dalla Repubblica di  Croazia  riguardo
alla ristrutturazione dell'industria  cantieristica  croata  (di  cui
all'articolo 36, paragrafo 1, terzo comma, dell'atto di adesione) 
 
Allegato IX: Impegni assunti dalla  Repubblica  di  Croazia  riguardo
alla ristrutturazione del settore dell'acciaio (di  cui  all'articolo
36, paragrafo 1, terzo comma, dell'atto di adesione); 
 
B.  protocollo  su  talune  disposizioni  concernenti  un   eventuale
trasferimento una tantum alla Repubblica  di  Croazia  di  unita'  di
quantita' assegnate rilasciate nel quadro  del  protocollo  di  Kyoto
alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici
nonche' la relativa compensazione. 
 
C. i  testi  del  trattato  sull'Unione  europea,  del  trattato  sul
funzionamento dell'Unione europea, del  trattato  che  istituisce  la
Comunita' europea dell'energia atomica e dei trattati  che  li  hanno
modificati  o  completati,  ivi   compresi   il   trattato   relativo
all'adesione del Regno di Danimarca, dell'Irlanda e del  Regno  Unito
di  Gran  Bretagna  e  Irlanda  del  Nord,   il   trattato   relativo
all'adesione  della  Repubblica  ellenica,   il   trattato   relativo
all'adesione del Regno di Spagna e della  Repubblica  portoghese,  il
trattato relativo  all'adesione  della  Repubblica  d'Austria,  della
Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia, il  trattato  relativo
all'adesione della Repubblica  ceca,  della  Repubblica  di  Estonia,
della Repubblica  di  Cipro,  della  Repubblica  di  Lettonia,  della
Repubblica  di  Lituania,  della  Repubblica   di   Ungheria,   della
Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di
Slovenia  e  della  Repubblica  slovacca  e  il   trattato   relativo
all'adesione della Repubblica di Bulgaria e della Romania  in  lingua
croata. 
 
2. Le Alte Parti Contraenti hanno raggiunto un  accordo  politico  su
una serie di adattamenti degli atti adottati dalle istituzioni e resi
necessari dall'adesione e invitano il Consiglio e la  Commissione  ad
adottare  detti   adattamenti   prima   dell'adesione   conformemente
all'articolo  50  dell'atto  di  adesione,  di  cui  all'articolo  3,
paragrafo 4, del trattato di adesione,  integrato  e  aggiornato,  se
necessario, per tener conto dell'evoluzione del diritto dell'Unione. 
 
3.  Le  Alte  Parti  Contraenti  si  impegnano  a   comunicare   alla
Commissione e a  comunicarsi  reciprocamente  tutte  le  informazioni
necessarie per l'applicazione dell'atto di adesione. Ove  necessario,
queste informazioni sono trasmesse prima della data di  adesione,  in
tempo utile affinche'  l'atto  di  adesione  possa  essere  applicato
pienamente a decorrere  da  tale  data,  in  particolare  per  quanto
riguarda il funzionamento del mercato interno. In questo contesto  la
tempestiva notifica, ai sensi dell'articolo 47 dell'atto di adesione,
delle misure adottate dalla Repubblica di Croazia e' di  fondamentale
importanza. La Commissione puo' comunicare alla Repubblica di Croazia
il termine entro il quale ritiene appropriato ricevere o  trasmettere
informazioni specifiche. 
Entro la data odierna della firma, le  Alte  Parti  Contraenti  hanno
ricevuto un elenco che  riporta  gli  obblighi  di  informazione  nel
settore veterinario. 
 
4. I plenipotenziari hanno preso atto delle  seguenti  dichiarazioni,
che sono state rese e allegate al presente atto finale: 
 
A. Dichiarazione comune degli Stati membri attuali 
 
Dichiarazione comune  sulla  piena  applicazione  delle  disposizioni
dell'acquis di Schengen 
 
B. Dichiarazione comune di alcuni Stati membri attuali 
 
Dichiarazione comune della Repubblica federale di Germania e della 
Repubblica  d'Austria  sulla  libera  circolazione  dei   lavoratori:
Croazia 
 
C. Dichiarazione comune degli Stati membri attuali e della Repubblica
di Croazia 
 
Dichiarazione comune sul Fondo europeo di sviluppo 
D. Dichiarazione della Repubblica di Croazia 
Dichiarazione  della  Repubblica  di   Croazia   sulla   disposizione
transitoria relativa alla liberalizzazione del  mercato  dei  terreni
agricoli in Croazia 
 
5. I plenipotenziari hanno preso nota dello scambio  di  lettere  fra
l'Unione  europea  e  la  Repubblica  di  Croazia,  riguardante   una
procedura d'informazione e consultazione  per  l'adozione  di  talune
decisioni e altre misure durante il periodo che  precede  l'adesione,
allegato al presente atto finale. 
 
 
                          II. DICHIARAZIONI 
 
         A. DICHIARAZIONE COMUNE DEGLI STATI MEMBRI ATTUALI 
 
Dichiarazione comune  sulla  piena  applicazione  delle  disposizioni
                       dell'acquis di Schengen 
 
E'  inteso  che  le  procedure  concordate  per   la   futura   piena
applicazione da  parte  della  Repubblica  di  Croazia  di  tutte  le
disposizioni dell'acquis di  Schengen  -  come  saranno  incluse  nel
trattato relativo all'adesione della Croazia all'Unione ("trattato di
adesione della Croazia") - lasciano impregiudicata la  decisione  che
il Consiglio deve adottare ai fini  della  piena  applicazione  delle
disposizioni dell'acquis di Schengen nella Repubblica di  Bulgaria  e
in Romania e non hanno conseguenze su tale decisione. 
La decisione del Consiglio relativa  alla  piena  applicazione  delle
disposizioni dell'acquis di Schengen in Bulgaria e in  Romania  sara'
adottata in base alla procedura prevista  a  tal  fine  nel  trattato
relativo all'adesione della Bulgaria e  della  Romania  all'Unione  e
conformemente alle conclusioni del Consiglio, del 9 giugno 2011,  sul
completamento del processo di valutazione dello stato di preparazione
della Bulgaria e della  Romania  ad  attuare  tutte  le  disposizioni
dell'acquis di Schengen. 
Le procedure concordate per la futura  piena  applicazione  da  parte
della Croazia di tutte le disposizioni dell'acquis di Schengen - come
saranno incluse nel trattato di adesione della Croazia -  non  creano
un obbligo giuridico in alcun contesto diverso da quello del trattato
di adesione della Croazia. 
 
       B. DICHIARAZIONE COMUNE DI ALCUNI STATI MEMBRI ATTUALI 
 
    Dichiarazione comune della Repubblica federale di Germania e 
della Repubblica d'Austria sulla libera circolazione dei  lavoratori:
                               Croazia 
 
La formulazione del punto 12 delle misure transitorie  relative  alla
libera circolazione dei lavoratori ai sensi della direttiva  96/71/CE
nell'allegato V, sezione 2, dell'atto di  adesione  e'  intesa  dalla
Repubblica federale di Germania  e  dalla  Repubblica  d'Austria,  di
concerto con la Commissione, nel senso  che  con  i  termini  "talune
regioni" si potrebbe, all'occorrenza, comprendere l'intero territorio
nazionale. 
 
         C. DICHIARAZIONE COMUNE DEGLI STATI MEMBRI ATTUALI 
                    E DELLA REPUBBLICA DI CROAZIA 
 
         Dichiarazione comune sul Fondo europeo di sviluppo 
 
La Repubblica di  Croazia  aderira'  al  Fondo  europeo  di  sviluppo
dall'entrata in vigore del nuovo quadro  finanziario  pluriennale  di
cooperazione dopo l'adesione all'Unione  e  vi  contribuira'  dal  1º
gennaio del secondo anno civile successivo alla data di adesione. 
 
            D. DICHIARAZIONE DELLA REPUBBLICA DI CROAZIA 
 
Dichiarazione  della  Repubblica  di   Croazia   sulla   disposizione
transitoria relativa alla liberalizzazione del  mercato  dei  terreni
                         agricoli in Croazia 
 
Vista la disposizione transitoria in ordine all'acquisto  di  terreni
agricoli nella Repubblica di Croazia da parte di  persone  fisiche  e
giuridiche dell'UE/SEE, di cui all'allegato V dell'atto di adesione, 
vista la disposizione secondo cui la Commissione, su richiesta  della
Repubblica di Croazia, decidera' in ordine alla proroga di  ulteriori
tre anni del periodo transitorio di  sette  anni,  purche'  vi  siano
prove sufficienti del fatto che, allo scadere del periodo transitorio
di sette anni, vi saranno  gravi  perturbazioni  o  rischi  di  gravi
perturbazioni sul mercato dei terreni agricoli  della  Repubblica  di
Croazia, 
la Repubblica di  Croazia  dichiara  che,  qualora  sia  concessa  la
succitata proroga del periodo transitorio, si adoperera' per prendere
le misure necessarie per liberalizzare l'acquisto di terreni agricoli
nelle zone specificate prima dello scadere del termine fissato di tre
anni. 
 
    

                          ___________________

    
 
 
                       III. SCAMBIO DI LETTERE 
           FRA L'UNIONE EUROPEA E LA REPUBBLICA DI CROAZIA 
              RIGUARDANTE UNA PROCEDURA DI INFORMAZIONE 
         E CONSULTAZIONE PER L'ADOZIONE DI TALUNE DECISIONI 
      E ALTRE MISURE DURANTE IL PERIODO CHE PRECEDE L'ADESIONE 
 
 
                            Lettera n. 1 
 
Egregio Signore, 
 
mi pregio di fare riferimento alla questione relativa alla  procedura
di informazione e di consultazione per l'adozione di talune decisioni
e altre misure da prendere durante il periodo che precede  l'adesione
del  Suo  Paese  all'Unione  europea,  sollevata  nel  contesto   dei
negoziati di adesione. 
Confermo che l'Unione europea puo' accettare  tale  procedura,  quale
figura nell'allegato della presente lettera, che potrebbe  applicarsi
alla Repubblica di Croazia a  decorrere  dalla  data  alla  quale  la
Conferenza  di  adesione  dichiara  la  conclusione  definitiva   dei
negoziati di adesione. 
La prego di confermarmi che il Suo Governo e' d'accordo sul contenuto
di questa lettera. 
Voglia accettare l'espressione della mia profonda stima. 
 
 
                                                             ALLEGATO 
 
 
Procedura di informazione e di consultazione per l'adozione di talune
decisioni e altre misure da prendere durante il periodo  che  precede
                             l'adesione 
 
 
                                 I. 
 
1. Allo scopo di garantire l'adeguata informazione  della  Repubblica
di  Croazia,  ogni   proposta,   comunicazione,   raccomandazione   o
iniziativa  finalizzata  all'adozione  di  un  atto   giuridico   del
Parlamento europeo e del Consiglio, del  Consiglio  o  del  Consiglio
europeo e' resa nota alla Croazia dopo la trasmissione al Consiglio o
al Consiglio europeo. 
2. Le consultazioni hanno luogo su richiesta motivata della  Croazia,
che espone in modo esplicito i suoi interessi in quanto futuro membro
dell'Unione e presenta le sue osservazioni. 
3. Le decisioni di ordinaria  amministrazione  non  danno  di  regola
luogo a consultazioni. 
4.  Le  consultazioni  hanno  luogo  nell'ambito   di   un   comitato
interinale, composto di rappresentanti dell'Unione e  della  Croazia.
Tranne in caso di obiezioni motivate da  parte  dell'Unione  o  della
Croazia, le consultazioni possono aver altresi luogo sotto  forma  di
scambio  di  messaggi  elettronici,  in  particolare  in  materia  di
politica estera e di sicurezza comune. 
5. Per l'Unione, sono membri del comitato  interinale  i  membri  del
Comitato dei Rappresentanti Permanenti o coloro che essi designano  a
tal fine. Se del caso, possono essere membri del comitato  interinale
i membri del Comitato politico e  di  sicurezza.  La  Commissione  e'
adeguatamente rappresentata. 
6. Il comitato interinale e' assistito da  un  segretariato,  che  e'
quello della Conferenza di adesione, all'uopo mantenuto in funzione. 
7. Le  consultazioni  avvengono  non  appena  siano  stati  definiti,
nell'ambito dei lavori preparatori  a  livello  dell'Unione  ai  fini
dell'adozione degli atti di cui al punto 1, orientamenti  comuni  che
consentano di tenere utilmente dette consultazioni. 
8. Qualora le consultazioni lascino sussistere serie difficolta',  la
questione puo' essere discussa a livello ministeriale,  su  richiesta
della Croazia. 
9. Le disposizioni di cui sopra si applicano, mutatis mutandis,  alle
decisioni del consiglio dei governatori della Banca europea  per  gli
investimenti. 
10. La procedura prevista ai punti precedenti  si  applica  anche  ad
ogni decisione che debba essere  presa  dalla  Croazia  e  che  possa
influire sugli impegni risultanti dalla sua qualita' di futuro membro
dell'Unione. 
 
 
                                 II. 
 
11. L'Unione e la Croazia prendono  le  misure  necessarie  affinche'
l'adesione di quest'ultima agli accordi o convenzioni e protocolli di
cui all'articolo 3, paragrafo 4, e all'articolo 6, paragrafi 2  e  5,
dell'atto relativo alle condizioni di adesione  della  Repubblica  di
Croazia e agli adattamenti dei trattati sui quali si  fonda  l'Unione
europea, in prosieguo "l'atto di adesione", abbia  luogo  per  quanto
possibile contemporaneamente all'entrata in vigore  del  trattato  di
adesione. 
12. Per quanto riguarda la negoziazione con le parti  contraenti  dei
protocolli  di  cui  all'articolo  6,  paragrafo  2,  secondo  comma,
dell'atto di adesione, i rappresentanti della Croazia sono  associati
ai lavori in qualita' di osservatori accanto ai rappresentanti  degli
Stati membri attuali. 
13. Taluni accordi  non  preferenziali  conclusi  dall'Unione  e  che
resteranno in vigore dopo la data di adesione possono essere  oggetto
di  adattamenti  o  modifiche  per  tener   conto   dell'allargamento
dell'Unione.  Tali  adattamenti   o   modifiche   saranno   negoziati
dall'Unione associandovi i rappresentanti della  Croazia  secondo  la
procedura di cui al punto 12. 
 
 
                                III. 
 
14.  Le  istituzioni  elaborano  in  tempo  utile  i  testi  di   cui
all'articolo 52  dell'atto  di  adesione.  A  tal  fine,  la  Croazia
trasmette tempestivamente alle  istituzioni  le  traduzioni  di  tali
testi. 
    

                          ___________________

    
 
 
                            Lettera n. 2 
 
Egregio Signore, 
 
mi pregio di comunicarLe  di  aver  ricevuto  la  Sua  lettera  cosi'
redatta: 
    "mi pregio di  fare  riferimento  alla  questione  relativa  alla
procedura di informazione e di consultazione per l'adozione di talune
decisioni e altre misure da prendere durante il periodo  che  precede
l'adesione del Suo Paese all'Unione europea, sollevata  nel  contesto
dei negoziati di adesione. 
    Confermo che l'Unione  europea  puo'  accettare  tale  procedura,
quale figura  nell'allegato  della  presente  lettera,  che  potrebbe
applicarsi alla Repubblica di Croazia a  decorrere  dalla  data  alla
quale la Conferenza di adesione dichiara  la  conclusione  definitiva
dei negoziati di adesione. 
    La prego di confermarmi che  il  Suo  Governo  e'  d'accordo  sul
contenuto di questa lettera." 
Posso confermarLe l'accordo del mio Governo sul contenuto  di  questa
lettera. 
 
Voglia accettare l'espressione della mia profonda stima. 

              Parte di provvedimento in formato grafico

 

        

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